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Autore del messaggio: Tadao Tandoo da Naoshima
lasciato il 18/10/2015 ore 0:14

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17/10/15 Naoshima. La cena di ieri sera non è stata altrettanto felice che la giornata, non era stata pianificata come la giornata, e, per stanchezza ci siamo affidati al caso e infine siamo entrati in un posto tristino. In compenso la giornata a Naoshima è stata davvero superlativa, almeno per ciò che riguarda l'arte moderna e le sue rappresentazioni. Un aspetto che mi aspettavo molto più presente in questo viaggio ma che finora non si è presentato in maniera così esplicita, se non attraverso le architetture supermoderne presenti in tutte le città. La particolarità di Naoshima è che qui è stata creata una isola Museo con intervento massivo di Tadao Ando, e le opere di altri artisti (sopratutto americani, thurrel, De Maria, etc). Noi abbiamo girato l'isola, la parte interessante almeno, a piedi. Visitando il superlativo Chicho Museum per primo. Ci sono 4 o 5 sale/performance in tutto ma davvero stupenda la sala dei Monet e il giochi con la luce di Thurrel. Anche la sala De Maria molto particolare. Un po meno spettacolare il museo Benesse, ma sempre a livelli altissimi. E nuovamente molto bella l'idea delle case antiche con interventi d'arte contemporanea dell'art house Dall'altra parte dell'isola, una su tutte la Minamidera, con intervento sempre di Turrel. Anche l'isola in se, offre paesaggi e scorci del mare interno molto pittoreschi. Camminiamo quindi per almeno 7/8 km di saliscendi, decisamente sotto la media giornaliera, mangiamo al volo un pacchetto di gallette di riso caramellato per arrivare a sera e a merenda al volo in un caffè prima di prendere l'aliscafo per la terra ferma. Poi per il pezzo in treno effettuiamo un cambio al volo da un binario all'altro senza verificare la direzione (ormai in fatto di treni ci sentiamo super scafati) e infatti la paghiamo subito. Dobbiamo scendere alla prima e aspettare il treno in senso contrario. Ci costa 50 minuti di attesa, che per gli standard giapponesi pesa come una settimana di tempo sprecato. Ma non avendo dimenticato le nostre radici, valutiamo che probabilmente avremmo accumulato questo ritardo nel solo primo spostamento e quindi... Aspettiamo. Rientro in Hotel, supergumma ricordo, e Bagno in Onsen al 10 piano e usciamo per cena. Stasera poniamo maggiore attenzione, e poi, vogliamo replicare con Sushi. Mangiare sushi, contrariamente a quanto si possa pensare, non è così consueto e quindi dobbiamo faticare un po, ma infine troviamo e va molto meglio di ieri sera. Grande Giornata e Grazie a Tim per la dritta di Naoshima. Buona notte.
<-------> Email: Tadao@ando.jp

Autore del messaggio: ScrivoABraccio da E non Rileggo
lasciato il 16/10/2015 ore 12:15

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16/10/15. Okayama: Si prende lo Shinkansen come da noi si prende il tram o poco più. Partiamo alle 9,53 ma alle 9,49 ce ne uno che sta partendo sullo stesso binario e a noi andrebbe anche bene, va nella stessa direzione e fermerebbe anche alla nostra stazione. Ma è un Nozomi, uno di quelli definiti veloci, e noi, col nostro pass, non possiamo prenderlo. E così ci dobbiamo accontentare di quello lento, che in 40 minuti percorre i 161 km che ci separano da Hokayama con fermata intermedia a Fukuyama con salita/discesa passeggeri. Per le tratte così corte non prenotiamo il posto e per la prima volta viaggiamo in piedi, sta tradotta..... Qui ad Okayama abbiamo un hotel turbo5stelle dei poveri trovato in offerta su buuching. Gia perchè questa non era una tappa prestabilita e i Toyoko dei paraggi erano tutti fully booked da tempo. Infatti è molto più bello del solito. Lasciamo i bagagli e ci avviamo a piedi verso il castello e il parco della città. Cambiamo del denaro in banca e prendiamo informazioni al tourist information per la gita di domani all'isola di Naoshima e camminiamo.... Città moderna come tutte del resto, visitiamo una galleria commerciale di alto livello e una zona di ristorantini per lunch, ma oggi facciamo pic nic, ieri sera abbiamo strafatto e a colazione normalmente ci diamo q.b.. Arriviamo al castello che come quasi tutti è una ricostruzione, ma valutiamo che il costo del biglietto non sia proporzionato e la mostra che ospita non sia oltremodo interessante. Lo sacrifichiamo quindi a favore del parco, che costa meno ed è assolutamente straordinario per cura e bellezza. I giardini, infatti, sono una vera performance in Giappone. E mi viene da pensare che forse sarebbe valsa la pena di, o varrebbe la pena, di farci un salto per la fioritura dei ciliegi. Ci penseremo. Un'altra cosa che difficilmente si può descrivere è la mancanza di rumore delle città. Credo finora di aver sentito un solo colpo di clacson, si sentono a stento viaggiare i mezzi per strada, che comunque non sono molti rispetto alle nostre città. Usano moltissimo la bicicletta e hanno bici di livello molto elevato, che a mala pena legano (ma nemmeno sempre) e quasi mai assicurando a pali o rastrelliere. Non si vedono biciclette smontate o ruderi in giro. La sensazione è che il furto totale o parziale sia una vera rarità. Comunque il giardino ci lascia senza fiato ancora una volta. Ruscelletti e laghetti hanno acque cristalline, incredibilmente non si vede una foglia galleggiare, impossibile da credere. Eppure... Poi rientro in tram e Bagno in Vasca comune (onsen) al 10 piano dell'hotel, stavolta da vero esperto non ho neanche rubato le ciabatte del mio vicino di vasca pensando che fossero a disposizione... (Come invece ho fatto la volta scorsa, strappando un verosimile vaffanculo in giapponese che ho capito solo dopo qualche minuto). Sbagliando s' impara... Dove andiamo a Cena?
<-------> Email: Quasimai@.

Autore del messaggio: Yokopoko da Hiroshima
lasciato il 16/10/2015 ore 11:43

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15/10/15 Hiroshima-Mihajima. Sveglia libera stamani, abbiamo un programma abbastanza soft x oggi, e quindi almeno inizio giornata sarà relax. Colazione in hotel e quindi fuori a prendere il n. 24 bus con destino Inceneritore di Hiroshima. Insolita come visita, ma sicuramente curiosa. Sul bus ci accorgiamo di avere una sola banconota da 5000 yen e non monetine a sufficienza per pagare il biglietto in uscita. Serve minimo cambiarlo in banconote da 1000 per il cambiamonete della macchinetta. Non è nella mia natura sentirmi in imbarazzo per una mancanza così lieve ( in quella di Lori già di più), ma qui la sola idea di mettere in crisi la perfetta macchina giapponese per un cambio monete ci fa sentire davvero fuori posto e infatti la macchina perfetta si rivela tale da risolvere il problema agilmente. Il controllore/bigliettaio/autista, ha una riserva di banconote da cambiare a passeggeri impreparati (probabilmente tutti stranieri) e come sempre prima di uscire raccoglie lui dalle nostre mani e il mezzochilo di monetine l'importo esatto da inserire nella fessura. Così si fa prima. Poi senza il minimo accenno di scazzo sul viso, anzi sempre abbozzando un sorriso ti saluta e ti ringrazia (toccandosi le palle che tu non risalga più sul suo bus?) arigato gosaimas. Scendiamo dal bus sudati... L'inceneritore è praticamente sul mare, l'idea di renderlo un posto vivibile e addirittura visitabile è molto buona e la posizione è spettacolare. L'architettura la si deve allo stesso archistar che si è occupato della ristrutturazione del Moma di New York e infatti è notevole. Tuttavia non incontriamo nessuno dall'ingresso a tutta la visita alle gallerie dalle quali si vedono gli impianti ed è un po inquietante. Poi da una porticina escono alcuni lavoratori in tuta bianca scafandro stile Fukushima dopo il disastro e veniamo introdotti in un ufficio dove ci danno un opuscoletto e capiamo quindi di non essere fuori posto. In mezzora comunque abbiamo terminato e riprendiamo il 24 per rientrare in stazione. Un'ora di viaggio, treno e traghetto e a mezzogiorno siamo sull'isola di Himajima, per la visita di uno degli highlight di questo viaggio: il Torii rosso e il tempio annesso sulla riva che con l'alta marea rimane affiorante dal mare. L'isola ha anche una cabinovia che ti porta fino quasi in cima alla collina più alta. Il resto lo fai a piedi, in cima c'è il solito tempio oltre che una vista spettacolare sul mare interno e una schiera di isolette. Facciamo a piedi tutta la discesa (535m dislivello in sandaletti) e quando arriviamo giu il Torii è raggiungibile a piedi perché c'è bassa marea, camminando sopra uno strato di alghe molliccie. Lo spettacolo è molto suggestivo, è il tramonto, ci sono molte persone ma i gruppi se ne sono già andati e il paesaggio è davvero incredibile. Inoltre la marea sta risalendo ma non abbastanza in fretta da farlo riapparire nuovamente sul pelo d'acqua. E intanto fa buio, lasciamo l'isola e rientriamo a Hiroshima. Alloggiamo molto vicino alla stazione e mentre stiamo per rientrare prima di cena diamo un'occhiata ad un ristorante di Sushi Tei poco lontano. Ci convince, si mangia al bancone col pesce in vetrina, tu ordini lui prepara e te lo serve direttamente. Mentre aspettiamo escono una coppia di ragazzi, chiediamo loro come butta e lo raccomandano, e ci mettiamo in coda. È infatti ci soddisfa, Sushi e Sashimi, Sake caldo e birra. Provo anche l'anguilla che qui va veramente molto: non particolarmente interessante. Cena buona e si a dormire. Domani si parte per Okayama.
<-------> Email: Mayoko@japan.it

Autore del messaggio: Atomik da Hiroshima
lasciato il 14/10/2015 ore 15:34

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14/10/15 Hiroshima. Uno dei luoghi al mondo in cui là bestialità umana ha raggiunto nel corso del secolo scorso uno dei suoi apici. Arriviamo in shinkansen e depositiamo i bagagli in ToyokoInn, vicino alla stazione. E Siamo subito in cammino verso "il luogo" più rappresentativo della città e forse del paese. È di fronte allo scheletro del rudere del palazzo che vagamente si trovava sulla verticale di Little Boy (la bomba) nel momento dello scoppio che si viene colti dalle prime emozioni che il luogo trasmette. Ci sono scolaresche in gita, centinaia di ragazzi della stessa età di quelli che persero la vita lavorando ai cantieri di smantellamento ( i giapponesi si aspettavano bombardamenti di altra natura e facevano smantellare ai ragazzi le abitazioni per creare linee tagliafuoco). E mi viene in mente tutta la narrativa e i documentari visti in tv, the day after e a tutte le volte che in video è apparso il fungo atomico. E non pensavo che comunque l'essere qui di fronte a questo rudere mi desse una emozione tale. La rappresentazione data anche al museo è abbastanza apolitica, evenemenziale (questa l'ho imparata da Burzio), e non sono neanche gli avvenimenti, i fatti, i morti e i feriti o la natura delle stesse ferite a sgomentarmi, a quelle ci ero preparato. Ciò che non avevo previsto è quello che non si vede, l'idea che in questo luogo si sia concentrato, in un momento della storia, tutto il peggio che l'uomo abbia potuto partorire nel corso della sua evoluzione. Il parco ed il museo sono appunto rappresentativi di questo evento, ciò che contengono è solo un pretesto per tirarci questo pugno in faccia e perché il dolore di questo colpo resti scolpito nelle menti di chi lo visita. Veniamo via da qui stanchi. Tentiamo Ancora una visita al museo di arte contemporanea, ma non abbiamo più energie e dobbiamo ancora organizzare qualcosa per domani Gita a Mihajima, fare un po di bucato etc. E quindi rientriamo in Hotel. Poi cena Indiana qui vicino, buona.
<-------> Email: Hiroshima@.

Autore del messaggio: Kobo da Osaka Koyasan
lasciato il 14/10/2015 ore 4:14

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13/10/15 Koyasan: sveglia ore 6,00 preparazione e treno in partenza intorno alle 7,30 da Tennoji. Cambio treno a shin imamya e acquisto biglietto per word heritage Koyasan. Dopo un paio d'ore di viaggio e qualche cambio treno/carrozza/cabinovia/bus (tutto copiosamente in orario e superorganizzato chettelodicoaffare) siamo a Koyasan, un complesso monumentale molto importante, grande e luogo di pellegrinaggio per gli Shintoisti. Ospita infatti le spoglie del Kobo Daishi (il padre fondatore della confessione maggioritaria Nipponica e del luogo stesso) in uno dei cimiteri buddisti più suggestivi che esistano. Il cimitero è immenso, e, come tutti o quasi i luoghi che hanno in qualche modo a che fare col Buddismo, non ha nulla di tetro o che possa in qualche modo infondere tristezza in chi lo visita. Migliaia di stele e lanterne si ergono dal terreno ricoperto di muschio per esserne ricoperte esse stesse a tempo debito. Il tutto immerso in un bosco di piante sempreverdi secolari dai tronchi immensi e da aceri Giapponesi più bassi a vari stadi di ossidazione autunnale delle foglie. I colori spaziano dal giallo all'ocra alle varie tonalità di rosso ( ma per i dettagli chiedete a Lori, io coi colori non ci prendo granché) e il verde del muschio che appunto ricopre tutto il sottobosco. Ruscelli laghetti e templi, mausolei, giardini rocciosi e pagode, Statue che vengono irrorate dai pellegrini. Tutta la giornata trascorre in questo sito, dove, inizialmente, pensavamo di trascorrere anche la notte. Invece a metà pomeriggio abbiamo visto praticamente tutto quello che volevamo, e, molto soddisfatti, riprendiamo a ritroso cabinovie trenini e metro per rientrare ad Osaka. Rientro in hotel, riposiamo un minimo e nel frattempo cerchiamo di programmare i 4 giorni che ci restano da impiegare tra la tappa di Hiroshima e il rientro a Tokyo. Vorremmo provare ad uscire per qualche giorno dal contesto tipicamente urbano che ha caratterizzato il viaggio fino ad ora (ad eccezione di Nikko). Decidiamo di trascorrere due notti a ad Okayama, e da qui visitare l'isola di Naoshima, su imbeccata di Tim, e due notti a Kobe e da qui visitare o Himeji o Kinozaki? Quien sabe. Non c'è stato molto tempo per pensare a fondo a come organizzare questi giorni, siamo sempre stati in giro e dato che connessi lo siamo solo in hotel bisogna fare tutto la sera, quando le forze e la freschezza manca. Non ci sono tempi morti. Una volta decise le mete non si trovano posti in hotel, se non di livello molto alto, i ToyokoInn del quale Lori è diventato membro international con raccolta punti e sconti sono già al completo e quindi ripieghiamo su un 5 stelle scontato su Booking ad Okayama e un Rakuten travel (agenzia Nipponica) già usato a Kyoto. Cena a Dotombory, non trovato ristorante Bombay kitchen indiano e ripiegato su ristorante poco lontano, Tapas style. Poi di nuovo in treno e a letto. Domani ci si sposta ad Hiroshima (in realtà sto scrivendo dallo shinkansen che ci sta portando li... ) A domani. Abbracci
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: undefined da undefined
lasciato il 14/10/2015 ore 4:14

Messaggio:
undefined
<-------> Email: undefined

Autore del messaggio: marina da grugliasco
lasciato il 13/10/2015 ore 13:6

Messaggio:
ciao ragazzi felice di leggervi.Leggo che vi fate i quartieri x giovanissimi e di super tendenza .....un abbraccio
<-------> Email: amato.mari@libero.it

Autore del messaggio: Www.tanx.it da Osaka
lasciato il 13/10/2015 ore 12:46

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12/10/15 da Kyoto ad Osaka: ore 7,30 lasciamo l'albergo dì SetaShiga (Kyoto), due passi dalla stazione. Qualche minuto dopo le 9,00 siamo a Tennoji, la stazione metro Jr vicino al nostro hotel di Osaka. Lasciamo i bagagli dopo aver fatto il checkin e siamo gia in giro per la città. È un'altra metropoli e non ce quasi soluzione di continuità tra l'area urbana di Kyoto e quella di Osaka. Per la verità non c'è mai uno stacco netto per quanto visto finora tra una città e l'altra, il territorio è fortemente antropizzato e urbanizzato. Raramente si viaggia in aperta campagna. Osaka non offre granché dal punto di vista turistico ma è strategica come posizione per la visita a Koyasan in programma per domani. Ci dirigiamo quindi subito in metrò al museo della vita quotidiana di Osaka, una ricostruzione di un borgo antico, trovato con qualche difficoltà chiedendo ripetutamente info (impossibile da scovare senza conoscere la lingua :-(). Proseguiamo a piedi verso l'umeda sky building, ennesimo grattacielo con terrazza panoramica e vista sulla città dopo aver avuto Pranzo in caffè super tendenza vicino alla stazione metro di Osaka centro, con negozietti e piccolo shopping. Sarebbe gia abbastanza ma ancora in metro andiamo a vedere i quartieri di America Mura (quartiere per giovanissimi, super incasinato tendenza) e Dotonbori (gallerie commerciali, canali e ponti e luci al neon) super bordello. Adesso è davvero abbastanza per oggi, ma un rientro a piedi in hotel ci costa ancora 3 km di scarpinata. Poi docce e cena vicino alla stazione di Tennoji, locale carino di piatti genere Tapas.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: io da Grugliasco
lasciato il 12/10/2015 ore 11:45

Messaggio:
Felici di leggervi e sopratutto sapere che state bene, anche qui stanno tutti bene e vi salutano….. ieri siamo stati finalmente a Expo…… appena entrati, ci siamo trovati davanti un milione di persone vi lascio immaginare il resto Baci & Abbracci A.Z


http://io.grugliasco@noi.it
<-------> Email: io.grugliasco@noi.it

Autore del messaggio: TaniKo da Kyoto
lasciato il 11/10/2015 ore 15:7

Messaggio:
11/10/2015 Kyoto. Sveglia quasi libera, poco dopo le 9,00 siamo gia in strada, diretti verso il tempio del Padiglione dorato, altro must di Kyoto. Ci arriviamo in bus, dopo aver attraversato tutta la città,e quindi, nel pieno della mattinata. È molto bello sia il padiglione che al solito i giardini e i laghetti che lo circondano. Affollatissimo come sempre. Rientriamo in centro sempre in bus e ci dirigiamo al mercato, entrando chiaramente dalla parte alimentare. È già una ora buona per il pranzo ed il mercato offre moltissimi spunti, sia tra le bancarelle che tra i ristoranti limitrofi. Comunque decidiamo di curiosare tra le bancarelle prima di cercare un eventuale pranzo più strutturato. I ragazzi non hanno scritto, pensiamo, probabilmente avranno scelto di fare altro. Invece, nei pressi di una delle bancarelle più ricche ci ritroviamo nuovamente a fianco, avevano anche messaggiato, ma, come la volta scorsa, non avevamo ricevuto nulla. Evidentemente i telefoni svizzeri non sono all'altezza dei suoi orologi? :-))) Non possiamo più sciogliere l'incantesimo se non celebrando con un altro Sushi, ci diamo appuntamento nello stesso posto di ieri e pranzo libero. Loro continueranno a piluccare per il mercato, noi ci sediamo poco lontano e optiamo per un pasto caldo. Dopopranzo finiamo di girare il mercato e poi ci incamminiamo verso Arashiyama Nord, ma non facciamo in tempo ad arrivarci perché troppo lontano e ci presentiamo a cena sversi di stanchezza. Replichiamo con altro Sushi ma stasera siamo troppo sfatti entrambi per un fine serata con dolcetto e quindi ci salutiamo, stavolta definitivamente, almeno per questo viaggio. Loro domattina partono in aereo per trascorrere i loro ultimi giorni di viaggio al mare, su un'isola dell'arcipelago di Okinawa, noi lasceremo Tokyo per Osaka, dove ci fermeremo (per modo di dire) per due notti. Arigatou gosaymasu.
<-------> Email: T@.
 
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