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Autore del messaggio: Gadarius Cirus da Persepolis
lasciato il 29/4/2019 ore 21:8

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Iran -Shiraz, Persepolis, Naqsh e Rostam, Pasargade. 29/4/2019. La sensazione dei giorni che passano, e il tempo del viaggio col conto alla rovescia, comincia a farsi sentire. Ed è difficile da digerire, anche perché questo viaggio, deve ancora terminare, ma già ne sento la nostalgia. Oggi però è la giornata perfetta, quella delle grandi aspettative, il grande sito archeologico o il luogo di natura mozzafiato, quello che non manca mai in un viaggio. Oggi si chiama Persepolis. Il tempo è bello, ci svegliamo presto, che novità, e dopo colazione alle 7,45 in punto, come scolaretti ben educati siamo d'avanti all'agenzia come convenuto. Abbiamo preso un pacchetto full day che prevede tutte le più importanti mete archeologiche della zona. Il gruppo ed il pacchetto sono sempre una incognita. Le premesse però sono buone, si parte alle 8 in punto, i mezzi non sono dei catorci, prima di mettere piede a terra veniamo riforniti d'acqua, sembra organizzato bene. Arriviamo a destinazione, a Persepolis, veniamo radunati, ed entriamo. La prima introduzione la fa la guida giovane, sembra che reciti una lezione studiata all'ultimo minuto. Presto capiamo che sta facendo formazione insieme ad un'altra ragazza che ci ha rivolto qualche domanda in agenzia, e lascia la parola al "professore". Lui spiega in un inglese molto comprensibile ripetendo sempre due volte almeno le frasi, non si dilunga in grandi spiegazioni, ma le informazioni sono sempre ben distribuite e chiare. Traspare la passione per la materia ed il lavoro che sta svolgendo. Persepolis peraltro non è un sito che ti abbagli da distante, non è la piana di Giza, ne Macho Pichu, ma è stupefacente da vicino, per le sculture ed il significato che hanno. Ma è tanto più apprezzabile quanto meglio venga descritto. E noi oggi siamo cascati bene. E infatti ce lo godiamo a fondo. Unica pecca è la velocità con la quale affrontiamo il giro. Ma poco male, una scusante in più per tornarci. Comunque la visita dura per lo meno un paio d'ore ed alle 12 circa lasciamo il sito. Ripeto, molto interessante e ricco. Ci rechiamo quindi a Naqsh e Rostam per visitare le quattro tombe, Dario e il figlio Serse, tra i personaggi storici Achemenidi di maggior rilievo ne occupano un paio. Poi i bassorilievi di epoca Sasanide, per celebrare le glorie e le vittorie riportate da Shapur, tra gli altri un Valeriano in manette e Filippo l'arabo (du romanacci) in ginocchio, chiedono grazia a Shapur dopo essere stati catturati. Sempre dettagliata e precisa la spiegazione di Reza, la guida. 2 a zero. A questo punto il gruppo si divide, quelli della 1/2 giornata in un bus e gli altri nell'altro, ma non c'è posto per tutti e quindi noi andiamo in auto con Reza. Bene, ne approfitteremo per fargli altre domande. Ci fermiamo a pranzo da una famiglia, offrono un buffet in giardino, una situazione gradevole ed il cibo è buono. Peccato che per condire un po la festa sono vestiti da gitani nostrani, il padre sembra totò turco, e fanno ballare le due bimbe al suono di una nenia tamburellata. Non ne sentivamo un gran bisogno, ma occorre che qualcuno glielo dica. Terminata la pausa comunque salutiamo la famiglia e ci rechiamo a Pasargade, per la tomba di Ciro il grande. Questa, è poca cosa se non ben raccontata, è un grande sarcofago su una base a gradoni, tipo ziguratt, ma Reza la rende comunque interessante. Il resto è un lungo rientro in città. Un invito ad assaggiare il Faludeh, specialità di Shiraz, un gelato a base di amido e sciroppo di limone, offerto da lui. Rientro in hotel dopo aver preso accordi per un'altra gita con lui domani a Bishupur, per le rovine della dinastia sasanide. Cena in un ristorante imprevisto dove finiamo per caso, vicino all'hafez hotel, dove riprovo il Dizi, il nostro primo piatto persiano, che gusto anche di più della prima volta. Giornata speciale quindi, aspettative rispettate e forse anche superate. La giornata perfetta. Buonanotte.
<-------> Email: Dario@ciro.it

Autore del messaggio: GatShiraz da Shiraz
lasciato il 29/4/2019 ore 3:52

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Iran - Shiraz 28/4/2019 La lonely planet faceva cenno alla guida fatalista dei Kerman-esi, Vatan (detto anche Vatanen nel circo dei rally), a fine giornata ha preso circa tre dossi a velocità troppo sostenuta, almeno altri tre li ha scansati inchiodando all'ultimo momento, e altri due li ha presi troppo forte anche inchiodando. Due o tre sbandate, del resto il mezzo era un vero catorcio e per condurlo in linea retta occorreva tenere il volante a 35 - 40 gradi almeno. Se proprio vogliamo trovare un pregio, possiamo dire che almeno non viaggiava molto velocemente, per lo meno comparando la velocità nostra a quella delle auto che ci superavano. Quindi, quando rientriamo a tarda sera siamo stremati dalla fatica, della felicità per la bella giornata trascorsa tra deserti cittadelle e giardini, ma anche dalla tensione di stare su queste strade e con cotanto pilota. Quindi, stamani, la sveglia alle 4,45 per impaccare i bagagli e prendere l'aereo delle delle 7 per Shiraz, ci mette abbastanza in ginocchio. Quando arriviamo a destinazione dopo circa un'ora di volo, siamo molto stanchi. In Hotel non hanno ancora la camera pronta, mancano, secondo il cordialissimo efficientissimo ennesimo receptionist visibilmente gaio (bravissimo), 2 hours no more. Quindi seppur stanchi cerchiamo almeno di rendere produttiva questa porzione di giornata, e dato che dobbiamo organizzare, seppur senza fretta, la gita a Persepolis Pasargade, iniziamo a chiedere partendo dalla agenzia dell'hotel. L'impiegata ci accoglie senza troppo entusiasmo, caccia fuori un volantino e fa una telefonata per chiedere il costo della gita full day. Non capisco, immagino che il 99% della gente che entri in agenzia a Shiraz chieda di andare a Persepolis e a Pasargade ed hai bisogno di chiedere il prezzo al telefono, come se avessi chiesto il tour che vendi una volta l'anno? Comunque 45 $ a testa è la risposta, o almeno così noi capiamo. Sembra gia un buon prezzo, include ingressi trasporto e pranzo. Proseguiamo la ricerca poco lontano in una agenzia segnalata su lp, tira fuori la stessa brochure, che fa riferimento peraltro a loro, 19€ a testa, stesso tour. Sbalordimento per la differenza di prezzo, ma mettiamo in dubbio di aver capito male, comunque sottoscriviamo senza interrogarci oltre. Risolta la faccenda, resta solo tempo libero da dedicare alla città ed eventualmente alla ricerca di qualche altra escursione. Rientriamo comunque in hotel, piove un po e siamo molto stanchi, ci danno camera, anzi, una suite direi, e riposiamo fino all'una del pomeriggio. Poi usciamo a piedi, il tempo è non bellissimo, ma non piove. Andiamo a pranzo al Ghavan e poi, a piedi, verso il centro. Per dare un po di senso anche alla mezza giornata di oggi facciamo subito un ticket cumulativo e visitiamo la cittadella, i bagni sopra i quali sta sprofondando una delle torri ed il museo. Poi ancora un altro Hammam Vakil Bath, il bazar, il museo di arti applicate e l'holy shrine poco lontano. Inframezziamo con pausa gelato e assaggi Faludeh, un gelato fatto di amido e aromatizzato lemmon mint, specialita di Shiraz, e pause chiai. Poi ad ora di cena ci al risto Sharzadh, buono ma con molti gruppi, e per la prima volta molti italiani. Prima delle 22:00 siamo in camera, domani ci aspetta una giornata tipo, nuovamente con sveglia importante. Ciao a tutti.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gat da Kalut
lasciato il 28/4/2019 ore 4:1

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Iran - 27/4/2019 Rayen Mahan Kaluts desert. Con la puntualità di uno svizzero tedesco di mamma giapponese, Husein Vatan si presenta alla porta del nostro hotel, con la macchina scassone con la quale ci ha accompagnato ieri sera, e col nipote, seduto al posto del passeggero. Ha una guida piuttosto allegra, ma non va forte, almeno rispetto ad altri. In compenso, come fanno tutti, usa il telefono con disinvoltura mentre guida, e speriamo in bene. Sulle prime fancula un trattore che ci taglia la strada; dapprima molto garbatamente gli spiega che dovrebbe mettere la freccia, poi guardare etc etc, ma quando il trattore non dimostra il dovuto pentimento lo fancula con sprezzo e poi zio e nipote si fanno una risata d'intesa. Per fortuna altre cazzate a parte non vedere un dosso e chiapparlo un po forte non altro da segnalare. Prima di lasciare la città deve comunque passare dal meccanico per una faccenda personale. Poi si parte, la strada sempre un po monotona senza grandi spunti, ci fermiamo un istante a vedere piantagioni di pistacchi e dopo qualche km ancora siamo alla cittadella fortificata di Rayen. È molto ben restaurata e la visitiamo. In realtà Vatan ci accompagna personalmente, perchè qui a Rayen ha un altro gruppo di Italiani con una guida che dopo la cittadella andrà a camminare in montagna fino ad una cascata, e lui vuol controllare che sia tutto in ordine. E a noi fa piacere che sia lui perchè è una presenza piacevole. Dopo aver visitato la cittadella per circa un'ora, risaliamo in auto e andiamo a pranzo ai giardini Shezadh di Mahan, luoghi frequentatissimi i giardini dalle scolaresche in gita. Tutte ragazze, desiderose di farsi selfie con stranieri, troppo trattenute per buttarsi. Nessuna sa una parola in inglese. Pranziamo sul solito divanetto tappetato con i nostri amici e alle 15 circa ci mettiamo in strada per il deserto. A Shahdad visitiamo un'altra cittadella e poco dopo Husein ci lascia in una moschea col nipote in pegno, ha ricevuto una chiamata e deve fare un versamento urgente per dare soldi ad una delle sue guide. Poi finalmente ci inoltriamo nel deserto. Il paesaggio diventa tanto più bello quanto più ci avviciniamo alla meta. E infine si arriva nel luogo dove vedremo calare il sole, davvero grandioso. La guida parlava di montagne erose in stile monument valley, ma fatta la tara, non ci si aspettava un luogo così bello. Poi tornando ci fermiamo in un ecolodge, Vatan è stato fermato per strada da un ragazzo che sta terminando di costruire e glielo vuole mostrare, e lui è molto interessato, e anche noi lo siamo, andiamo in una casa Iraniana a prendere un te. Ci fermiamo per un'ora circa, una coppia molto giovane e senza figli ha messo su una casa di famiglia x ospitare turisti in gita al deserto. Dopo averci offerto del te facciamo visita alla struttura. Non ci sono letti ma solo grandi camere con moquette tappeti in terra e materassini e cuscini per passarvi la notte. Anche la cantina, dove passa il qanat, il canale d'acqua è allestito a dormitorio. Del resto il Kalut vanta il primato di deserto più caldo al mondo. Poi ripartiamo ringraziando e facendo foto con la proprietaria. Dopo una ora e mezza siamo in hotel, ci congediamo da Hussein e il nipote coi quali abbiamo trascorso una piacevole lunga giornata. Balza la cena e buonanotte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Husgat da Kerman
lasciato il 27/4/2019 ore 4:9

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Iran - Kerman 26/4/2019. Arriviamo a destinazione puntualmente, pochi minuti prima delle 2 di notte, nonostante la partenza fosse avvenuta con circa mezzora di ritardo. Il treno sarebbe stato molto confortevole anche per un viaggio più lungo, viaggiavamo in prima, con una cuccetta da 4 persone, distanza 300 km circa, costo 600000 IRR, circa 4€. Prendiamo un taxi collettivo alla stazione e, dopo aver depositato una famiglia a casa, ci porta al nostro hotel. Non ricordavo di aver prenotato un hotel a 5 stelle il Kerman Pars. Prima che si riesca a mettersi aletto sono comunque le quatto, quando ci risvegliamo, poco dopo le 7, siamo comunque a mezza forza. Ma la giornata è bella, abbiamo due giorni a Kerman e con l'energia della nuova scoperta ci mettiamo subito in cammino per il centro, l'hotel dista poco meno di 5 km, siamo nella parte moderna. È venerdì, la domenica Musulmana quindi tutti gli esercizi sono chiusi, ed è chuso anche il museo d'arte contemporanea, che avremmo visto volentieri, proseguiamo fino ad arrivare al Bazar, la vera attrattiva della città. In effetti è molto bello, restaurato da poco. Entriamo in alcuni bei caravanserragli, visitiamo L'hammam ed entriamo in alcuni bei caravanserragli. In realtà stiamo cercando di organizzare la gita di domani, vorremmo andare nel deserto Kaluts, ma sulle prime non troviamo nessuno dei luoghi che cerchiamo. Agenzie di viaggio chiuse, tourist office introvabili, ma siamo fatalisti e proseguiamo la visita della Masjed e Jamè e di un altro holy shrine piccolino, poco vontano. Poi ci avviciniamo al tempio Zooroastriano e nel bel caffè ristorante annesso, consumiamo pranzo a base di Bademjam, melanzane, cibo caldo secondo la teoria persiana, che raffreddo inconsapevolmente con un buon gelato allo zafferano. Usciti dal ristorante e rilevato che anche il tempio è chiuso, ci dedichiamo con maggiore tenacia alla organizzazione del domani. Con la guida in mano telefoniamo a Vatan Husein, quello che sembra il più accreditato, scambiamo un paio di info al telefono, e poi ci dice di trovarsi in un caravanserrai poco lontano e lo raggiungiamo. È un signore molto pacato, siede ad un tavolo di un caffè, eh si, si può organizzare, ma non tutto il giorno, nel deserto a mezzogiorno fa gia troppo caldo, bisogna arrivarci nel pomeriggio tardi, e forse ci sono 2 altre persone, per fare gruppo, ma potrebbero interessarvi anche le escursioni a Rayan e Mahan al mattino. Quando gli diciamo in quale hotel stiamo, ci da dei costi un po sovrastimati rispetto agli standard e quando glieli facciamo notare, dice, da mercante scafato, che stando nel miglior albergo della città... This is true, but was an accident, I booked very late and was everywhere fully booked around. Comunque ci lasciamo scambiando i numeri di telefono e promettendoci di confrontarci a sera. Poi rientriamo in hotel, ma prima faccio un paio di altri tentativi ad altre agenzie via wozzapp. Pisoliamo qualche ora e nessuno si è fatto vivo, e intanto è ora di cena, per cui in taxi ritorniamo in centro. Ritorniamo al Bazar e quindi al Caravans. di Hussain, e lo ritroviamo allo stesso tavolo, tanto da pensare che sia lui il proprietario del caffe. Ci accoglie amichevolmente, ci offre un te e poi ci informa che le altre persone per formare gruppo non ci sono. Ci propone auto per solo noi, tutto il giorno, per il pacchetto completo di cui dicevamo, alla cifra ragionevole di 60€, accettiamo. Dopo aver passato una ora e mezza con lui, alcuni familiari e amici, ci accompagna in auto in prossimità dell'hotel, domani ci viene a prendere verso le nove e mezza e dice, ci accompagnerà anche lui, ha un'altro gruppo che parte da Rayan per un piccolo trekking e vuole controllare che sia tutto in ordine. Spero che venga, è una fonte di informazioni preziosa e parla un buon inglese, oltre che una presenza piacevole. Poi decidiamo di saltare cena e rientriamo in hotel. Buona notte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Maymayheyhey da Yazd-to Kerman
lasciato il 26/4/2019 ore 0:54

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Iran - Yazd 25/4/2019 Sveglia libera. Alle 8 comunque siamo a colazione e poi prepariamo i bagagli (oggi pomeriggio abbiamo il treno x Kerman). Siamo pronti x uscire. A piedi ci dirigiamo verso l'ufficio postale x spedire l'unica cartolina che per abitudine spediamo a Gilliana. Poi sempre a piedi torniamo verso la Amir Chakhmaq. Entriamo al Saheb A Zaman Zurkhaneh, l'ex serbatoio dell'acqua ora adibito a zurkhaneh per l'appunto (letteralmente "casa della forza). Si tratta di una disciplina tradizionale in cui gli uomini si esercitano con pesanti bastoni di legno. Ci sarebbe anche un video esplicativo ma niente di interessante. Poi proseguiamo con il Museo dell'acqua. Foto e accessori che usavano gli operai che gestivano i serbatoi. Interessante. Abbiamo finito le cose da visitare. Quindi ci concediamo una pausa caffe semisdraiati sui classici divanetti in legno, tappeto e cuscini sempre nella piazza che e il fulcro della città. Sempre a piedi ci dirigiamo verso la Jameh Mosque per cercare il Marco Polo, ristorante segnalato da lp. È chiuso. Proviamo il Silk Road. Non ci piace. E quindi entriamo in un ristorante di cui non sappiamo nulla, neppure il nome. Mangiamo bene. Zuppa Scholi e kubideh x me, e filetto di pollo con zafferano e riso x Tano. Passeggiata di rientro attraverso i vicoli tipici del centro storico. Recuperati i bagagli ci facciamo portare alla stazione. Il treno che era schedulato x le 18.44 è in ritardo. Siamo partiti alle 19.30 e ora sto scrivendo seduta sulla cuccetta superiore dello scompartimento da 4. Oltre a noi c'e un signore anziano che parla solo farsi. Avremmo dovuto arrivare a Kerman alle 2. Chissa. Buon viaggio a noi
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Autore del messaggio: Al Sltn da Yazd Province
lasciato il 25/4/2019 ore 2:20

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Iran - ZeinODin 24/4/2019 caravanserraglio, Saryazd, Faraji, Yazd. Alle 7,45 siamo in auto con Muhammad, poco dopo la partenza ci avvisa che avremo altri due passeggeri, due ragazze cinesi, se non ci dispiace. L'auto è molto piccola, ma comunque, a detta sua, le cinesi sono molto piccole, 2 valgono come una persona normale. Ok, non ci sono problemi, le carichiamo e si stringono dietro le tre ragazze. Sono di Hong Kong, abbastanza simpatiche. Arriviamo alla prima meta di oggi, il caravanserraglio di ZeinOdin, uno dei pochi di forma circolare, perfettamente ristrutturato e trasformato in hotel. Molto bello, tira un vento molto freddo. Proseguiamo la gita e ci fermiamo a SarYazd, facciamo un po di giro per il villaggio e poi ci fermiamo a chiacchierare con un signore di 82 anni. In realtà Muhammad cerca di carpire aneddoti interessanti da poi raccontare ai turisti, è un giro formativo anche per lui. Ci spostiamo al castello poco lontano e lo visitiamo. È un labirinto di scale e volte, alcune parti son diroccate ma in molti posti si può salire al livello superiore. Molto interessante. In uscita alcune scolaresche di ragazze vocianti circondano Lori, rivolgendole domande dopo essersi confrontate con le compagne sulla forma esatta per porre la domanda in inglese. Qualunque sia la risposta, in ogni caso, provoca una salva di risate. Poi salutano con entusiasmo e ci allontaniamo. Ripartiamo e dopo circa mezzora siamo a Faraji. Qui abbiamo la certezza che la nostra guida non vi sia mai stato prima, deve chiedere informazioni cinque o sei volte prima di trovare il castello. È molto più diroccato dell'altro, più piccolo e non presidiato. Quindi, quando ci dice che si può tranquillamente entrare e scalarlo, lo facciamo solo per qualche metro, ma poi non ci fidiamo ed io e Lori usciamo. Dopo qualche minuto appaiono lui e le cinesi in cima da una finestra, ed allora entro nuovamente e li raggiungo. Da sopra si vede tutto il resto del villaggio ed i suoi Bagdir, per buona parte restaurato. Raggiungiamo quindi a piedi la moschea principale e torniamo per un'altra strada, troviamo un anguriaro e le cinesi comprano una anguria che consumiamo su una panchina. Buonissima. Molto interessante anche quest'ultima tappa. Rientriamo in città, salutiamo Muhammad e le cinesi e andiamo a pranzo leggero al Parsa restaurant. Poi a piedi rientriamo in hotel. Una doccia veloce e riusciamo quasi subito, ci dirigiamo verso la moschea E Jameh e la rivisitiamo, poi seguiamo il walking tour indicato dalla lp. Vediamo qualche casa storica, moschee, qualche hotel che conoscevamo, la prigione di Alessandro, e tutti i punti di interesse indicati sulla guida. Poi, decidiamo di consumare cena al Caffe Kohan, vicino al nostro hotel, scoperto passando vicino ieri. Lungo la strada ci fermiamo a fotografare dei panettieri all'opera, c'e la fila di clienti che aspetta i pani appena sfornati e noi ci confondiamo tra loro. Una donna uscendo con 4 o 5 pani caldi in mano ci fa segno di prenderne uno, ma non siamo sicuri che intenda questo, e decliniamo l'offerta. Prima che ci si possa allontanare un altro uomo ci porge uno di questi pani caldi, una specie di focaccia molto profumata, ed eloquentemente ci fa intendere che è per noi e desistiamo dal rifiutare, ringraziamo abbondantemente ma lui, ancora più platealmente, a gesti, ci segnala che è davvero onorato e sembra molto sincero. Era un'esperienza alla quale, pur essendo abbastanza preparati, avendo già informazioni sulla ospitalità e la gentilezza degli Iraniani, ci lascia un bella sensazione. E ci godiamo il buon pane caldo. Poi chiudiamo la giornata con la cena nel bel caffè di cui sopra. Non indugiamo oltre nello scomparto tappetato del ristorante. La giornata è stata lunga e subito dopo aver terminato di mangiare, paghiamo e usciamo. Siamo in camera pochi minuti dopo. Giornata da manuale del turista autonomo. Buonanotte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Imamga da Yazd
lasciato il 23/4/2019 ore 21:19

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Iran - Yazd 23/4/2019 Alle 7 mando il primo wozzapp a Masha chiedendo per che ora si chiarira la situazione nell'hotel in cui stiamo, per le 9. Facciamo colazione e subito dopo mi metto subito alla ricerca di un posto migliore, guardo sulla mappa partendo direttamente dagli hotel più fighi, e dove trovo i numeri su Internet telefono. Rispondono dischi in persiano, tocco tasti, ottengo diversi sold out e infine uno mi risponde, Il Moshi, e dopo aver controllato mi risponde che ha una camera libera, ed è molto bello dalle foto. Prenoto mentre Masha mi incalza a decidere cosa fare, se tornare alla stamberga di ieri o prendere la casa della nonna. Il cretino del Moshi però mi dice che il posto non è quello che riporta Internet ma si chiama caravanserrai traditional hotel, come se fossero due luoghi diversi e quindi non so dove farmi portare. Dopo molti casini per capire l'indirizzo da dare al taxista, me lo scrivono anche in arabo, ed il posto è esattamente lo stesso, non esistono 2 hotel ma solo uno con due nomi diversi, quello che appare su google ed il nome vero. Non sanno che si può cambiare. Inizio faticoso di giornata e morale che si rialza solo dopo aver ottenuto la suite, per compensazione. Fanculo L'Ava hotel e pure il Sabat, e anche Masha. Inizia solo adesso la visita della città, ma non abbiamo riposato bene e ieri è stata giornata lunga e faticosa, perciò usciamo senza grandi idee, percorriamo il Bazar e ci ritroviamo nella piazza principale, con davanti la facciata della moschea Amir Chackmaq. Prendiamo un caffè e ci avvicina il Mohammed di turno, guida e autista, studente di belle arti e bla bla. Capisce subito che non è il momento di insistere troppo, ci scambiamo i numeri nel caso avessimo bisogno dei suoi servizi e se ne va. Poco dopo lo chiamo, siamo ancora seduti al bar, ci mettiamo d'accordo e partiamo per la visita delle torri del silenzio, torri di sepoltura zoroastriana, ai margini della citta, molto interessante. proseguiamo con la visita ai giardini Bagh e Dolat Abad, anche questi Unesco, ma diciamo pure che dei giardini persiani, non ne capiamo il fascino. Ci facciamo lasciare da Mohammed in piazza, pranziamo nel Parsi di ieri sera, e poi rientriamo in hotel. Con mohammed ci rivedremo domani per giro fuori città. Dopo il meritato riposo pomeridiano, visitiamo Imam Sadhe Holy Shrine, dietro il nostro hotel, e poi a piedi raggiungiamo la bella moschea Jamee mosque, la moschea della congregazione, la più importante. È molto bella anche questa, e appena fuori, entriamo in un caffè per un intermezzo, ma decidiamo di fermarci per cena. Torta al cioccolato, pizza e shisha finale. Poi taxi perché il veto è freddo, e buonanotte.
<-------> Email: Yazd@.

Autore del messaggio: Gyazd da Isfahan to Yazd
lasciato il 23/4/2019 ore 20:51

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Iran - Esfahan to Yazd 22/4/2019. Alle 8 in punto il nostro autista guida di oggi si presenta in hotel e partiamo, il programma di oggi è la visita di diversi luoghi lungo il cammino per Yazd. La prima fermata è al ponte Shahrestan, l'ultimo visitato ieri, passiamo davanti alla Dashti moschea, ma è chiusa, ci dirigiamo quindi alla Aziran moschea, poi passiamo dallo Ziar minareth ed a seguire fermata alla Bersian mosqsque che è la copia dell'altra ciusa, dopo aver chiamato la custaode ed essersci assicurati che la possa aprire. Per un 100000 IRR ce la apre e via. Qui vediamo anche qulche torre piccionaia molto bella e poi la guida ci propone una alternativa al percorso prestabilito di koupayeh Toudesk. Ci fidiamo e scegliamo l'alternativo, hurtan citadel (quella col traliccio) e warzan city, moschea e spagnoli. Dopo qualche km siamo a Naiin, dove prendiamo un te rima di entrare in moschea, poi facciamo un giro breve per la città vecchia, col castello diroccato e inizia a piovere. Quindi ci fermiamo a mangiare. Barg Kebab Lori (plain vitello) e chicken per me ed hamed). Poi riprendiamo per Meybod, visitiamo il Narin castle, il caravanserraglio con i tappeti zilo, l'urficio postale a cavallo e il deposito di ghiaccio da fuori, come il Louvre. Ormai viaggiamo in zona desertica, ed in alcuni punti nella nebbia causata da tempesta di sabbia, siamo diretti a Kharanagh mentre sto scrivendo ( non ce paesaggio e ne approfitto). Quando arriviamo a Kharanagh è grande stupore, sembra la versione iraniana di Matera, diroccata, in posizione dominante rispetto alla valle e le coltivazioni sottostanti. È molto suggestiva. Poi risaliamo in auto in direzione Chak Chak, un santuario Zoroastriano arroccato alla parete di una montagna, con fuoco perenne e acqua sorgiva gocciolante. Il santuario non è nulla di eccezionale se non per la posizione, ma il tratto di strada percorsa da Kharanagh a Chakchak è il pezzo più panoramico visto finora, circondati da montagne desertiche, paesaggio lunare e dai colori molto caldi del tramonto. Peccato che la giornata non sia limpidissima a causa della sabbia alzata dal vento. Arrivati a destinazione, Yazd, l'amara sorpresa, l'hotel prenotato, molto bello, ha cancellato la nostra prenotazione, e con un sotterfugio ci spedisce nella stamberga di una sua amica. Siamo stanchissimi, lasciamo i bagagli e usciamo a cena, sono le 22 e oltre. Intanto scrivo un'email al fulmicotone alla ragazza di 1stQuest con la quale abbiamo arrangiato quasi tutte le prenotazioni, e mi richiama subito allarmata su wozzapp, spiego l'accaduto e richiama la struttura, ma non ce niente da fare, sono tutti pieni, gia lo sapevo. In ogni caso dopo vari tentativi ci rimedia una camera in un posto che "sembra" migliore di quello in cui stiamo e quindi, dopo cena, ci trasferiamo. Il posto nuovo è migliore ma comunque non comodissimo, la camera è piccola e molto poco manutenuta. E comunque scopro poco dopo, è solo per una notte ( tutto su wozzapp con Masha), mi propone per le restanti notti, una casa privata della nonna, le cui foto non mi convincono per nulla. Domani vediamo... gli rispondo molto arrabbiato. Buona notte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Rafsjtanx da Esfahan
lasciato il 21/4/2019 ore 20:29

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Iran -Esfahan 21/4/2019 Pasqua. Giornata intensa, di quelle che dilatano il tempo. Abbiamo un programma molto ambizioso, quindi usciamo in auto fin da subito e ci facciamo portare a Jolfa, il quartiere armeno. La loro pasqua ortodossa dovrebbe essere la prossima domenica e chissà che non ci sia una qualche celebrazione anche questa domenica. Previsione sbagliata, la cattedrale, non solo non celebra nulla, ma è anche chiusa. Le vie intorno sono popolate di caffè molto carini e quindi prima di lasciare il quartiere facciamo una sosta caffè, dopo aver visto la funzione in corso nella chiesa vicina, con praticamente due preti e due fedeli. Lasciamo Jolfa e a piedi ci avviciniamo al centro, acquistiamo un foulard, passiamo il bel ponte Si-o-seh pol, che avevamo visto solo di sera, e arriviamo al palazzo Kach-e Chehel Sotun, lo visitiamo. Ci dirigiamo poi verso la piazza che da sola varrebbe il viaggio in Iran, la Naqsh-e Jahan, dove ci resta ancora da visitare la moschea Masjed-e Shaeikh lotfollah. Inutile commentare, sono tutte molto belle, ma le forze cominciano a venir meno. Quindi decidiamo di concederci pranzo ed optiamo per un ristorante tradizionale, dietro la piazza, Traditional Banquet Hall, dove, dopo una ventina di minuti di attesa in coda, cosa che succede in moltissimi dei ristoranti che stiamo visitando, ci fanno accomodare. Sul tavolo basso, alla persiana. Sicuramente più folkloristico, ma più scomodo, almeno per noi. Ordiniamo melanzane Bademjan e pollo fasenjiam, entrambi superbi. E poi senza esitare troppo ci mettiamo in cammino per rifare la strada del Bazar fatta ieri sera. Il Bazar è nuovamente deserto, quindi non riusciamo ad entrare nei luoghi descritti dalla guida, caravanserragli, case da te etc. Arriviamo alla moschea più grande e forse la più importante di Isfahan, dove siamo già entrati velocemente ieri sera all'ora della preghiera, e che non abbiamo ancora visto bene: la Masjed e Jameh. Molto bella, Mihrab eccezionali. Quindi prendiamo un taxi e ci dirigiamo al ponte Pol e Kaju, a piedi raggiungiamo il pol e Chubi. Tutta l'area lungo il fiume è un parco, e gli Iraniani, essendo campioni del mondo di pic nic lo occupano in ogni cm^2. Ci rivolgono continuamente saluti, richieste di fotografie insieme, e poche cose che sanno dire in inglese, fortunatamente. Ci dilunghiamo con una ragazza Iraniana ma che vive in Canada e ci abborda chiedendoci impressioni sul paese, il cibo. Ne approfittiamo, visto che porta il cerottino sul naso, segno che è stata sottoposta a chirurgia plastica, come se ne vedono centinaia ogni giorno, per chiedere info sui prezzi e sui medici. Costa 100 Milioni di IRR, circa 660€ rifarsi il naso, e i chirurghi sono accreditati come tra i più bravi al mondo. Almeno così sostiene. Salutiamo la ragazza e la famiglia e buon rientro in Canada. Vogliamo farla completa e quindi ci facciamo scarrozzare in taxi fino al ponte Shahrestan, 4 km verso fuori città; questa potremmo anche evitarcela, il ponte non è bello come gli altri. Quindi, sempre in taxi, rientriamo a Jolfa, per chiudere il cerchio e vedere il quartiere più libertario verso sera. Il caffè annesso al ristorante scelto, dove passiamo il tempo in attesa che apra il ristorante, ospita infatti molte donne, fumano e chiacchierano con atteggiamento molto più frivolo rispetto a quello che si svela per strada. Poi ci trasferiamo al ristorante, che è ancora semideserto, il cameriere non sembra troppo sveglio, manca almeno la metà dei piatti che ci sono in menù ed alla fine ordiniamo zuppa insalata e, titubante, kebab kubideh di agnello, che invece si rivelerà delizioso. Infine taxi e rientro in hotel, e subito all'opera coi preparativi, domani sveglia presto e si parte per Yazd con un lungo programma di visite lungo il cammino. Ecco perché dopo una sola settimana di viaggio sembra di essere via da moltissimo tempo. Buona notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gaz Torrone da Esfahan
lasciato il 21/4/2019 ore 4:34

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Iran -Esfahan 20/4/2019 giornata interamente dedicata alla visita di Esfahan. Sveglia senza sveglie e comunque non oltre le nove siamo gia per strada. Ci dirigiamo subito alla moschea più importante, o quantomeno la più centale, la Masjed E Shah, sulla bellissima piazza Naqsh e jahan. È molto bella anche la moschea, dopo aver visitato questa vediamo anche il palazzo Kakh-e Ali Qapu, che insiste sulla stessa piazza. Bellissima la terrazza e la sala della musica. Poi, girellando per i portici del bazar, ci imbattiamo per caso nell'ufficio turistico. Con la scusa di richiedere una piantina non necessaria, entriamo, e, una volta dentro, mi viene in mente di chiedere per il trasferimento a Yazd di dopodomani, con visita di qoupaye Toudesk Nain etc. Una signora molto solerte inizia la ricerca, ma la prima guida-driver, chiede tra i 90 e i 100 euro, il che, visti i costi fin qui sostenuti, sembra un po caro. Rimango vago con l'autista, gli farò sapere. Anche lei si mostra titubante e quindi chiama uno che conosce per chiedere se il prezzo è corretto o meno. Mette giu e, un po imbarazzata, riferisce che il prezzo richiesto è troppo caro. E quindi chiama un altro, stessa domanda, richiesta 65 €. Mi fornisce in cellulare e wazzappiamo i termini del del giro e restiamo d'accordo per lunedì mattino. Quindi ci rechiamo a pranzo da Bastani, un altro bel ristorante tradizionale ma servizio schifoso. Cibo abbastanza buono. Rientriamo in hotel, il programma prevede un riposo pomeridiano. Alle 16,39 circa siamo nuovamente fuori, ma ci avviciniamo alla meta in auto, anche se, col traffico che ce in strada, si farebbe prima a piedi. Ci incamminiamo per il giro nel Bozorg Bazar, ma ci perdiamo quasi subito, e quando ritroviamo la strada, gran parte del bazar è chiusa. Prendiamo un caffe in hotel Isfahan traditional cafè e poi via verso la moschea di Ali, anche questa molto bella, ma torneremo domani con la luce. Quando usciamo dal bazar e dalla mosche tentiamo di trovare un taxi, ma non è cosa facile, e quando lo troviamo restiamo,spesso impantanati nel traffico. In ogni caso arriviamo al ristorante sharzade, dove abbiamo deciso di cenare. Dopo 1/4 dora di coda, ci fanno accomodare e mangiamo una buona cena, anche qui il servizio non è granchè, ma il cibo è molto buono. Usciti, non ancora saturi, decidiamo di rientrare a piedi in hotel. Buona notte
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