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Autore del messaggio: Ega da Jakarta
lasciato il 18/8/2017 ore 17:48

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13/8 Domenica: Torino Jakarta. Viaggio con Turkish Airlines, molto confortevole, anche se partiamo da Torino con oltre una ora di ritardo per i sistemi informatici in tilt, non per colpa loro. Arrivati ad Istanbul, tra le code per controllo e immigrazione, arriviamo al desk hotel della compagnia dopo parecchio tempo, e dopo altra attesa ci caricano su un bus e ci porta in hotel che è quasi buio. Anche se la permanenza si è ridotta a solo qualche ora, e siamo comunque lontani dalla città, la siesta si rivela molto utile rispetto ad aspettare in aeroporto che il nostro aereo riparta nel cuore della notte. Ci prelevano alle 23 e ci riportano in aeroporto, dove, dopo un'altra coda per il pasto Turkish Airlines, consumiamo una fetta di pizza e una porzione di patate da vomitare, eventualmente, al decollo. In realtà la digeriamo abbastanza bene e il viaggio da Istanbul a Giacarta, forse perché effettuato in gran parte durante la nostra notte, si rivela abbastanza confortevole e arriviamo dopo una dozzina di ore, nemmeno troppo stanchi, quando a Giacarta sono le 18,00, in perfetto orario. Arrivo bagagli tutto ok e fuori dall'aeroporto ci aspetta il taxi che ci porterà in città. È la mia seconda volta a Giacarta e in Indonesia, lungo la strada che collega l'aeroporto alla città la campagna e le baraccopoli han lasciato spazio alle luci dei grattacieli e dei Mall commerciali. Arrivati in albergo e lasciati i bagagli, senza grandi pretese usciamo a piedi per cercare cena poco lontano. È una via di ristoranti da strada, occupano i marciapiedi e, anche se avremmo voglia i qualcosa di più strutturato, ci rendiamo presto conto che non sarà facile e, finiamo per entrare nell'unico posto al chiuso e per cenare con un banale Nasi Goreng (il piatto nazionale, riso fritto con verdure uova pollo etc). Per oggi va bene così.
<-------> Email: Ega@.

Autore del messaggio: Amaru da Pisaq
lasciato il 6/11/2016 ore 1:21

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5/11/16 Pisaq Rovine. Abbiamo deciso di non partecipare ad una escursione organizzata per vedere la valle sagrada. Ci farebbero vedere tre siti in frettissima e percorrere circa 300 km tra le montagne nel giro di una giornata intera e quindi decidiamo di vederne soltanto uno per conto nostro. Pur senza la sveglia siamo fuori dall'hotel prima delle sette del mattino e a piedi raggiungiamo il terminal da dove dovrebbero partire i bus per Pisaq. Non è lontano, ci saranno 30 km ma in una direzione in cui non c'è molto traffico. Troviamo il bus e partiamo. Il cammino al solito si inerpica tra le montagne per ridiscendere sul fondo valle del rio Urubamba. Intorno alle 8 siamo a destinazione, o meglio, siamo in paese a Pisaq. I mercatari stanno ancora preparando le bancarelle di cianfrusaglie per turisti. Le rovine che vogliamo visitare distano circa 8 km dal paese. La guida non è molto chiara su come raggiungere il sito a meno di prendere un taxi. Ma noi oggi abbiamo deciso di viaggiare coi mezzi pubblici e prendere il taxi suona un po troppo comodo e quindi chiedi che ti richiedi passa un collettivo che dice che ci lascerà in prossimità delle rovine, e che il pezzo che resta da camminare è "quasi in piano", 40 min. dice. Ci ha convinti. Saliamo tra i soliti sacchi di masserizie che trasportano i presenti e dopo qualche km ci scarica ad un crocevia. Cominciamo a camminare ed in effetti la strada non sale molto e dopo qualche curva vediamo la strada che sale con i mezzi fermi che indicano "ingresso del sito". Rifiutiamo un paio di offerte da tassisti ufficiali e improvvisati, con richieste anche ridicole, ma ormai vogliamo riscattare la giornata fiacca di ieri e proseguiamo a piedi. Man mano che ci avviciniamo al sito la pendenza aumenta, fino a diventare uno scalonato che fiancheggia le terrazze Incas. Arriviamo su non senza fatica e quando raggiungiamo le rovine si continua a salire scendere. Il sito è davvero imponente e in molte parti anche molto ben tenuto. Quando pensiamo di aver quasi finito la visita ci rendiamo conto che ci sarebbe ancora un altro versante da visitare e quindi decidiamo di fare 31 e di ridiscendere per il sentiero fino a Pisaq. Molto bella la restante parte del sito e anche la discesa tra le terrazze Inca. Arriviamo giù, neanche a dirlo, stanchi. Facciamo un pranzo frugale, un giro veloce al mercatino turistico poco interessante e subito su un collettivo per il rientro a Cuzco. Arrivati In città facciamo ancora due passi in p.zza St Blas per un caffè e poi decidiamo di terminare il cammino interrotto ieri fino al santuario di s Cristobal. Poi ancora un giro in p.zza de armas per tramonto, una fetta di torta di mele e poi rientriamo in hotel. Con sempre più il morale del rientro, ma almeno oggi siamo stati molto bene. Poi cena non so ancora dove e domattina volo x Lima. E nella tarde volo per Parigi e casa.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Tupac da Pisaq Cusco
lasciato il 6/11/2016 ore 1:18

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4/11/16 Cusco. La giornata da dedicare alla visita della città di Cusco inizia con grande tranquillità, uno dei pochi giorni in cui non abbiamo avuto necessità di puntare la sveglia. Usciamo quindi a metà mattina e ci dirigiamo subito al museo Inca, non lontano dal nostro hotel. Non che ci fosse bisogno di altri musei, con tutte le vestigia Inca e PreIncaiche che abbiamo visto ... Ma questo viene descritto come un museo di Livello e qui che siamo nella valle delle Capitali Inca non lo possiamo perdere. In effetti ci sono molti pezzi molto belli e adesso che abbiamo un po di dimestichezza riusciamo perfino a fare dei paralleli con i siti che abbiamo visitato. Usciti dal museo, abbiamo percorso il giro descritto su LP, anche se molte delle vie le avevamo già percorse nei giorni scorsi. Scopriamo alcuni angoli molto belli. Cusco è davvero molto interessante ma tanto per cambiare è tutto un saliscendi e la gita a MP ha lasciato il segno. Dopo qualche ora di cammino siamo entrambi sfatti e quindi lemme lemme, dopo pranzo, rinunciamo a finre il giro e rientriamo in hotel per un sonno pomeridiano che sembra non voler terminare. Siamo stanchissimi, non escludo che si sia nuovamente patita un po l'altura dopo essere discesi un paio di giorni di circa 1000 metri a MP. Usciamo poi per cena buona al "A Mi Manera". Gia un po con l'umore del rientro.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Thupetek da Machu Picchu
lasciato il 4/11/2016 ore 11:25

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3/11/16 Machu Picchu. Ne è valsa la pena? Sveglia alle 4,00 del mattino, raccogliamo le poche cose, impacchiamo lo zaino che lasciamo in hotel, alle 5,00 colazione e alle 5,10 lasciamo l'albergo per salire al sito tra i "primi". Secondo il ragazzo dell'hotel, dal quale abbiamo acquistato una visita guidata per le 6,30 davanti al sito, così facendo, dovremmo essere al sicuro. Discendiamo tutta la via centrale per dirigerci alla fermata del bus che è nella via parallela alla discesa e quando giriamo l'angolo la sorpresa, la coda. Non si vede la fine, cominciamo la risalita per metterci in coda e praticamente risaliamo di quasi tutta la strada che avevamo percorso in discesa sulla via parallela. Siamo senza parole e anche un po demoralizzati. Le altre centinaia di persone che risalgono la coda dopo di noi lo sono altrettanto. Dalle 5,30 in avanti la coda inizia a muoversi ma i bus che fanno avanti indietro dal sito non sono molti. Dopo poco il ragazzo dell'hotel, in coda anche lui dietro di noi ci avvisa che nel caso dovessimo perdere l'appuntamento, cosa molto probabile, alle 9,00 ci sarà un'altra visita guidata alla quale aggregarci. Verso le 6,30 comunque siamo sul bus e alle 7,00 all'ingresso del sito. Il tour è gia partito e quasi subito il tipo ci raggiunge e ci aggrega ad un altro tour. Già la salita in bus per gli otto km di tornanti e strada sterrata hanno svelato la bellezza delle montagne intorno, ma non appena si entra nel sito già dalle prime immagini si resta senza parole. La guida è abbastanza brava, anche se, come tutte le altre incontrate finora, filosofeggia le virtù del popolo Inca e la grandiosità delle civiltà andine con poca obiettività. Il sito è assolutamente straordinario e il luogo che lo ospita sembra creato ad arte a questo scopo. La realtà è talmente surreale da sembrare fiction. Quello che impressiona di più è la verticalità di questo antico paese che sembra galleggiare tra le montagne. Anche il tempo è dalla nostra parte, la mattinata tersa senza quasi nuvole. Compiamo il primo giro con la guida, ascoltando con attenzione e cercando di cogliere qualcosa di nuovo rispetto alle spiegazioni precedenti contendendoci lo spazio con altri gruppi e le migliaia di turisti in coda per le foto di rito. Al termine delle quasi due ore di giro guidato dobbiamo riuscire dal sito per metterci in coda per fare andare in bagno, c'è un solo bagno all'ingresso e per di più ci si condivide solo quello delle donne perché l'altro è in manutenzione. Fino ad 8000 turisti al giorno x un paio di pipi l'uno uguale 16000 pipi senza contare il resto, il tutto in 6 cessi angusti. Ogni tazza produce quasi 1000€ euro di reddito al giorno e mi fai fare 20 min di coda a gambe incrociate? Ma vaffanqlo.... Comunque ci facciamo ricontrollare i passaporti e rientriamo per rifare il giro da soli, andiamo al mirador e rivediamo alcune cose viste in fretta nel giro precedente e quando sono le 11 circa abbiamo esaurito le forze. E abbandoniamo il sito. Scendiamo in Aguascaliente, pranziamo alla boulangerie e poi in albergo a ritirare lo zaino ed in stazione per il treno. Il ritorno in treno disturbato da alcuni ritardi per guasti meccanici e dal nostro groppone di signore che parla senza tregua per tutto il viaggio. Arrivati ad Ollantaytambo dobbiamo ancora rientrare a Cuzco e saliamo su un combis che per 10 Soles a cranio ci porterebbe direttamente a destnazione senza andare al terminal, saliamo ma siamo appena in 5, noi un'americano e due Giapu e mancano almeno un'altra dozzina di passeggeri perché si riempia e parta. Ma dal nostro treno non carica più nessuno e bisogna aspettare gli altri. Sono schedulati 4 nel giro di un'ora ma ci sono stati ritardi... Un tipo un po truffaldino cerca di avvicinarci dal lato della strada, dice di avere un carro pronto, mancanoaltri 4 passeggeri e si parte. Non siamo convinti ma con L'americano decidiamo di andare a vedere se non ci convince torniamo indietro, ma intanto una signora con evidenti interessi nel primo trasporto prende a male parole il rivale in affari che gli sta soffiando passeggeri ( e la proverbiale solidarietà Inca, "ahoy por mi y manana por ti? ), passeggeri,cioè noi, i quali non si sarebbe fatta scrupolo a tenerci fermi per ore per 20 Soles.... I giapponesi, poveracci, rimangono soli ad attendere che riempiano l'altro furgone. Mi spiace ma in effetti mancano solo 4 passeggeri. La situazione è convincente e quindi andiamo via con l'altro. Arriviamo a Cuzco alle 19,30, sfiniti, doccia e andiamo a cena nello stesso ristorante dell'altra sera. Ne è valsa la pena? domani certamente avremo dimenticheremo le code, il caldo, il treno i ritardi il denaro e i cessi, ma ogni volta che rivedremo una immagine di MP certo riproveremo la vertigine delle sue terrazze e la meraviglia delle sue pietre incastrate perfettamente, le montagne che la circondano. MP non sarà più per noi solo un'icona in due dimensioni. C'è differenza?
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gig da Machu Pichu
lasciato il 3/11/2016 ore 2:58

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2/11/16 Machu Pichu ci ha sfiniti prima ancora di visitarlo. Siamo partiti stamattina presto con l'acquisto dei biglietti, alle 7 già in coda e impiegato scortese alla biglietteria. Non c'è naturalmente più posto per scalare Whayna Pichu e l'altra montagna si impiega circa 2 h a salire. Non ne ho voglia e rinuncio. Biglietto solo per il sito. 35€ cada persona circa. Ormai ci siamo messi il cuore in pace, questa sola visita costa 1/4 del viaggio. Comunque un pensiero in meno e non da poco, abbiamo già investito sul trenino da OllantayTambo al villaggio dal quale si parte per salire al sito 250$ circa per meno di 2 h di trenino e manca solo più il bus che dal paese sale al sito. Ma questo l o faremo una volta arrivati ad Aguascaliente stasera, speriamo. Alle 8,30 siamo davanti all'agenzia con lo zaino che ci serve per passare la notte fuori. L'altro l'abbiamo lasciato in hotel a Cuzco. Radunato il gruppo e fatta mezza dozzina di appelli ci incamminiamo verso il pulmino. Programma del giorno visita alle salinas di maras e il sito di Moray, poi ci lasceranno in un luogo dove possiamo facilmente intercettare un mezzo pubblico per Urubamba e a seguire Ollantaytambo. Alle 16,36 parte l'orient express Peruviano per AguasCaliente. Prima fermata un bazar di tessuti a Chinchero, dove una ragazza in costume spiega un po di cose sulla tintura naturale delle lane che usano per tessere i varie stoffe artigianali in vendita nella stessa casa. Pochi minuti e si riprende il percorso. La guida di oggi è molto brava, spiega alcune cose lungo il cammino e infine arriviamo alle salinas di Maras. Molto particolari e interessanti. Il fianco della montagna fino al fondo valle tutto terrazzato ed irrigato da un rigagnolo salato che sgorga da sotto terra. 2 villaggi si dividono le saline e vivono di questo. Molto interessante e suggestivo. A seguire il sito di Morais, un anfiteatro di terrazze concentriche costruito in maniera da creare tre microclimi diversi in modo che si potesse coltivare coca e cotone sul fondo, con clima tropicale, frutta e mais sul secondo livello e papas, patate, quinoa e tutte le coltivazioni d'altura sul terzo. Anche questo molto interessante. Quando risaliamo sul bus informiamo la guida che, come d'accordo ci deve lasciare in un luogo consono al nostro programma. Cade dalle nuvole e vorrebbe riportarci a chinchero ma per noi significherebbe allontanrci dal luogo che dobbiamo raggiungere e mediamo per un abbandono al crucero pata. Immagino che si tratti di un incrocio in mezzo al nulla, e così è. Dopo una decina di minuti comunque si ferma un bus diretto ad Urubamba e dopo una decina di Km, al terminal di Urubamba prendiamo al volo un combis per Ollantaytambo. Perfetto, entriamo in un ristorante per mangiare pranzo e nonostante ci siamo solo noi ci fanno aspettare un casino prima di servirci. Poi, a piedi in stazione per prendere sta tradotta che porterà ad Aguascaliente. La stazione fa abbastanza ridere, la metà di quella di Collegno, ma tutti gli impiegati si prendono molto sul serio, e ci trattano come se non avessimo mai visto un treno, spiegandoci, dopo un paio di controlli passaporti, che quando arriverà il convoglio dovremmo guardare dove c'è la lettera g e quando saliti sulla carrozza cercare i posti 31 e 32. Se per caso non ce la facessimo da soli loro sono qui per aiutarci. Esticazzi, dovrebbero portarci in braccio con quello che costa. Comunque quando arriva sta littorina anni 30 riusciamo a fare tutto abbastanza facilmente. Gli impiegati della Inca Rail comunque si danno un gran da fare, come dovessero far partire lo shuttle e non un trenino poco più grande della dentiera di Superga. Ci offrono anche uno snack a bordo. Dopo due ore di sballonzolamento arriviamo ad Ollanta che sembra il paese dei balocchi e dopo aver preso possesso della stanza Prenotata (la più rumorosa, da proprio sulla strada con tutti i locali) usciamoa sbrigare la faccenda bus per domattina. Sottoscriviamo anche una visita guidata per le 6,30 domattina davanti al sito, che significa colazione alle 5 , fila per il bus per arrivare al sito alle 6,30. Quindi usciamo per comprare i biglietti per gli ultimi 8 km che ci separano dal famoso sito di MP. Coda, impegata scortese, 48$ più il 3% per l'uso della Visa. Come dicevo, MP ti sfinisce ancora prima di arrivarci, speriamo ne valga la pena.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gaz da Cuzco
lasciato il 2/11/2016 ore 10:34

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1/11/16 La Paz Bolivia - Cuzco Perù: Come l'ingresso in città anche l'uscita è costata l'attraversamento di un bloqueo, un'altro sciopero o protesta ad El Alto costa qualche ora di ingorgo intensissimo. Alle 16,30 si parte e dopo alcune ore siamo in frontiera a Desaguadero. È ormai buio e non si capisce ma prima di fermarsi il bus attraversa un lungo tratto fuoristrada, quasi voglia attraversare clandestinamente il confine. Dopo il rientro in Perù ed aver compilato una lista di papiri mal fotocopiati e poco leggibili per dogane e visti vari, mangiamo i panini che abbiamo acquistato e ci organizziamo per trascorrere un'altra notte in bus. Il mio sedile non funziona bene e una volta inclinato, ogni volta che ti giri o allenti la pressione sul sedile ti ritrovi in verticale, provo a dirlo all'aiuto autista ma questi ha problemi più importanti ai quali attendere. Nel cuore della notte durante una fermata ci svegliamo per un colpo e ci accorgiamo che due vetri sul lato destro sono completamente crepati anche se non sono ancora andati in frantumi. Subito si pensa che possano aver tirato un sasso ma poi credo che siano state le vibrazioni della strada. La mia poltrona scassata mi ha permesso di apprezzare alcuni tratti di strada probabilmente sterrata particolarmente vibrante e rumorosa. Comunque il problema viene presto risolto con due o tre fasce di scotch per finestrino e presto si riparte. Nonostante i vari trambusti mi risveglio che è già giorno, sono riuscito a dormire qualche ora e alle 5,30 siamo a destinazione. Raggiungiamo l'albergo in taxi ed è un bel posto, Cusco appare da subito in tutto il suo splendore e non sono nemmeno troppo stanco. Ci danno subito la camera e quindi dopo una doccia rinfrancante e una bella colazione alle 8 del mattino siamo gia in giro. Abbiamo un sacco di cose da organizzare, la gita a Machu Pichu, vera star del viaggio in Perù, e tutte le altre escursioni alla valle sacra e dintorni. Fin da subito i 5 giorni pieni investiti in questa tappa ci sembrano veramente ristretti per poter fare tutto. Inoltre è festa ed alcuni uffici sono chiusi. Riusciamo nel giro della mattinata a capire come andare a MP, a comprare il biglietto del treno più caro del mondo (120 dollari circa per 1h1/2 andata +ritorno a persona), a comprare due escursioni, una per il pomeriggio e una domani in avvicinamento a MP, a visitare la chiesa dei Gesuiti e la Cattedrale, a portare il bucato in lavanderia. Non male dopo due notti in bus. Manca solo il biglietto di ingresso a MP perché gli uffIci sono chiusi. Poi verso mezzogiorno e prima che parta l'escursione andiamo a mangiare al mercato di della città. Vorrei mangiare della Humintas, in altri luoghi chiamato Tamales, una specie di polenta avvolta nelle foglie del mais stesso, ma sembra un cibo che si trovi solo per strada e purtroppo sempre nei momenti sbagliati. Quindi al mercato ci sediamo per il consueto almuerzo, una zuppa di verdure varie seguita da riso lenticchie e trota fritta per me e uovo per Lori. 10 Sol in due (2,80 €). La sproporzione tra i servizi ai turisti e i prezzi per la vita comune sono abnormi. Il biglietto turistico del pomeriggio che da accesso ai vari siti ad esempio costa 140 Sol, oltre 40€. Il biglietto a MP 126 Sol a testa esclusa l'ascesa ad uno dei due monti panoramici sopra il sito. Il bus 8km da AguasCaliente a ingresso sito oltre 20 dollari a testa. I Peruviani pagano in media la metà, in altre occasioni a Tiwanaku ad esempio tra prezzo agli stranieri e ai locali il rapporto era 1 a 10. L'escursione del pomeriggio è una sorta di tour de force, i quattro siti nei dintorni di Cusco vengono visitati in sequenza e intruppati contendendosi lo spazio con altre decine di gruppi. Lo sapevamo, del resto ci sono moltissime cosa da vedere a Cuzco e se si ha poco tempo a disposizione questo è il prezzo da pagare. Rientriamo in città ormai al buio e dopo la doccia usciamo a cena. Mangiamo cibo nostrano, lasagne e pizza in un posto carino e rientriamo in albergo ormai sfatti, felici di dormire in un letto, ma col pensiero che domani toccherà riorganizzare gli zaini per la gita a MP, con notte fuori etc etc etc. Sempre vita da bestia. Ps Cuzco è molto bella anche di notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: GaLaPaz da LaPaz
lasciato il 1/11/2016 ore 13:0

Messaggio:
31/10/16 La Paz: tanto ci è parsa tranquilla la Bolivia, tanto è incasinato l'ingresso e l'uscita dalla città di La Paz. Quando ci svegliamo in bus è già giorno fatto. È stato più facile dormire nella seconda parte del viaggio in quanto abbiamo viaggiato in una specie di autostrada dritta e quindi il bus traballava meno che nella prima parte di curve e scossoni. Poi la mascherina oscurante funziona bene. Da Quando iniziamo ad intravedere segni di urbanizzazione a quando arriviamo il terminal di La Paz passa più di 1 h 30, tra ingorghi, mercati e fermate spurie per far scendere ognuno dove più gli è comodo. Comunque, una volta arrivati al terminal aggiustiamo abbastanza in fretta la questione dei bagagli, che lasciamo in ufficio della compagnia con la quale ripartiremo nel pomeriggio, cambiamo qualche soldo e usciamo per un ultima visita alla città. Ormai a LaPaz ci sentiamo un o di casa e dopo qualche secondo siamo già sul collectivos per Piazza despagna. Andiamo alla fondazione Solon che non eravamo riusciti a visitare la volta scorsa perché chiusa, ed è davvero interessante. Poi ci concediamo una serie di giri sulle linee dei teleferici che la volta scorsa erano fermi. Certo non è più una novità viaggiare sospesi sulla città e sui crinali delle montagne che la circondano ma è pur sempre impressionante. Poi rientriamo in centro in combis e cerchiamo un ristorante dove poter pranzare e connetterci per riservare un hotel a cuzco e ad aguacalientes. Regolate le 2 faccende torniamo al terminal con un po di amarezza, La Paz ci ha lasciato comunque qualcosa in più che il fiatone. Alle 16,30 partiamo per un altro lungo viaggio di rientro in Perù.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gat da Sucre
lasciato il 1/11/2016 ore 12:57

Messaggio:
30/10/16 Sucre: il posto dove pernottiamo è molto bello ed accogliente, tanto che è un vero peccato fermarsi una sola notte, ma il tempo è quello che è, e quindi, rassegnati, facciamo lo zaino al mattino presto e usciamo alla volta del centro della città. Facciamo colazione in un bar di Plaza de Arma e poi attendiamo il bus con altri turisti finom alle 8,45 passate. Due ore di bus e siamo al villaggio di Tarabuco, dove si tiene il mercato domenicale. Il villaggio sarebbe famoso per la qualità dei tessuti che gli abitanti della zona realizzano ancora con telai tradizionali, ma, la presenza dei turisti ha sconvolto questi equilibri e quindi non si riesce più a distinguer i prodotti locali dalla paccottiglia solitamente destinata ai turisti. Il mercato però è ugualmente interessante perchè qui si tiene anche il mercato campesinos, non destinato ai turisti e molto grande. Quando arriviamo al villaggio comunque veniamo subito sequestrati e invitati ad entrare dentro un ristorante, divisi in ispanici ed anglofoni e subito attaccano una tiritea di spiegazione che svela subito dove vanno a parare. A partire dalle 12,30 al ristorante si offre pasto con batti tradizionali di tutte le razze e di tutti i villaggi e bla bla e bla bla, finche non interrompo cortesemente l'oratore, chiedo a che ora riparte il bus per rientrare, ed ottenuta la risposta saluto e cortesemente ci sciogliamo da sta catena. Il villaggio è abbastanza piccolo e anche senza seguire la cartina finiamo subito al mercato campesinos. È davvero la parte più imponente e più affollato di piazza Benefica al sabato, solo che qui anzichè i pacchetti di abiti firmati la gente porta fagottoni incredibilmente grandi, sacchi con granaglie, bambini, pecore, lama, carriole e qualsiasi genere di mercanzie possibili. I commercianti sono generalmente gentili e rispondono sempre alle nostre curiosità sui prodotti che vendono, anche se sanno che non venderanno a noi quasi nulla. Compro solo un pezzo di pasta di cenere alla menta che si mastica con le foglie di coca a far da catalizzatore. Quella che ho fa schifo. Non sono tutti concordi quando gli chiedi se puoi fotografare anche se indichi evidentemente la merce e non loro. Comunque gli spunti fotografici migliori sono offerti dagli acquirenti, ma le foto vanno un po rubate, perchè quando si accorgono che li ritrai si incazzano quasi sempre. Molti uomini portano ponchos molto belli e spesso cappelli di feltro che ripetono la forma degli elmi degli spagnoli del 1500. Anche alcune donne vestono abiti non particolarmente belli ma cappelli di perline molto interessanti. Cerco con discrezione di fare qualche foto ma tra la confusione e il pudore di non essere scoperto non è facile. Uno fa perfino finta, o forse no, di volermi colpire col ponchos. Completato il giro al mercato campesinos e oggetti quotidiani ci avvicinano alla parte artesanias dove ci sono i tessuti. Ce ne sono di molto belli, pochi, e tanta paccottiglia. Comunque anche voler spendere denaro non hanno misure che a noi possano interessare. Poco prima delle 13,30 arriviamo al ristorante dal quale si dovrebbe rientrare per verificare che i due babbei che spiegavano in inglese ed in spagnolo stanno ballando una specie di quadriglia scoordinata con due turisti compiacenti. Intanto mi accorgo che mentre i più stanno salendo sul bus ed altri si stanno affrettando a pagare per uscire e salire sul bus, al ristorante stanno prendendo l'ordinazione di tre ragazze svedesi appena arrivate ed ancora a digiuno. Pur di vendere 3 piatti in più la stronza sorridente sale sul bus e spiega che ci sarebbe un ritardo tecnico di 10 min e invita tutti a ridiscendere dal bus. Ma la gente all'unisono dice di no e allora si rassegna, torna al ristorante e fa ingozzare le tre svedesi che dopo 2 min sono sul bus e si riparte. Rientrati a Sucre dopo due ore resta ancora il tempo di fare una lunga passeggiata nelle vie intorno al centro che ancora non abbiamo percorso. Poi cerchiamo di attrezzarci per la cena e rientriamo al bb per recuperare i bagagli e partire. C'è ancora tempo per godersi il bel tramonto dal terrazzino del bb in posizione dominante sulla città. Taxi Terminal e partenza. Buona notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: GaSucre da Sucre
lasciato il 30/10/2016 ore 3:22

Messaggio:
29/10/16 Sucre. Pur essendoci svegliati molto presto, alle 7,10 siamo già al terminal nuovo grazie al taxista che ci ha caricati. Non è lo stesso nel quale eravamo arrivati da Potosi e quindi anziché un bus ogni 1/2 ora o poco più, c'è solo un bus che parte alle 8,00. Lo prendiamo, è un bus locale ed in uscita da Potosì ed in entrata a Sucre si ferma ogni 2x3 a fare salire/scendere gente e bagagli. Arriviamo in città poco prima delle 12 e subito acquistiamo il biglietto per domani notte per LaPaz. Pagato il biglietto ci rendiamo conto che non abbiamo quasi più Boliviani e dobbiamo cambiare del denaro o ritirare. Andiamo in taxi al bb che abbiamo prenotato ed è davvero un figata, come diceva booking. Prendiamo la camera, la tipa ci racconta un po come muoverci e usciamo verso il centro a piedi, siamo a circa 1 km dalla piazza de arma, alla Recoleta, in una posizione dominante sulla città che si rivela subito belissima, la capitale. Arrivati in centro cambiamo soldi e mangiamo un almuerzo (pranzo fisso) un po deludente. Dopo pranzo andiamo a visitare la casa della liberta, vero highlight di Sucre, dove è stata firmata la costituzione moderna e sono mantenuti i cimeli di tutti i presidenti dalla rivoluzione per l'indipendenza ad oggi. Una specie di Quirinale Boliviamo. Usciti cerchiamo un altro museo Etnico e folklore ma è chiuso. Compriamo quindi il biglietto per l'escursione al mercato di Tarabuco domani e con un micro risaliamo alla Recoleta, dove visitiamo il Museo di arte indigena. Moto bello ma anche se siamo scesi di quota a 2750 m. , siamo ormai sfatti e dopo aver visitato ci ricoveriamo in canera. Cena al ristorante dell'hotel della Recoleta con vista sulla citta. Cool. Buonanotte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: GaSucre da Potosi-Sucre
lasciato il 30/10/2016 ore 1:22

Messaggio:
28/10/16 Potosì. Abbiamo deciso di sacrificare il tempo che avremmo dedicato a Potosì, Sucre etc a favore del Salar di Uyuni e siamo gia convinti di aver fatto la scelta giusta. Potosì è una città mineraria, il cerro rico che incombe sulla città è stata la miniera d'argento che ha fatto la fortuna degli spagnoli dalla conquista a tutto il periodo coloniale, ed è tuttora in funzione. La città è stata grazie a questo un tempo la città più ricca e grande del mondo, ma noi di città coloniali spagnole ne abbiamo viste ormai a decine e quindi... Comunque al mattino dopo aver lasciato in lavanderia un bucato da 4 kg (di sabbia) riusciamo a visitare il palazzo della moneda, il museo più importante della città. Pranzo al mercato, sempre simpatico, si mangia vicino ad altre persone, sempre sorprese di trovarti a mangiare in questi posti, impossibile non fare amicizia. Ottima minestra di Trigo, Orzo. Ma quando sono le tre del pomeriggio, abbiamo gia visto quasi tutto ciò che c'è da vedere in città (ci sarebbe la visita alle miniere ma la descrizione è molto scoraggiante) e siamo sfatti. La citta è a 4100m. Di altitudine e tutta saliscendi, costa una fatica da non credere, anche se siamo ormai in quota da molti giorni. Quindi un riposo pomeridiano si trasforma in 3 h di sonno. Rimane solo il tempo di ritirare il bucato, fare ancora un giretto per il centro, cena e a letto. Domattina si riparte presto per Sucre.
<-------> Email: G@.
 
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