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Autore del messaggio: Gat da Ciwidey Rancabali
lasciato il 18/8/2017 ore 17:55

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17/8 Mercoledi: festa nazionale. Sveglia alle 6,30 e alle 7 colazione molto racchia in hotel, come ci aspettavamo. In taxi raggiungiamo il terminal dei bus e nel giro di poco troviamo il furgoncino ( Angkut) che va in direzione sud, verso la caldera del vulcano che ospita il laghetto di Kawah Putih, prima meta di oggi. Non sappiamo cosa ci aspetta perchè è festa nazionale e ci sembra già un buon risultato che ci siano i trasporti pubblici. Il pulmino col poco traffico di oggi percorre velocemente i sobborghi di Bandung e poco dopo inizia ad attraversare risaie, per la prima volta da che siamo arrivati usciamo da contesti urbani. Per arrivare alla prima meta dobbiamo raggiungere il villaggio di Ciwidey, poi da li prendere un altro mezzo locale che prosegua verso sud e ci lasci all'ingresso del sito, poi altri 6 km in salita che non sappiamo bene, immagino con altro Angkot che si vedrà strada facendo. Arrivati a 5 km da Ciwidey ci fermiamo in coda e presto si capisce che è una coda ferma e che nel villaggio seguente, Mekarmaju, c'è qualche manifestazione per la quale non ci si muoverà per molto tempo. Dopo una buona 1/2 hora non ce la facciamo più, siamo stipati negli ultimi posti e manca l'aria e ci sono poche possibilità che ci si muova a breve e quindi paghiamo e scendiamo. Percorriamo a piedi tutta la coda in direzione del villaggio e subito abbiamo la sensazione di aver fatto la scelta giusta. Il paese è bloccato dalle manifestazioni per la ricorrenza della festa nazionale e le motorette e le auto che cercano di attraversarlo in tutte le direzioni, un delirio. Spesso non si trova lo spazio per passare nemmeno a piedi. Superiamo il villaggio e ci incamminiamo verso Ciwidey e poco dopo saltiamo sul cassonetto di un mini pickup che ci porta fino all'ingresso di Ciwidey, che è di nuovo bloccato per manifestazione e lo riattraversiamo a piedi e finalmente dall'altro capo del paese prendiamo un altro angkut in direzione del lago, sperando che in mezzo non ci siano altri paesi. Quando il nostro mezzo pian piano si svuota veniamo "venduti" come passeggeri ad un altro pulmino che prosegue il tragitto e prima delle 11 siamo prossimi alla prima meta del giorno. Con grande sorpresa scopriamo che con il biglietto di ingresso è compreso anche il trasporto andata e ritorno dalla cima del vulcano. Il lago è molto particolare, con questo cielo ha un colore lattiginoso, altrimenti sarebbe turchese, ma il contrasto con le sponde fangose giallastre di zolfo è comunque notevole e, tra le fumarole e i rami bruciati delle piante intorno, ne fanno un luogo abbastanza spettrale. RiScendiamo e ci concediamo pranzo in uno dei ristorantini vicino all'ingresso. Ci mettiamo sulla strada per proseguire verso sud al villaggio di Rangapaly e al lago di Situ Patenganu. Ci ricarica il tipo che ci aveva venduto al collega, ci facciamo una risata. La strada è molto panoramica, attraversa colline con piantagioni di te e fragole che sembrano decorare le colline. Ci scaricano al lago che invece non è particolarmente interessante, ma da qui ricominciamo a camminare per tornare verso le colline con le piantagioni di te che abbiamo percorso in pulmino. Camminiamo per diversi km scattando foto e infine torniamo sulla strada principale. È troppo tardi per raggiungere il fiume con acque termali poco lontano dove vorremmo fare il bagno (e comunque domani dovrebbe essere a tema acque termali e spa) e quindi fermiamo il primo angkut sulla direzione del ritorno verso Bandung. Ricambiamo mezzo a Ciwidey e intorno alle 18,00 siamo al terminal dei bus. Siamo stanchi e soddisfatti per come è andata la giornata ma ancora non sappiamo che ci aspettano gli ultimi 5 km a piedi a causa della giornata ecologica (fa ridere) che non permette alle auto la circolazione in città. Doccia e cena nello stesso ristorante di ieri.... Buona notte
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gag da Bandung
lasciato il 18/8/2017 ore 17:52

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16/8 Mercoledi: arrivo a Bandung: nottata con poco sonno, forse ancora gli effetti del Fuso. Viaggio in treno a Bandung, facile facile. Arrivo a Bandung e ci dirigiamo subito in hotel, prendiamo possesso della camera e usciamo subito. Non ci aspettiamo nulla dalla città, che sappiamo essere poco attraente e quindi giriamo cercando di capire come fare per effettuare domani le escursioni che pensavamo. Domani sarà anche festa nazionale e quindi non sappiamo se ci siano i mezzi per andare. Ci rendiamo conto che non ci sono escursione organizzate e quindi decidiamo di tentare di raggiungere i siti con mezzi pubblici. Poi iniziamo a girare e a farci sorprendere dalla città, che sembra comunque più vivibile e più interessante di Jakarta. Giriamo un po per zone commerciali, prima su Jl. Cilambeha, poi in taxi raggiungiamo jl. Trunojoyo e poi, prima di cena andiamo a farci fare un ottimo massaggio in un posto citato sulla guida, ottimo (la bbestia mi ha camminato per una buona 1/2 h su schiena e gambe, meglio la seconda parte fatta a braccia) Infine a cena nella zona di Jl Braga, dopo aver scartato il posto scelto sulla guida, andiamo caso e ceniamo nuovamente a Spiedini manzo Satay. Buona notte.
<-------> Email: Gag@.

Autore del messaggio: Aga da Jakarta
lasciato il 18/8/2017 ore 17:50

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15/8 Martedi: Jakarta: ci svegliamo non prestissimo, anche per via del fuso, ben riposati e con l'euforia e la voglia che il viaggio inizi. Subito dopo colazione ci mettiamo quindi, con poche aspettative, subito in strada. Jakarta offre veramente pochi spunti degni di nota, ma cerchiamo senza pregiudizi di scovarne qualcuno. Andiamo subito in stazione a piedi e ci rendiamo conto di quanto sia difficile camminare a piedi, sembra che non sia previsto. I marciapiedi, quando esistono, sono adibiti a qualsiasi attività tranne che ospitare pedoni e spesso si è costretti a camminare per strada, con un traffico incredibile. Attraversamenti pedonali nemmeno a parlarne ed ai semafori non esiste mai l'omino che attraversa. Quindi, grande calma e attraversare mentre il traffico scorre. Arriviamo in stazione e riusciamo a trasformare immediatamente i voucher comprati su Internet in Italia in biglietti treno, semplicemente passando il codice alle macchinette elettroniche (meraviglie della tecnologia). Poi cambiamo denaro e ci riavventuriamo in città. Prendiamo un taxi per raggiungere Menteng per vedere e un fantomatico mercatino delle pulci che in realtà consiste in pochi negozietti di paccottiglia di artigianato. Poi in metro andiamo a Kota la zona a ridosso del porto, zona dal fascino inafferrabile secondo la LP. E infatti non lo afferriamo, perché fa abbastanza ca..re. Percorriamo qualche km e poi, tornando verso la stazione di Kota, ci imbattiamo nel caffè Batavia, un locale storico nella piazza centrale di kota. È il luogo più bello visto finora e, senza esitazione, entriamo per pranzo. La sala è molto bella, tutta in legno e con vista sulla piazza. Ordino spiedini Satay (spiedini piccoli di agnello e pollo caramellati e in salsa di arachidi) e Ceasar salad per Lori. Ottimo il cibo, buono il servizio e prezzi quasi europei. Rientriamo in hotel in taxi, a passo d'uomo per via del traffico, mentre sta iniziando a piovere fitto, ma dura solo qualche minuto. Riposino pomeridiano e usciamo per raggiungere la zona di jalan jaksa dove si trova il ristorante Garuda che abbiamo scelto sulla guida. Usiamo stavolta il servizio metropolitano su gomma Transjakarta, con google maps è veramente facile, ma raggiungere a piedi la fermata non è mai una passeggiata gradevole, sembra che la città non preveda che si possa camminare a piedi. Cena superba di cucina Makasan Padang (credo si chiami così), che consiste nel portarti un piatto per tipo di pietanza disponibile e tu consumi solo quello che credi. Paghi tutto ciò che tocchi. Tra i piatti più buoni un calamaro ripieno, dei gamberi in umido con salsa piccante, tempura di patate e melanzana, verdure e funghi vari, insalata di frutta e succhi di frutta freschi. Non si trova facilmente birra ne altre bevande alcoliche (Java è a maggioranza musulmana). Rientriamo in hotel sempre in metro bus e facciamo il punto per la ripartenza di domattina, in treno verso Bandung. Ah dimenticavo, il clima, caldo ma non caldissimo, molto umido. Si suda e qualsiasi posto al chiuso ha aria condizionata freddissima, occorre vestirsi immediatamente per evitare di prendersi malanni. Buonanotte.
<-------> Email: Aga@.

Autore del messaggio: Ega da Jakarta
lasciato il 18/8/2017 ore 17:48

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13/8 Domenica: Torino Jakarta. Viaggio con Turkish Airlines, molto confortevole, anche se partiamo da Torino con oltre una ora di ritardo per i sistemi informatici in tilt, non per colpa loro. Arrivati ad Istanbul, tra le code per controllo e immigrazione, arriviamo al desk hotel della compagnia dopo parecchio tempo, e dopo altra attesa ci caricano su un bus e ci porta in hotel che è quasi buio. Anche se la permanenza si è ridotta a solo qualche ora, e siamo comunque lontani dalla città, la siesta si rivela molto utile rispetto ad aspettare in aeroporto che il nostro aereo riparta nel cuore della notte. Ci prelevano alle 23 e ci riportano in aeroporto, dove, dopo un'altra coda per il pasto Turkish Airlines, consumiamo una fetta di pizza e una porzione di patate da vomitare, eventualmente, al decollo. In realtà la digeriamo abbastanza bene e il viaggio da Istanbul a Giacarta, forse perché effettuato in gran parte durante la nostra notte, si rivela abbastanza confortevole e arriviamo dopo una dozzina di ore, nemmeno troppo stanchi, quando a Giacarta sono le 18,00, in perfetto orario. Arrivo bagagli tutto ok e fuori dall'aeroporto ci aspetta il taxi che ci porterà in città. È la mia seconda volta a Giacarta e in Indonesia, lungo la strada che collega l'aeroporto alla città la campagna e le baraccopoli han lasciato spazio alle luci dei grattacieli e dei Mall commerciali. Arrivati in albergo e lasciati i bagagli, senza grandi pretese usciamo a piedi per cercare cena poco lontano. È una via di ristoranti da strada, occupano i marciapiedi e, anche se avremmo voglia i qualcosa di più strutturato, ci rendiamo presto conto che non sarà facile e, finiamo per entrare nell'unico posto al chiuso e per cenare con un banale Nasi Goreng (il piatto nazionale, riso fritto con verdure uova pollo etc). Per oggi va bene così.
<-------> Email: Ega@.

Autore del messaggio: Amaru da Pisaq
lasciato il 6/11/2016 ore 1:21

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5/11/16 Pisaq Rovine. Abbiamo deciso di non partecipare ad una escursione organizzata per vedere la valle sagrada. Ci farebbero vedere tre siti in frettissima e percorrere circa 300 km tra le montagne nel giro di una giornata intera e quindi decidiamo di vederne soltanto uno per conto nostro. Pur senza la sveglia siamo fuori dall'hotel prima delle sette del mattino e a piedi raggiungiamo il terminal da dove dovrebbero partire i bus per Pisaq. Non è lontano, ci saranno 30 km ma in una direzione in cui non c'è molto traffico. Troviamo il bus e partiamo. Il cammino al solito si inerpica tra le montagne per ridiscendere sul fondo valle del rio Urubamba. Intorno alle 8 siamo a destinazione, o meglio, siamo in paese a Pisaq. I mercatari stanno ancora preparando le bancarelle di cianfrusaglie per turisti. Le rovine che vogliamo visitare distano circa 8 km dal paese. La guida non è molto chiara su come raggiungere il sito a meno di prendere un taxi. Ma noi oggi abbiamo deciso di viaggiare coi mezzi pubblici e prendere il taxi suona un po troppo comodo e quindi chiedi che ti richiedi passa un collettivo che dice che ci lascerà in prossimità delle rovine, e che il pezzo che resta da camminare è "quasi in piano", 40 min. dice. Ci ha convinti. Saliamo tra i soliti sacchi di masserizie che trasportano i presenti e dopo qualche km ci scarica ad un crocevia. Cominciamo a camminare ed in effetti la strada non sale molto e dopo qualche curva vediamo la strada che sale con i mezzi fermi che indicano "ingresso del sito". Rifiutiamo un paio di offerte da tassisti ufficiali e improvvisati, con richieste anche ridicole, ma ormai vogliamo riscattare la giornata fiacca di ieri e proseguiamo a piedi. Man mano che ci avviciniamo al sito la pendenza aumenta, fino a diventare uno scalonato che fiancheggia le terrazze Incas. Arriviamo su non senza fatica e quando raggiungiamo le rovine si continua a salire scendere. Il sito è davvero imponente e in molte parti anche molto ben tenuto. Quando pensiamo di aver quasi finito la visita ci rendiamo conto che ci sarebbe ancora un altro versante da visitare e quindi decidiamo di fare 31 e di ridiscendere per il sentiero fino a Pisaq. Molto bella la restante parte del sito e anche la discesa tra le terrazze Inca. Arriviamo giù, neanche a dirlo, stanchi. Facciamo un pranzo frugale, un giro veloce al mercatino turistico poco interessante e subito su un collettivo per il rientro a Cuzco. Arrivati In città facciamo ancora due passi in p.zza St Blas per un caffè e poi decidiamo di terminare il cammino interrotto ieri fino al santuario di s Cristobal. Poi ancora un giro in p.zza de armas per tramonto, una fetta di torta di mele e poi rientriamo in hotel. Con sempre più il morale del rientro, ma almeno oggi siamo stati molto bene. Poi cena non so ancora dove e domattina volo x Lima. E nella tarde volo per Parigi e casa.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Tupac da Pisaq Cusco
lasciato il 6/11/2016 ore 1:18

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4/11/16 Cusco. La giornata da dedicare alla visita della città di Cusco inizia con grande tranquillità, uno dei pochi giorni in cui non abbiamo avuto necessità di puntare la sveglia. Usciamo quindi a metà mattina e ci dirigiamo subito al museo Inca, non lontano dal nostro hotel. Non che ci fosse bisogno di altri musei, con tutte le vestigia Inca e PreIncaiche che abbiamo visto ... Ma questo viene descritto come un museo di Livello e qui che siamo nella valle delle Capitali Inca non lo possiamo perdere. In effetti ci sono molti pezzi molto belli e adesso che abbiamo un po di dimestichezza riusciamo perfino a fare dei paralleli con i siti che abbiamo visitato. Usciti dal museo, abbiamo percorso il giro descritto su LP, anche se molte delle vie le avevamo già percorse nei giorni scorsi. Scopriamo alcuni angoli molto belli. Cusco è davvero molto interessante ma tanto per cambiare è tutto un saliscendi e la gita a MP ha lasciato il segno. Dopo qualche ora di cammino siamo entrambi sfatti e quindi lemme lemme, dopo pranzo, rinunciamo a finre il giro e rientriamo in hotel per un sonno pomeridiano che sembra non voler terminare. Siamo stanchissimi, non escludo che si sia nuovamente patita un po l'altura dopo essere discesi un paio di giorni di circa 1000 metri a MP. Usciamo poi per cena buona al "A Mi Manera". Gia un po con l'umore del rientro.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Thupetek da Machu Picchu
lasciato il 4/11/2016 ore 11:25

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3/11/16 Machu Picchu. Ne è valsa la pena? Sveglia alle 4,00 del mattino, raccogliamo le poche cose, impacchiamo lo zaino che lasciamo in hotel, alle 5,00 colazione e alle 5,10 lasciamo l'albergo per salire al sito tra i "primi". Secondo il ragazzo dell'hotel, dal quale abbiamo acquistato una visita guidata per le 6,30 davanti al sito, così facendo, dovremmo essere al sicuro. Discendiamo tutta la via centrale per dirigerci alla fermata del bus che è nella via parallela alla discesa e quando giriamo l'angolo la sorpresa, la coda. Non si vede la fine, cominciamo la risalita per metterci in coda e praticamente risaliamo di quasi tutta la strada che avevamo percorso in discesa sulla via parallela. Siamo senza parole e anche un po demoralizzati. Le altre centinaia di persone che risalgono la coda dopo di noi lo sono altrettanto. Dalle 5,30 in avanti la coda inizia a muoversi ma i bus che fanno avanti indietro dal sito non sono molti. Dopo poco il ragazzo dell'hotel, in coda anche lui dietro di noi ci avvisa che nel caso dovessimo perdere l'appuntamento, cosa molto probabile, alle 9,00 ci sarà un'altra visita guidata alla quale aggregarci. Verso le 6,30 comunque siamo sul bus e alle 7,00 all'ingresso del sito. Il tour è gia partito e quasi subito il tipo ci raggiunge e ci aggrega ad un altro tour. Già la salita in bus per gli otto km di tornanti e strada sterrata hanno svelato la bellezza delle montagne intorno, ma non appena si entra nel sito già dalle prime immagini si resta senza parole. La guida è abbastanza brava, anche se, come tutte le altre incontrate finora, filosofeggia le virtù del popolo Inca e la grandiosità delle civiltà andine con poca obiettività. Il sito è assolutamente straordinario e il luogo che lo ospita sembra creato ad arte a questo scopo. La realtà è talmente surreale da sembrare fiction. Quello che impressiona di più è la verticalità di questo antico paese che sembra galleggiare tra le montagne. Anche il tempo è dalla nostra parte, la mattinata tersa senza quasi nuvole. Compiamo il primo giro con la guida, ascoltando con attenzione e cercando di cogliere qualcosa di nuovo rispetto alle spiegazioni precedenti contendendoci lo spazio con altri gruppi e le migliaia di turisti in coda per le foto di rito. Al termine delle quasi due ore di giro guidato dobbiamo riuscire dal sito per metterci in coda per fare andare in bagno, c'è un solo bagno all'ingresso e per di più ci si condivide solo quello delle donne perché l'altro è in manutenzione. Fino ad 8000 turisti al giorno x un paio di pipi l'uno uguale 16000 pipi senza contare il resto, il tutto in 6 cessi angusti. Ogni tazza produce quasi 1000€ euro di reddito al giorno e mi fai fare 20 min di coda a gambe incrociate? Ma vaffanqlo.... Comunque ci facciamo ricontrollare i passaporti e rientriamo per rifare il giro da soli, andiamo al mirador e rivediamo alcune cose viste in fretta nel giro precedente e quando sono le 11 circa abbiamo esaurito le forze. E abbandoniamo il sito. Scendiamo in Aguascaliente, pranziamo alla boulangerie e poi in albergo a ritirare lo zaino ed in stazione per il treno. Il ritorno in treno disturbato da alcuni ritardi per guasti meccanici e dal nostro groppone di signore che parla senza tregua per tutto il viaggio. Arrivati ad Ollantaytambo dobbiamo ancora rientrare a Cuzco e saliamo su un combis che per 10 Soles a cranio ci porterebbe direttamente a destnazione senza andare al terminal, saliamo ma siamo appena in 5, noi un'americano e due Giapu e mancano almeno un'altra dozzina di passeggeri perché si riempia e parta. Ma dal nostro treno non carica più nessuno e bisogna aspettare gli altri. Sono schedulati 4 nel giro di un'ora ma ci sono stati ritardi... Un tipo un po truffaldino cerca di avvicinarci dal lato della strada, dice di avere un carro pronto, mancanoaltri 4 passeggeri e si parte. Non siamo convinti ma con L'americano decidiamo di andare a vedere se non ci convince torniamo indietro, ma intanto una signora con evidenti interessi nel primo trasporto prende a male parole il rivale in affari che gli sta soffiando passeggeri ( e la proverbiale solidarietà Inca, "ahoy por mi y manana por ti? ), passeggeri,cioè noi, i quali non si sarebbe fatta scrupolo a tenerci fermi per ore per 20 Soles.... I giapponesi, poveracci, rimangono soli ad attendere che riempiano l'altro furgone. Mi spiace ma in effetti mancano solo 4 passeggeri. La situazione è convincente e quindi andiamo via con l'altro. Arriviamo a Cuzco alle 19,30, sfiniti, doccia e andiamo a cena nello stesso ristorante dell'altra sera. Ne è valsa la pena? domani certamente avremo dimenticheremo le code, il caldo, il treno i ritardi il denaro e i cessi, ma ogni volta che rivedremo una immagine di MP certo riproveremo la vertigine delle sue terrazze e la meraviglia delle sue pietre incastrate perfettamente, le montagne che la circondano. MP non sarà più per noi solo un'icona in due dimensioni. C'è differenza?
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gig da Machu Pichu
lasciato il 3/11/2016 ore 2:58

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2/11/16 Machu Pichu ci ha sfiniti prima ancora di visitarlo. Siamo partiti stamattina presto con l'acquisto dei biglietti, alle 7 già in coda e impiegato scortese alla biglietteria. Non c'è naturalmente più posto per scalare Whayna Pichu e l'altra montagna si impiega circa 2 h a salire. Non ne ho voglia e rinuncio. Biglietto solo per il sito. 35€ cada persona circa. Ormai ci siamo messi il cuore in pace, questa sola visita costa 1/4 del viaggio. Comunque un pensiero in meno e non da poco, abbiamo già investito sul trenino da OllantayTambo al villaggio dal quale si parte per salire al sito 250$ circa per meno di 2 h di trenino e manca solo più il bus che dal paese sale al sito. Ma questo l o faremo una volta arrivati ad Aguascaliente stasera, speriamo. Alle 8,30 siamo davanti all'agenzia con lo zaino che ci serve per passare la notte fuori. L'altro l'abbiamo lasciato in hotel a Cuzco. Radunato il gruppo e fatta mezza dozzina di appelli ci incamminiamo verso il pulmino. Programma del giorno visita alle salinas di maras e il sito di Moray, poi ci lasceranno in un luogo dove possiamo facilmente intercettare un mezzo pubblico per Urubamba e a seguire Ollantaytambo. Alle 16,36 parte l'orient express Peruviano per AguasCaliente. Prima fermata un bazar di tessuti a Chinchero, dove una ragazza in costume spiega un po di cose sulla tintura naturale delle lane che usano per tessere i varie stoffe artigianali in vendita nella stessa casa. Pochi minuti e si riprende il percorso. La guida di oggi è molto brava, spiega alcune cose lungo il cammino e infine arriviamo alle salinas di Maras. Molto particolari e interessanti. Il fianco della montagna fino al fondo valle tutto terrazzato ed irrigato da un rigagnolo salato che sgorga da sotto terra. 2 villaggi si dividono le saline e vivono di questo. Molto interessante e suggestivo. A seguire il sito di Morais, un anfiteatro di terrazze concentriche costruito in maniera da creare tre microclimi diversi in modo che si potesse coltivare coca e cotone sul fondo, con clima tropicale, frutta e mais sul secondo livello e papas, patate, quinoa e tutte le coltivazioni d'altura sul terzo. Anche questo molto interessante. Quando risaliamo sul bus informiamo la guida che, come d'accordo ci deve lasciare in un luogo consono al nostro programma. Cade dalle nuvole e vorrebbe riportarci a chinchero ma per noi significherebbe allontanrci dal luogo che dobbiamo raggiungere e mediamo per un abbandono al crucero pata. Immagino che si tratti di un incrocio in mezzo al nulla, e così è. Dopo una decina di minuti comunque si ferma un bus diretto ad Urubamba e dopo una decina di Km, al terminal di Urubamba prendiamo al volo un combis per Ollantaytambo. Perfetto, entriamo in un ristorante per mangiare pranzo e nonostante ci siamo solo noi ci fanno aspettare un casino prima di servirci. Poi, a piedi in stazione per prendere sta tradotta che porterà ad Aguascaliente. La stazione fa abbastanza ridere, la metà di quella di Collegno, ma tutti gli impiegati si prendono molto sul serio, e ci trattano come se non avessimo mai visto un treno, spiegandoci, dopo un paio di controlli passaporti, che quando arriverà il convoglio dovremmo guardare dove c'è la lettera g e quando saliti sulla carrozza cercare i posti 31 e 32. Se per caso non ce la facessimo da soli loro sono qui per aiutarci. Esticazzi, dovrebbero portarci in braccio con quello che costa. Comunque quando arriva sta littorina anni 30 riusciamo a fare tutto abbastanza facilmente. Gli impiegati della Inca Rail comunque si danno un gran da fare, come dovessero far partire lo shuttle e non un trenino poco più grande della dentiera di Superga. Ci offrono anche uno snack a bordo. Dopo due ore di sballonzolamento arriviamo ad Ollanta che sembra il paese dei balocchi e dopo aver preso possesso della stanza Prenotata (la più rumorosa, da proprio sulla strada con tutti i locali) usciamoa sbrigare la faccenda bus per domattina. Sottoscriviamo anche una visita guidata per le 6,30 domattina davanti al sito, che significa colazione alle 5 , fila per il bus per arrivare al sito alle 6,30. Quindi usciamo per comprare i biglietti per gli ultimi 8 km che ci separano dal famoso sito di MP. Coda, impegata scortese, 48$ più il 3% per l'uso della Visa. Come dicevo, MP ti sfinisce ancora prima di arrivarci, speriamo ne valga la pena.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gaz da Cuzco
lasciato il 2/11/2016 ore 10:34

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1/11/16 La Paz Bolivia - Cuzco Perù: Come l'ingresso in città anche l'uscita è costata l'attraversamento di un bloqueo, un'altro sciopero o protesta ad El Alto costa qualche ora di ingorgo intensissimo. Alle 16,30 si parte e dopo alcune ore siamo in frontiera a Desaguadero. È ormai buio e non si capisce ma prima di fermarsi il bus attraversa un lungo tratto fuoristrada, quasi voglia attraversare clandestinamente il confine. Dopo il rientro in Perù ed aver compilato una lista di papiri mal fotocopiati e poco leggibili per dogane e visti vari, mangiamo i panini che abbiamo acquistato e ci organizziamo per trascorrere un'altra notte in bus. Il mio sedile non funziona bene e una volta inclinato, ogni volta che ti giri o allenti la pressione sul sedile ti ritrovi in verticale, provo a dirlo all'aiuto autista ma questi ha problemi più importanti ai quali attendere. Nel cuore della notte durante una fermata ci svegliamo per un colpo e ci accorgiamo che due vetri sul lato destro sono completamente crepati anche se non sono ancora andati in frantumi. Subito si pensa che possano aver tirato un sasso ma poi credo che siano state le vibrazioni della strada. La mia poltrona scassata mi ha permesso di apprezzare alcuni tratti di strada probabilmente sterrata particolarmente vibrante e rumorosa. Comunque il problema viene presto risolto con due o tre fasce di scotch per finestrino e presto si riparte. Nonostante i vari trambusti mi risveglio che è già giorno, sono riuscito a dormire qualche ora e alle 5,30 siamo a destinazione. Raggiungiamo l'albergo in taxi ed è un bel posto, Cusco appare da subito in tutto il suo splendore e non sono nemmeno troppo stanco. Ci danno subito la camera e quindi dopo una doccia rinfrancante e una bella colazione alle 8 del mattino siamo gia in giro. Abbiamo un sacco di cose da organizzare, la gita a Machu Pichu, vera star del viaggio in Perù, e tutte le altre escursioni alla valle sacra e dintorni. Fin da subito i 5 giorni pieni investiti in questa tappa ci sembrano veramente ristretti per poter fare tutto. Inoltre è festa ed alcuni uffici sono chiusi. Riusciamo nel giro della mattinata a capire come andare a MP, a comprare il biglietto del treno più caro del mondo (120 dollari circa per 1h1/2 andata +ritorno a persona), a comprare due escursioni, una per il pomeriggio e una domani in avvicinamento a MP, a visitare la chiesa dei Gesuiti e la Cattedrale, a portare il bucato in lavanderia. Non male dopo due notti in bus. Manca solo il biglietto di ingresso a MP perché gli uffIci sono chiusi. Poi verso mezzogiorno e prima che parta l'escursione andiamo a mangiare al mercato di della città. Vorrei mangiare della Humintas, in altri luoghi chiamato Tamales, una specie di polenta avvolta nelle foglie del mais stesso, ma sembra un cibo che si trovi solo per strada e purtroppo sempre nei momenti sbagliati. Quindi al mercato ci sediamo per il consueto almuerzo, una zuppa di verdure varie seguita da riso lenticchie e trota fritta per me e uovo per Lori. 10 Sol in due (2,80 €). La sproporzione tra i servizi ai turisti e i prezzi per la vita comune sono abnormi. Il biglietto turistico del pomeriggio che da accesso ai vari siti ad esempio costa 140 Sol, oltre 40€. Il biglietto a MP 126 Sol a testa esclusa l'ascesa ad uno dei due monti panoramici sopra il sito. Il bus 8km da AguasCaliente a ingresso sito oltre 20 dollari a testa. I Peruviani pagano in media la metà, in altre occasioni a Tiwanaku ad esempio tra prezzo agli stranieri e ai locali il rapporto era 1 a 10. L'escursione del pomeriggio è una sorta di tour de force, i quattro siti nei dintorni di Cusco vengono visitati in sequenza e intruppati contendendosi lo spazio con altre decine di gruppi. Lo sapevamo, del resto ci sono moltissime cosa da vedere a Cuzco e se si ha poco tempo a disposizione questo è il prezzo da pagare. Rientriamo in città ormai al buio e dopo la doccia usciamo a cena. Mangiamo cibo nostrano, lasagne e pizza in un posto carino e rientriamo in albergo ormai sfatti, felici di dormire in un letto, ma col pensiero che domani toccherà riorganizzare gli zaini per la gita a MP, con notte fuori etc etc etc. Sempre vita da bestia. Ps Cuzco è molto bella anche di notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: GaLaPaz da LaPaz
lasciato il 1/11/2016 ore 13:0

Messaggio:
31/10/16 La Paz: tanto ci è parsa tranquilla la Bolivia, tanto è incasinato l'ingresso e l'uscita dalla città di La Paz. Quando ci svegliamo in bus è già giorno fatto. È stato più facile dormire nella seconda parte del viaggio in quanto abbiamo viaggiato in una specie di autostrada dritta e quindi il bus traballava meno che nella prima parte di curve e scossoni. Poi la mascherina oscurante funziona bene. Da Quando iniziamo ad intravedere segni di urbanizzazione a quando arriviamo il terminal di La Paz passa più di 1 h 30, tra ingorghi, mercati e fermate spurie per far scendere ognuno dove più gli è comodo. Comunque, una volta arrivati al terminal aggiustiamo abbastanza in fretta la questione dei bagagli, che lasciamo in ufficio della compagnia con la quale ripartiremo nel pomeriggio, cambiamo qualche soldo e usciamo per un ultima visita alla città. Ormai a LaPaz ci sentiamo un o di casa e dopo qualche secondo siamo già sul collectivos per Piazza despagna. Andiamo alla fondazione Solon che non eravamo riusciti a visitare la volta scorsa perché chiusa, ed è davvero interessante. Poi ci concediamo una serie di giri sulle linee dei teleferici che la volta scorsa erano fermi. Certo non è più una novità viaggiare sospesi sulla città e sui crinali delle montagne che la circondano ma è pur sempre impressionante. Poi rientriamo in centro in combis e cerchiamo un ristorante dove poter pranzare e connetterci per riservare un hotel a cuzco e ad aguacalientes. Regolate le 2 faccende torniamo al terminal con un po di amarezza, La Paz ci ha lasciato comunque qualcosa in più che il fiatone. Alle 16,30 partiamo per un altro lungo viaggio di rientro in Perù.
<-------> Email: @.
 
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