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Autore del messaggio: LoTa da Kyoto
lasciato il 9/10/2015 ore 16:7

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Giovedi 8/10. Sveglia 6,30 treno in partenza alle 8,52 da Shin-Yokohama, che non è la Yokohama station che conosciamo, ma quella dedicata agli shinkansen ad alta percorrenza, un po fuori città. Non è così intuitivo il metodo per raggiungere la stazione e pertanto decidiamo di partire con buon margine di tempo. Potremmo in verità anche non prenotare, col nostro pass, ma preferiamo, a costo zero, programmare prima. Infatti non riusciamo ad orientarci immediatamente, come previsto, ma alla fine arriviamo in stazione con buon anticipo, ogni giorno aggiungiamo qualche informazione in più al nostro bagaglio di viaggiatori. Non c'è una grande profusione di informazioni nella nostra lingua appena si esce dai percorsi turistici, si ottengono molte info su internet, molto precise e dettagliate (non in questo caso comunque), ma se non hai connessione a bordo (e noi in giro non l'abbiamo) devi arrangiarti. Sotto questo aspetto Devi prevedere tutto ciò di cui hai necessità in anticipo, in hotel. Anche i locali, caffè o ristoranti, non hanno una così evidente profferta di connettività wifi, come in altri paesi anche meno moderni; del resto qui tutti sono super connessi attraverso rete mobile che quel tipo di attrattiva (wifi), per un esercizio, non ha nessun appeal. Avremmo potuto pensare ad una sim locale, ma in realtà non è poi così necessario. Tutto ciò data per scontata la mappa e il gps, senza i quali avremmo serie difficoltà ad orientarci. Occorre infatti fare riferimento grafico ai luoghi, anche in città, pochissime strade sono indicate o anche solo nominate. Chiedere informazioni è, per chi viene interessato, una investitura di responsabilità, si sentono obbligati ad aiutarti in qualsiasi modo e stamani una ragazza cercando di capire quale treno dovessimo prendere stava per perdere il suo. Il bello che poi in ultimo è salita e il treno è partito e, solo dopo, abbiamo capito che sarebbe ci invitava a prendere lo stesso treno, che sarebbe andato bene anche per noi. Il trasferimento si è svolto neanche a dirlo senza imprevisti. Una volta preso il treno poi, tutto va come deve e prima del mezzogiorno siamo in hotel. Qui a Kyoto stiamo in un hotel ad una 15 ina di km dal centro ma in meno di 20 min. Di metro ci si arriva. Lasciamo i bagagli in hotel, mangiamo un Miso Ramen e due Gioza in locale vicino e ci lanciamo subito alla scoperta di Kyoto, iniziando la visita dalla zona del bosco di Bambù e tutti i templi ad esso limitrofi. Cominciamo ad averne abbastanza, per la verità, di templi. Ma in qualche modo, tutto ciò che di storico si tratti, in oriente, ruota intorno ad essi. I templi o le scuole di meditazione zen o santuari che siamo, sono generalmente molto belli e ben curati, i giardini che li circondano sono assolutamente superlativi. Laghetti, piante, muschio, rocce, tutto sembra buttato li per caso da un essere superiore. Ciò che ce di brutto è che più sono conosciuti i templi e più gente vi si trova, e questo rovina un po' l'atmosfera. Inoltre normalmente si paga ad ogni ingresso, e non poco, tanto che alla fine decidiamo di selezionarne soltanto alcuni. Ci dirigiamo quindi nella zona di Arashiyama per visitare il tempio Shiseizen e il vicino bosco di Bambu. Aspettiamo Ancora la risposta di Tim e Fra per capire se ci si incontri stasera o meno e invece li incontriamo casualmente dentro il tempio. Ci saremmo incontrati forse a distanza di un anno (dal Laos) senza darci appuntamento? Non lo sapremo mai ma è bello immaginarlo. E quindi grandi feste e non cesseremmo più di raccontarci... Ogni tanto ci rendiamo conto di parlare ad un volume poco zen, non va bene. Stabiliamo quindi di ritrovarci per cena alla fermata di un metro per cenare insieme e ci separiamo. È quasi il tramonto ed in realtà noi il bosco non l'abbiamo ancora visitato e non lo vogliamo perdere, è uno dei luoghi affascinanti della città. "Per non minare le sicurezze dei ragazzi (loro sono svizzeri), facciamo finta di arrivare un po in ritardo all'appuntamento e di sbagliare anche il luogo dell'incontro". Loro ci credono, così ne possiamo ridere poi a cena. Trascorriamo al solito una serata molto piacevole, mangiando Shabu Shabu, una specie di Bourghignon Giap, Mochi, ramen e sake. Chiacchieriamo di viaggi, presenti passati e futuri e di cibo. Tim è una vera miniera di informazioni in materia e, come l'anno scorso, ci inizia ad una serie di esperienze culinarie particolari. Poi ci diamo appuntamento per sabato, li accompagniamo in airbb e poco dopo la mezzanotte raggiungiamo il nostro letto. Vita da bestia... Buonanotte, che ve lo dico affare, stiamo bene....
<-------> Email: Lo@.

Autore del messaggio: Kyotaido da Kamakura
lasciato il 9/10/2015 ore 0:50

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Mercoledi 7/10/15. (Ho sballato un po' le date dei giorni precedenti, oggi invece è corretta). Sveglia ore 7,00. Bellissima giornata spesa visitando le vestigia di Kamakura, cittadina sulla costa ad una distanza di 30 o 40 km da Yokohama. Belli i templi e bella anche l'atmosfera che si respira in paese (e bello anche il tempo). Il paese di Kamakura mostra chiari segni della vocazione turistica della zona, sia per la presenza dei templi, sia per il fatto di essere luogo di villeggiatura e seconde case e pratica del Surf degli abitanti di Tokyo, in treno necessita meno di 1 h per il tragitto. Ci sono molte scolaresche in gita e in uno dei templi un gruppo di bambini/e ci avvicina e timidamente, con un filo di voce tenta di parlarci in Inglese. Dapprima sembra vogliano solo comunicare e fare una foto insieme, ma presto si capisce che invece l'intervista ha uno scopo preciso, è un compito da svolgere per la scuola. Le domande sono una decina, molto basiche (le sappiamo quasi tutte ;-) , where do you come from, what do you like about japan, questo è il tenore insomma, trascrivono eccitati le risposte, contenti di aver fatto il bingo della giornata ed essersi tolti sta camurria di compito che sicuramente gli renderà il resto della giornata più piacevole. Infine come prova di non trassato mi fanno apporre le firma e foto di gruppo col Gaijin (forestiero). Il tutto però ricompensato da un presente confezionato a mano da qualcuno di loro, alcuni origami e un bigliettino di auguri (teneri). Poco lontano veniamo riavvicinati da altri bambini allo stesso scopo, ma per evitare di passare la giornata a firmare moduli e fare foto, ci neghiamo, affermando di aver gia dato, e, presente anche uno dei bambini del gruppo precedente, che conferma quanto diciamo, evitiamo una figura da stronzi assoluti. I templi sono molto belli, immersi nel verde, tra piante curatissime, giardini zen con laghetti e scuole di meditazione. Ce ne sono molti intorno al paese, ma staccano un biglietto ogni passo e quindi saltiamo infine alcuni tra quelli minori (visitiamo: Kencho ji, Engaku ji) Maciniamo alcuni km e prima di imboccare l'autostrada l sentiero del Daibutsu che tra sali scendi in tre km circa tra scalini e arrampicate ci porta agli altri altri santuari Shintoisti. Suggestivo il rito del lavaggio del denaro alla fonte sacra dello Zeniarai Benten.... Infine rientriamo a Kamakura station non prima di esserci allungati fino alle spiagge in cui si pratica il surf. Rientro ad Yokohama e prenotazione shinkansen x domani, ci si trasferisce a Kyoto, e rientro in hotel a piedi. Cena Indiana al Sitar, posto abbastanza elegante, poca simpatia ma buono il cibo, poco addomesticati i gusti. Sayonara.
<-------> Email: K@.

Autore del messaggio: Toshiro da Yokohama
lasciato il 6/10/2015 ore 23:10

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Martedi 7/10/15: scrivo quasi sempre di notte, quando i reflui del fuso mi fanno sentire ormai sveglio e riposato, quindi riprendo da dove ci eravamo lasciati: il Norrisou Backpackers è uno di questi ostelli per giovani artisti che offre sia dormitori che stanze private, con carattere appunto da Backpackers (ma va bene anche il trolley) come molti altri in giro in altri viaggi. La camera era molto pulita ed i bagni anche, si entra in casa rigorosamente scalzi e x entrare in toilette un paio di ciabatte di pelle sintetica (modello da nonno in giacca da camera) che tutte le volte che andiamo in bagno dimentichiamo rigorosamente di lasciare al suo posto. Evidentemente non siamo i soli a farlo, perché ogni tanto il modello cambia. Prima tavolozza riscaldata, fa un po senso, sembra che si sia appena alzato il vicino di camera, ma visto che tutti sono invitati a sedersi e a non lasciare segni e gocce..... È molto piccolo il posto ed ha una atmosfera familiare ma fa freddo, siamo solo a 600 m di altitudine ma tanto basta, e i serramenti non sigillano bene. Il letto è molto duro ed alla fine comunque non riposiamo molto. Al mattino riisalutiamo la coppia di simpatici Giap che abbiamo incrociato ieri prima di andare all'onsen, sono di Kawasaky, a pochi km do Tokyo e vanno in auto verso Nord, in un villaggio tradizionale dal nome impronunciabile. Noi invece andiamo a Yokohama, non lontano da Kawasaky e da qui intendiamo visitare Kamakura, altro sito Unesco. Partenza 8,10 arrivo a Yokohama 10,23. In questo lasso lasso di tempo usati 4 treni, conoscendo a priori il binario e l'orario al minuto di arrivo e il binario e l'orario di ripartenza attraverso il sito hyperdia. Circa 10 min di intervallo per ogni cambio treno/metrò. Tutto, inutile dirlo, come da libretta rispettato al secondo. L' hotel di Yokohama invece è di super comfort per i nostri standard, è vicinissimo alla stazione del treno e col senno di poi potrebbe essere stata una soluzione valida anche per la visita a Tokyo. Non c'è soluzione di continuità infatti tra Yokohama e Tokyo, potrebbe tranquillamente farne parte, l'area urbana di Tokyo è grandissima ed anche andando verso Nikko abbiamo viaggiato per diverse decine di Km in aree urbane prima di intravedere uno scorcio di campagna. Fine mattina e pomeriggio quindi visitiamo Yokohama dopo aver cercato una banca per cambiare del denaro. Consumiamo a pranzo un piatto Bento (pronto) come un qualsiasi impiegato Giap, sulle panchine del Minato Mirai, la zona dei vecchi docks e del porto riconvertito in chiave moderna in centro polifunzionale. Poco lontano, la ruota panoramica e alcuni ottovolanti in stile parco divertimenti. Yokohama è la città della birra in Giappone e quindi non può mancare l'Oktoberfest Nipponico, in tutto e per tutto sembra il fratello scemo di quello di Monaco, coi capannoni e tutto il resto, arrostiscono wurstel e sono anche vestiti da contadini Bavaresi. Orribile. Molto ben ristrutturato invece il vecchio terminal passeggeri, un molo lungo qualche centinaio di metri sul mare con forme ondulanti rivestito da assi di legno come fosse il ponte di una barca di legno, con panchine e prati, dal quale godersi lo skyline della città da un lato e il mare, il porto dall' altra. Poi rientriamo in hotel per il checkin ed un riposo pomeridiano, il primo da quando siamo qui, sfatti ancora una volta dalla fatica. Ci risvegliamo a stento e andiamo a cena cercando un ristorante (erroneamente indicato su lonely planet, ma trovato improvvisando... Un Nippo non l'avrebbe trovato...) non lontano da Chinatown, altra zona alla quale dare un'occhiata nella passeggiato postcena. Gli okonomiyaki (non sapendo esattamente di che si trattasse) che abbiamo ordinato, erano un po troppo abbondanti e quindi, la passeggiata, anche se poco istruttiva, si rivelerà necessaria. Buonanotte...
<-------> Email: Mifune @ .

Autore del messaggio: franco da Torino
lasciato il 6/10/2015 ore 14:47

Messaggio:
scari ragazzi vedo che fino ad ora procede molto bene .Sono sbalordito da questa efficienza giapponese(sembra di essere in italia)un abbraccio da gecchi (la pressione va molto meglio)
<-------> Email: zarba francesco@gmil .com

Autore del messaggio: Ma da Lancia
lasciato il 6/10/2015 ore 12:55

Messaggio:
Tra qualche minuto accederò al quitz OA, ma nel frattempo mi perdo nei vostri racconti sempre molto ben dettagliati ed emozionanti.
<-------> Email: Ma@RDS.it

Autore del messaggio: Ga da Nikko
lasciato il 5/10/2015 ore 21:8

Messaggio:
Lunedi 6/10/2015: non è solo la puntualità dei treni che impressiona, ma il fatto che un viaggio in treno in Giappone, ma forse ovunque, contenga un sottinsieme di tutti gli elementi che caratterizzano un paese e, in qualche modo, ne evidenzi la natura. Così, dalla stazione iper affollata si arriva al binario dove a folla si dispone ordinatamente in fila, distribuendosi per classe carrozza e sedile. All'arrivo dello shinkansen al binario dopo aver rapidamente evacuato le carrozze, i passeggeri si allontanano secondo tracciati prestabiliti, sale sul treno la squadra delle pulizie che attendeva militarmente sulla banchina con aspirapolvere e altri strumenti di pulizia in mano, e nel giro di un paio di minuti aspira il vagone, gira i sedili nella direzione di ripartenza, spolvera i tavolini, tutte le operazioni si svolgono ad una velocità impressionante, sembra quasi un monito per chi sta andando in ufficio.... Al termine dell'operazione la squadra si raduna innanzi al treno, fa una sorta di saluto e abbandona la banchina, verosimilmente in direzione del prossimo vagone da pulire. La scena è eloquente rispetto a come intendano le cose debbano funzionare, ma appare chiaro come lo stesso modello sia difficilmente esportabile ove non ci si identifichi completamente con una squadra, una azienda, o un'altra collettività qualunque. Straordinario e orripilante al tempo stesso. Comunque oggi ci siamo spostati a Nikko, in treno appunto. Dopo aver fatto colazione e checkout, lasciato l'hotel e ripetuto il tragitto di ieri in navetta per la stazione e arrivati a Nikko nel giro di un paio d'ore abbiamo lasciato i trolley al Nokkorisou backpackers e ci siamo dati subito alla visita di questo patrimonio Unesco. Templi, alla fine sempre di questo sì tratta, ma in uno scenario semi móntano, infatti fa più fresco e umido che in città (600 m. Altitudine). Molto interessante anche se alcuni di questi sono in permanente restauro. Prima di ritirarci incontriamo chiare, ragazza giovane di Treviso che vive a Londra ed alla prima esperienza di viaggio da Sola in Giap, solita scena qualche frase in inglese prima di riconoscersi come Italiani. Camminiamo qualche km insieme lungo il torrente sul sentiero con i busti dei monaci, prima di darci l'arrivederci visto che seguiremo lo stesso tragitto nel paese. Lei rientra a Tokyo stasera. Noi invece andiamo a fare un bagno in un Onsen qui vicino... E poi a cena nuovamente ripiegando nell' unico posto aperto nelle vicinanze ( buono) mangiato Gyoza, Dumplings, pollo limone e Maiale veg , tutto o quasi cinese.
<-------> Email: Ga@giap.jp

Autore del messaggio: Naka Tano da Tokyo
lasciato il 5/10/2015 ore 20:34

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Domenica 5/10/15. Sveglia ore 7,00 circa, facciamo colazione ed usciamo con la navetta del Toyoko inn per la stazione. Abbiamo fatto un piano di massima per la ripartenza di domani per Nikko, ma non abbiamo molta confidenza con la japan rail e quindi proviamo a fare la prenotazione alla stazione (non sarebbe necessaria col nostro pass ma... ). Tutta l'operazione costa poco più di trenta secondi ed usciamo coi posti prenotati per domattina. Sempre in jr metropolitana ci rechiamo quindi al tempio Meiji Jingu shrine. Tokyo ha molte sfaccettature e lascia spesso i grattacieli e le strade soprelevate che li intersecano, per dare spazio a giardini ed angoli che trasudano pace e calma nello spazio di poche decine di metri. Il Meiji jingu ê uno di questi. Il tempio shintoista di maggio imponenza a Tokyo è molto frequentato, sia da turisti che da Giap, consumano il culto con la pragmatica efficienza Giap, abluzione mani e sorso d'acqua alla fontana antistante l'ingresso, lancio della monetina una volta di fronte all'altare, nell'apposito raccoglitore, breve preghiera, doppio battito di mani e amen. Durata dela pratica, due minuti e mezzo circa. Sono maestri di efficienza anche nel culto... Finita la visita al tempio, a piedi raggiungiamo il quartiere di Aranjuku, dove le griffe della moda internazionale e i giovani artisti locali si spartiscono due zone adiacenti facendone un posto curioso ed interessante. Ci imbattiamo in un altro tempio in un matrimonio e ne seguiamo una parte del rito di approccio al tempio. Camminiamo anche oggi per l'intera giornata e decidiamo di raggiungere a piedi un giardino dove dovrebbero esserci raduni di gitanti e festaioli domenicali vicino allo stadio del baseball, ma, delusione, ci troviamo un cantiere e quindi la nostra merenda sinoira a Yogurt viene tristemente consumata su una panchina. Prima di stramazzare al suolo rientriamo in hotel, ma non prima di aver ancora camminato qualche km per raggiungere la stazione metro più vicina. Cena nuovamente vicino hotel, tentato ristorante di Sushi vicino ma nuovamente chiuso, forse definitivamente?, ripiegato per stanchezza in uno dei pochi aperti isolato vicino ( meno interessante di quello di ieri).
<-------> Email: Naka@Ti.it

Autore del messaggio: IO GRUGLIASCO da Grugliasco
lasciato il 5/10/2015 ore 11:57

Messaggio:
Cari Lory e Tano, anche noi leggiamo con piacere che tutto procede per il meglio !!!! Qui tutto ok vi pensiamo. Buon divertimento A.


http://io.grugliasco.it
<-------> Email: io.noi@grugliasco.it

Autore del messaggio: eppo da Casa
lasciato il 5/10/2015 ore 8:45

Messaggio:
Bravi ragazzi, vi leggiamo e siamo lì con voi! Qui tutto bene, sempre in apnea per poi squagliarsi il fine settimana. Oggi è lunedì e si ricomincia!!! Buona vacanza!!!
<-------> Email: a@tin.it

Autore del messaggio: LoTa da Edo
lasciato il 4/10/2015 ore 0:11

Messaggio:
Sabato 4/10/15. Sveglia al naturale. Quello che era citato come una distribuzione di pane e caffè in hotel si rivela una vera e propria colazione. Bene. Usciamo quindi non oltre le 9 del mattino e a piedi ci dirigiamo verso Tokyo station, non è la stazione più vicina ma è in direzione del mercato del pesce, nostra prima meta di oggi. La sensazione è quella gia provata ieri, tutto molto ordinato, segnaletica, non una piastrella fuori posto, non un semaforo difettoso. Abbiamo avuto la tentazione di passare qualche rosso ma nessuno lo fa e quindi... controlliamo bene che non ci veda nessuno. Scherzo... Il mercato del pesce è molto variopinto ed è forse il più grande al mondo. Interessante. Intorno un sacco di ristorantini di Sushi con coda davanti ma è ancora presto e il nostro stomaco ancora non reclama cibo. A piedi ci rechiamo ad uno dei giardini di caccia di uno dei tanti Shogun, poco lontano, Rikyu onshi teien, (Lori ha studiato a tavolino un itinerario giorno x giorno per vicinanza ed interessi). Il giardino è molto bello, curatissimo, con piante molto belle, laghetti ed una casa da te antica, dove assaggiamo un te preparato tradizionalmente accompagnato da dolcetti di riso, servito su tatami. Particolare il contrasto tra la tranquillità del luogo in cui ci troviamo e l'intorno dei grattacieli e del traffico. Lasciato il giardino studiamo di recarci a Rappongi hill per visitare altri due templi e il famoso Museo Mori arte contemporanea al 52/53 piano del grattacielo omonimo. Sperimentiamo il metro privato per recarci nei dintorni di Rappongi, ma non abbiamo ancora del tutto compreso come interpretare la segnaletica e la ricerca della stazione ci costa qualche fatica. Inoltre la città è veramente tentacolare, anche il piano stradale oltre che quello pedonale si sviluppa su n livelli e non è sempre immediato capire come muoversi. Anche arrivati a Rappongi per una inversione tra le cartine, che sono quasi tutte in Giapu, e quindi si viaggia senza riferimenti dei nomi ma solo per somiglianza topografica, visitiamo altri due templi che però non sono quelli che pensavamo. :-( invertendo la cartina si sovrappongono per posizione topografica perfettamente ai nostri e così ci rendiamo conto dello scherzo solo dopo aver percorso a piedi diversi km. Pazienza. La cosa bizzarra è che anche le spiegazioni sulla guida vagamente coincidevano. Rischi del mestiere. (Pranzo con Ramen con macchinette e aiuto della signora per l'uso). Il museo d'arte Mori invece offre una bellissima vista sulla città a 360 gradi ma poco d più dal punto di vista della collezione artistica. Quando usciamo è ormai buio e siamo a pezzi, riprendiamo il metro e rientriamo prima di cena. Avremmo intenzione di cenare nei pressi dell'hotel ma la ricerca non è semplice ed alla fine dopo aver desistito diverse volte entriamo in un posto molto piccolo anche invogliati da un cliente che vedendoci fuori a cercare di decodificare il menù esce da ristorante, parla un po di spagnolo e ci alcune indicazioni. Dentro anche il ragazzo parla un po di italiano e i menù sono anche un po in inglese ma subito si capisce con traduzioni bislacche. Non fanno sushi come cercavamo, ma un po di sascimi è posssibile, chiedo di vedere il pesce. Non so, quindi decidiamo di provare. Il posto è molto carino ed alla fine mangiamo bene, sascimi buonissimo di ricciola, sgombro e orata?. Ceasar salad, tempura di verdure e patata condita. 3 birre 2 sakè e quando usciamo anziché arrivare al nostro albergo andiamo ad un toyoko inn poco lontano, ma non è il nostro e siamo usciti senza Ipad, cartine e guida). Entriamo a chiedere aiuto ma dicono che nei paraggi e si chiamano tutti nihoanbashi qualcosaltro, ce ne sono diversi. Non siamo preoccupati, sappiamo comunque di non essere lontani e abbiamo ancora i telefoni come ultima risorsa, ma stanchi si. Alla fine, efficienza giapponese, trovano la nostra prenotazione e capiamo quale sia la meta, ritroviamo la strada di casa, cinque o sei isolati da dove siamo. Bella giornata. Baci a tutti.
<-------> Email: Lota@ta.it
 
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