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[lascia un messaggio] SONO PRESENTI 312 MESSAGGI..........

Autore del messaggio: ZORRO da COLLEGNO
lasciato il 4/12/2014 ore 15:40

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buon Rientro a casa, non vediamo l'ora di rivedervi e riabbracciarvi Z.


http://ZORRO.ANTO@NOITUTTI
<-------> Email: ZORRO.ANTO@NOITUTTI

Autore del messaggio: Giap da Pakse
lasciato il 4/12/2014 ore 10:36

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A costo di sembrare monotono, ribadisco che la cosa che sicuramente porteremo via dal Laos è il ricordo delle sue strade: un po perché mai come in questo viaggio abbiamo percorso tutto il paese via terra, senza mai volare, e un pò perché anche una volta arrivati a destinazione ci siamo mossi moltissimo in scooter, facendo nostro ogni granello di sabbia sollevato dagli altri mezzi e ogni buca schivata. E anche qualcuna non schiavata. Ma a parte questo, viaggiare in strada in Laos è molto tranquillo e piacevole su quasi tutte le strade, sarebbe certamente un viaggio abbastanza facile da affrontare anche in bicicletta. E poi i la vita dei villaggi, ancora una volta, si snoda tutta lungo le strade. E così anche oggi ci siamo messi in marcia per la bella strada che collega Pakse a Champasak, un paesino a trenta km da qui, che si trova non lontano dal sito archeologico Khmer wat Phu, il più importante sito archeologico Laotiano. Non a caso ci troviamo a poca distanza in linea d'aria da Angkor Wat in Cambogia, il sito che visitiamo oggi è dello stesso periodo storico. La strada è molto bella e tranquilla, incastrata tra una bassa catena montuosa e il Mekong. Si viaggia tra risaie e bufali e mucche al pascolo. Per strada sempre il medesimo guazzabuglio di capre galline bimbi in bici verso la scuola, motorette e qualche maiale. La giornata è molto bella e fa caldo. Decidiamo di fare prima il sito e iniziamo dal museo, dove una signora Italiana scatta foto con l'ipad a tutti i cartelloni segnaletici, fuori il marito sta tirando le cuoia per un calo di pressione al ritorno dalla visita dei reperti che sono in cima ad un vialone che termina con una serie di scalinate davvero ripide. Lo salviamo con due pastiglie Leone alla cannella, scambiamo quattro chiacchiere su ciò che abbiamo visto e iniziamo la visita del sito. Fa un caldo davvero tremendo e anche se fra qualche giorno ci mancherà molto, le scale diventano presto molto faticose e poi stiamo affrontando la parte più dura tra le 11 e le 13,30 circa. Il sito è davvero bello e da sopra la vista spazia per tutta la pianura del bacino del Mekong. Comunque ne usciamo molto meglio dei signori di Genova incontrati prima. Mentre usciamo arriva un gruppo piuttosto avanti con l'età che si appresta ad iniziare la visita... Non li vedo bene... Lasciato il sito facciamo un giro per la vicina Champasak e ci fermiamo per pranzo in un posto molto bello lungo il mekong per pranzo. Bellissima la terrazza su l fiume e il patio, pessimo servizio e cucina. Facciamo ancora un giro per il paese e poi ci rechiamo all'imbarcadero, vogliamo attraversare il fiume per rientrare a Pakse dalla strada sull'altro versante. Mentre scendiamo sulla sponda del fiume tutti ci indicano delle microzattere poste a lato di un barcone che secondo me è quello pubblico, con sopra già un carretto. Io tiro dritto e salgo sul ferry boat pubblico ma continuano a indicarmi le altre barche ed a chiedere una cifra che mi sembra un po alta. Però intanto altre motorette vanno verso i barchini fino a formare gli equipaggi richiesti e partono. Ci rendiamo conto presto che il grosso barcone col carretto e il nostri scooter non partiranno mai e allora cediamo alle richieste per attraversare. Non siamo obbligati, potremmo tornare anche per la stessa strada, ma ce una luce bellissima, è quasi prossimo il tramonto e vogliamo attraversare il Mekong in barca. Peccato che ci carichino su una lancia (Long tail boat) a fondo piatto, io Lori lo Scooter e il pilota. ridiamo per la situazione e ridono anche i locali. Comunque tutto bene, bello l'attraversamento del fiume, e rientriamo in città felici per la bella giornata trascorsa. Torniamo a cena da Corrado della trattoria italiana e trascorriamo anche una bella serata, ci nutre e ci illumina anche su alcuni aspetti di costume della società Laotiana che ancora ci sfuggono. Buona Notte a tutti. TimFra, mi dispiace molto che il Green elefant abbia avuto tale devastante effetto, deve essere molto cambiato tutto li, infatti all'epoca non era un posto da gruppi, anzi non ricordo nemmeno i gruppi. Noi siamo riusciti a mangiarli a Vientiane, ma penso che potrebbe non essere la stagione giusta, altrimenti ne avremmo visti credo molto di più avendo fatto un mese di fiumi vari. Spero che almeno le caramelle al tamarindo le diano sempre... A presto.
<-------> Email: Giap@pippo.it

Autore del messaggio: Tim & Fra da Nyaungshwe
lasciato il 4/12/2014 ore 2:58

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Ciao carissimi Prima di tutto dobbiamo ringraziarvi perché ci siamo scompisciati dal ridere leggendo i vostri racconti, quelli condivisi con noi ma anche gli altri! Dopo tre giorni a Bagan stragoduti e una tappa breve a Monywa siamo stati tre giorni a Mandalay - girata bene in bici - e dintorni. E la terza sera, alla disperata ricerca dei gamberoni di fiume siamo andati al green elephant, dove nel menu effettivamente trovo i "river prawn" nel menu e inizio a rilassarmi. Solo che 10 min. dopo l'ordinazone e di intensa salivazione, ci viene a dire il cameriere che non ne hanno - e qui dovevamo capire che non era destino, che sarebbe stato il caso di alzarci e andare a mangiare al chxxxfojinight market in strada... Ma siamo rimasti e abbiamo mangiato accanto ai grupponi scaricati dai pulman. Forse il cuoco non era in forma quella sera, il cibo non era niente di speciale, e faceva freschino la sera, forse troppo... Il seguito è stato questo: la Fra ha passato la notte con la testa nella tazza. Probabilmente meno per il cibo stesso ma per il freddo e tutto l'insieme. Il giorno dopo ci siamo spostati a Kalaw, Fra stava un pò meglio per cui abbiamo organizzato il trekking che volevamo tanto fare, in tre giorni al lago Inle. Il primo mattino di marcia (tra L'altro con un passo assai sostenuto con Ko Min, una guida eccellente, altro che la nostra pippa di Phongsaly. Questo oltre al sacco del pranzo si portava pure la Fra in spalla se glielo chiedevamo😉) è andato bene, la Fra si sentiva in forma, ma dopo pranzo è crollata e siamo dovuti tornare a Kalaw, un'altra notte in bagno, stavolta con diarrea. Abbiamo capito che era il caso di prendercela con calma, ci siamo goduti un viaggio in treno a Nyaungshwe. Vi terremo aggiornati, un abbraccio forte, Tim & Fra
<-------> Email: tim-fra@phongsaly.lao

Autore del messaggio: Pay Now da Pakse
lasciato il 2/12/2014 ore 12:13

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2/12/12 Oggi ci siamo aggrgati all'ultimo momento ad un tour sull'altopiano di Bolaven. Bello il percorso, visitato subito le cascate di tadFane, due salti di qualche centinaio di metri in una specie di cratere, e a seguire una fattoria in cui ci sono piantagioni di te e caffè. Il paesaggio è bello, si susseguono villaggi e infine ci fermiamo in uno di questi. Il comitato di accoglienza è composto da diverse decine di bambini sporchissimi e vivacissimi, si capisce che sono abituati a questo tipo di accoglienza e subito chiedono penne, bon bon, qualcuno soldi, ma senza troppa veemenza. Facciamo un giro per il villaggio noi ne abbiamo già visti qualche decina, ma qui siamo con un gruppo e quindi ci vedono in maniera diversa.... La nostra Guida, l'autista del furgone, che parla inglese come Rino Gattuso, ma senza l'accento calabrese, ci spiega a tentoni di alcuni riti che vengono messi in atto quando si mangia il bufalo al villaggio, mettono la testa dell'animale su una specie di totem e lo fanno girare per tutte le famiglie del villaggio, dopo le corna restano nella piazza centrale a futura memori, poi si mangia, si danza e si fuma, com nelle migliori tradizioni. Alcuni ragazzi del gruppo comprano penne e quaderni e caramelle da distribuire ai bambini, rendendoli famelici come i pirana, anche se questi hanno tutta l"aria di non averne mai visto uno di quaderno. Probabilmente non è così, oggi è festa e comunque non sarebbero a scuola, ma non sappiamo... Proseguiamo fermandoci a pranzo alla cascata di Tad Lo, e il villaggio circostante e ripartiamo sotto un acquazzino (acquazzone di pioggia sprai). Ripartiamo per fermarci poco dopo ad un altro villaggio dove si comprano tessuti e sciarpe. Poi ancora ultima cascata e ritorno. Nel complesso bella gita, tutta sotto nuvole vagamente minacciose, ma l'altopiano di Bolaven è solitamente piovoso a Dicembre, quindi possiamo dire di essere stati fortunati...
<-------> Email: Please@.

Autore del messaggio: G. da Pakse Laos
lasciato il 2/12/2014 ore 12:12

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Qualsiasi eremita invitato a pranzo da nonna abbandonerebbe immediatamente l'eremitaggio e penserebbe di aver sprecato un sacco di tempo da solo... Non ho capito a quale eremita di riferisci comunque. Di a nonna che noi ripartiam da Bangkok il sabato sera alle 20.40 e poi da Dubai a non so quale ora, ma arriviamo a Malpensa intorno alle 7.15 di domenica. 1/12/14 La cronaca di ieri: giornata di viaggio con poche amenità da segnalare, tranne che alle 8.00 al terminal dicono che il bus delle 8,30 non c'è più x incidente e quindi si parte alle 10.00 e ci indicano un bus chicken già carico per tutta la sua lunghezza con 1 m almeno di masserizie sulla bagagliera esterna. Anche l'interno sul retro è già tutto pieno di merci, lasciamo gli zaini e troviamo due posti in quello che mostra tutti i segnali di un viaggio "affollato". Aspettiamo a terra finche non mi accorgo che ci sono due signori Lao seduti nei nostri posti, salgo Li invito educatamente a scomparire, guardando in giro per vedere dove abbiano spostato felpa e cappello ad occupare i posti. Da nessuna parte, vi si erano seduti sopra. Ma la mia mossa fa capire a tutti gli altri che è il momento di accorrere ad accaparrarsi i posti perché tra qualche istante saremo talmente pieni da non riuscire a salire. Altri ragazzi inglesi meno determinati di noi infatti nonostante avessero occupato i posti riusciranno a conquistare solo i soliti seggiolini di plastica. Tanto son giovani.... Una volta assodato di chi sono i posti scendo x l'ultima pipi prima di partire e vedo una moto che punta verso la scaletta del bus. Il sospetto si trasforma in certezza quando al ritorno anche la moto è sul bus e devo scavalcarla oltre ad una serie di altri passeggeri per raggiungere il mio posto. Poco male, appena il bus parte un paio di passeggeri si siedono sul sellino della moto, due posti in più. Per il resto il viaggio si svolge tranquillamente, è una strada di pianura abbastanza buona senza saliscendi. Non c'è grande paesaggio. Alle 17,30 circa siamo a destinazione dopo un centinaio di fermate per far sali/scendere persone e merci. Cercano di scaricarci al terminal a 7 km dalla città, io so che è il terminal dei bus perchè lo vedo dalla mappa su ipad, ma altri viaggiatori pensano che possa essere una forzatura per indurci ad usare i tuk tuk a pagamento per arrivare in città (cosa che peraltro avviene ovunque) e si ammutinano, ci uniamo anche noi alla protesta e invitiamo a lasciarci al terminal più comodo in città. Salgono diverse persone a cercare di convincerci che devono scaricarci qui, ma la resistenza continue e alla fine a malincuore il bus riparte scaricandoci infine dopo la rotonda circa 6 km più avanti. Arrivati sfatti in albergo e cena alla trattoria Italiana, presi per debolezza dopo tre settimane di Lao. Spaghetti alla carbonara, pasta e pomodoro, pure buoni, e insalata di pollo. Simpatico Corrado il proprietario. Baci
<-------> Email: G.@

Autore del messaggio: alex alex da torino
lasciato il 1/12/2014 ore 16:24

Messaggio:
ciao zio,siamo sempre felici di leggere i vostri messaggi,ci mancate tanto tornate presto,non vediamo l'ora di sentire i vostri racconti e di vedere le foto però,perfavore,non portate con voi l'eremita,non credò che la cucina di nonna maria lo soddisferebbe e di conseguenza potrebbe anche rinchiudersi in cantina e ci denuncerebberò per abuso immobiliare. UN BACIONE,ale. P.S. nonna vorrebbe sapere il vostro preciso giorno e orario sia di partenza che di arrivo.


http://io vagabondo.it
<-------> Email: alex@tiziostrano.it

Autore del messaggio: Tanx.it da Thakhaek domani Pakse
lasciato il 30/11/2014 ore 13:0

Messaggio:
Anche oggi abbiamo il nostro finto obiettivo nel raggiungere una leggendaria laguna azzurro/verde ad una cinquantina di km da Thakhaek, trenta di strada statale 13 e venti circa di strada a detta della guida, molto accidentata. Siamo svegli di buonora, le prime ore del mattino sono anche quelle in cui ci documentiamo, facciamo i piani per le prossime tappe etc. E così stamani alle 6 circa prenotavamo su internet l'albergo di Pakse, l'acquisto del biglietto del bus lo abbiamo performato ieri sera a cena presso lo stesso posto nel quale stavamo cenando, cerchiamo insomma di ottimizzare i tempi. Siamo organizzati e non oltre le otto del mattino siamo in strada già colazionati. I primi trenta km di strada sono molto statale, oggi è domenica non c'è molto traffico, ma comunque anche nel quotidiano il traffico è sempre tale da riuscire a godersi la guida in moto, la gente comunque tranne in qualche caso raro va molto piano, con qualsiasi mezzo, moto, auto o camion che sia. Imboccata la strada laterale invece si concretizza la magia dei villaggi in cui si percepisce una calma assoluta, tutti sorridono e salutano al nostro passaggio, un aspetto che era un tempo la regola viaggiando in asia ed ora va perdendosi man mano che le persone si abituano alla presenza degli stranieri. Qui in Laos invece sembra che questa regola ancora resista almeno nei villaggi fuori città. C'è da dire che in assoluto anche nei luoghi molto turistici come Luang Phrabang o Vang Vieng non abbiamo mai percepito nessun tipo di aggressività nel trattare i turisti, cosa che altrove invece è una consuetudine. Lo confermano anche molti viaggiatori che arrivano magari da Vietnam o Tailandia e Cambogia, noi di questi altri paesi ne abbiamo ormai un ricordo lontano. Comunque è certo che la pratica della trattativa spietata che nei paesi circostanti è consuetudine, qui in Laos non esiste quasi. Il costo di questo relativo relax è che tutto costa qualcosa in più che negli altri paesi, almeno così sostengono gli altri viaggiatori. Io immaginavo che il Laos fosse invece in virtù del fatto di essere in coda allo sviluppo economico al quale è soggetta tutta l'area del sud est asiatico. Comunque, buone vibrazioni lungo il tragitto, sempre belli, abbastanza ordinati e dignitosi i villaggi che attraversiamo e sullo sfondo sempre le solite montagne di limestone a formare i profili più bizzari. Dulcis in fundus, la laguna è molto bella e contrariamente a quanto ci si aspettava, un solo ragazzo di qualche villaggio qui intorno a fare il bagno che se ne va poco dopo. Non riusciamo a percorrerne il periplo a causa della presenza di una famiglia di bufali d'acqua che pur non essendo aggressiva ci fa desistere dall'avvicinarci troppo, hanno dei piccoli e quello più grosso ci guarda insistentemente, capito, si torna indietro.... Comunque dopo circa mezzora di laguna, intorno alle 11, iniziamo pian piano a tornare, non facciamo il bagno anche se abbiamo il costume. Il pezzo di sterrato non è poi così distrutto, a parte un piccolo pezzo, il che vuol dire tenere una velocità maggiore, ma anche essere sistematicamente sommersi di polvere al passaggio di tutte i pickup che la percorrono in velocità. Ci soffermiamo ancora in qualche villaggio facendo qualche deviazione dallo sterrato principale, alcune soste fotografiche e alcune per acquistare acqua lungo la strada verso la città, e alle 14 circa pranziamo lungo il Mekong. Rientriamo in hotel (molto bella la guesthouse, Villa Thakhaek, camera su patio pieno di piante ornamentali, camera grande e pulitissimo, 23 $ a notte su Booking. No breakfast) doccia e riusciamo per aperitivo sempre su Mekong. Non si ripete la magia rossa di ieri sera se non in parte. E tra un po saremo pronti a riuscire per cena... Vita da bbestia... Un abbraccio, non so se si capisce che stiamo bene, stiamo cominciando ad abituarci.... Saludos....
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gaetano da Thakhaek
lasciato il 29/11/2014 ore 13:27

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Abbiamo rinunciato a fare il giro di tre giorni in moto da Thakhaek a malincuore e, ancora stamani, se non avessimo già qui in hotel pagato le tre notti, ci avremmo ripensato. Già, perché sicuramente, la cosa che ci porteremo via da questo viaggio saranno i nostri giri in motoretta per le strade meno frequentate del paese, tra campi di riso e formazioni carsiche molto scenografiche. Naturalmente queste formazioni sono disseminate di caverne, che quasi sempre, nel modo buddista, sono trasformate in luoghi di culto e di pellegrinaggio. È questo quindi il filo conduttore principale di queste gite, una sequenza di cave (ne abbiamo già viste credo tre dell'elefante, scorgendo la formazione dalla quale prende il nome una sola volta), qualche pozza d'acqua dove possibile bagnarsi e poco altro. Spesso delusi o poco incuriositi dall'obiettivo ma mai da quello che è il nostro vero obiettivo, avere una scusa per effettuare quel tragitto. E così pur avendo rinunciato ad effettuare il giro, stamani abbiamo affittato la nostra bella honda110 cc, preferendola agli scassoni cinesi, e siamo partiti per la nostra sequenza di caverne. La prima, molto piccola ma moto affascinante che abbiamo raggiunto, è stata scoperta da circa dieci anni da un affamato signore in cerca di pipistrelli da arrostire. Si è arrampicato sulla parete rocciosa da dove vedeva uscire le bestiole e ha scoperto una grotta disseminata di Buddha antichi, oltre 600 (tham pha fa). È stata trasformata in un tempio molto sacro, luogo di pellegrinaggio molto affascinante. La seconda grotta (xieng li ap) non aveva nessun particolare pregio se non essere la fonte del fiume Don e nella quale siamo stati accompagnati da due bimbe giovanissime imprenditrici. Pranzo lungo la strada con solita zuppa di noodle alla quale l'aggiunta di una punta di peperoncino ha commosso entrambi per buoni 40 min. E ritorno con fermata all'ultima grotta dell'elefante appunto (xang) che era niente di che e nemmeno abbiamo visto l'elefante, ma come dicevo in principio, poco importa, il villaggio dal quale era circondata era molto più interssante della grotta stessa. Rientro in città quindi con fermata alla stazione dei bus per prendere orari per la partenza per Pakse per dopodomani e allungamento per aperitivo con tramonto spettacolare sul Mekong. Totale percorsi almeno 120 km, sudati e impolverati come due calamari in pastella, dietro la sponda Tailandese si accende il cielo di un rosso straordinario e spegne la luce su una giornata da ricordare. Stiamo bene, fa sempre più caldo .....
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: francesco da tirino
lasciato il 29/11/2014 ore 10:26

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carissimi ragazzi ormai siamo alla fine del viaggio, abbiamo voglia di vedervi e abbracciarvi.Divertitevi in questi ultimi giorni che vi rimangono.Salutoni Franco eGecchi
<-------> Email: zarba franceso@gmail.com

Autore del messaggio: G.L. da Tra Vientiane e thakhaek
lasciato il 28/11/2014 ore 15:27

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Sul secondo Vip, che ci porta da Vientiane a Takaek la stragrande maggioranza dei passeggeri è Laotiana. Ci siamo soltanto noi e alcuni ragazzi spagnoli tra gli stranieri. Non siamo noi a fomentare ma in capo a qualche minuto dopo aver effettuato tutto lo scambio per i reciproci posti siamo in formazione perfetta e lasciamo Vientiane con puntualità svizzera. Speriamo.... Il bus sembra un luna park, è un vero Vip con altoparlanti tuning che sparano musica tecno a volume altissimo. Anche l'arredo interno sembra un bordello turco di inizio 900 (almeno io me li immagino così). Comunque a prima vista è sicuramente il mezzo più di lusso incontrato finora. Del resto siamo nella capitale. Vientiane non si può certo definire una bella città anche se dalle descrizioni di chi cera stato molti anni fa credo sia molto migliorata. Ci sono comunque tutti i segnali di una città, capitale di un paese in rapida crescita, con ritmi ancora molto blandi, ma che, può risultare frenetica e caotica se paragonata, al nord, fatta eccezione per l'asse Luang Phrabang- VangVieng - Vientiane. Il fatto che V. non abbia le bellezze di Luang Phrabang non significa comunque che non sia interessante. Il soggiorno è stato comunque pieno di spunti piacevoli, visita templi e musei importanti, quelli non mancano mai, massaggi, saune e altre cucine orientali provate, tra cui la coreana (da sottoporre ad altro test), e stamani mercati, sia fresco che coperto. Per il resto grandi highlight su Vientane non ve ne sono, e quindi ci risentiamo da Takaek. PS: superlativo sia il massaggio che la sauna in questa tappa. Sconveniente la scelta dell'hotel, nuovo ma un po fuori mano rispetto al centro città. Connessione a Internet, che in zone molto più remote funzionava discretamente, qui ballerina al limite del sopportabile non solo in hotel ma sembra in tutta la città. È vero che fino a poco tempo fa si viaggiava con a bordo solo la Lonely Planet, ma internet aggiunge un livello di comodità al viaggio al quale, una volta abituati, difficilmente si rinuncia.
<-------> Email: @.
 
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