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Autore del messaggio: SimonFala da ManiaraLake
lasciato il 18/10/2019 ore 20:27

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Tanzania Maniara Lake NP. 4/9/2019 anche la colazione ottima in Marere lodge ed alle 8.00 siamo gia in strada. Dopo aver ripercorso a ritroso la strada di ieri e fermati ad osservare il lago Maniara dall'alto, entriamo nel parco. La prima parte è una foresta umida, popolata da varie specie e vari tipi di scimmie. Perlopiù intente a spulciarsi a vicenda, assistiamo e fotografiamo molte scene di vita familiare. Il parco ha habitat abbastanza diversi da ieri e si vedono in generale meno animali. Ma la sorpresa di oggi è che riusciamo a vedere gli ippopotami, quelli in movimento da molto lontano, ma uno fa la siesta semi sommerso proprio sotto di noi. E' senza dubbio questa la particolarità della giornata di oggi, riusciamo ancora a vedere alcune famiglie di elefanti, una anche da molto vicino. Infine rientriamo in hotel, al Buganvillea, non è bello come l'altro ma è comunque confortevole. Poi io ed i ragazzi usciamo per una passeggiata fino a Karatu, facciamo un po di giri, passiamo dentro quel che resta del mercato e poi rientriamo in buganvillea Lodge in TukTuk.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Jambo Jambo da Tarangire
lasciato il 18/10/2019 ore 20:22

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Tanzania Tarangire NP 3/9/2018 Alle 8 in punto William ci aspetta in GH, partiamo per recuperare i ragazzi, Simone e Francesca, arrivati stamattina presto, immaginiamo sia una giornata lunga per loro. Li incontriamo di fronte ad una GH di Arusha, dove li hanno portati a riposare un paio d'ore prima di partire, e infatti hanno una buona cera, nonostante la stanchezza del viaggio. Conosciuto quindi Bakari, che ci guiderà nel giro, Salutato William, ci mettiamo in marcia verso il parco di Tarangire, meta di oggi. Poco dopo l'entrata nel parco si iniziano a vedere animali, dapprima in lontananza, poi sempre più vicini, gazzelle, impala e poi subito arriviamo ad una pozza d'acqua che subito ci regala un set stupendo, zebre, gnu, giraffe ed elefanti ad abbeverarsi a turno. Iniziamo a scattare foto freneticamente, siamo tutti molto eccitati, i colori sono bellissimi. La sosta dura circa un'ora, poi continuiamo il giro, continuando ad incontrare giraffe, gruppi isolati di elefanti e zebre, varie tipologie di gazzelle ed impala. Fino a vedere da molto lontano una coppia di leoni, in accoppiamento, ma da molto lontano. Poi ci fermiamo a pranzo in uno dei posti deputati a fare i picnic. Dopo pranzo riprendiamo il game drive, continuiamo a vedere animali, fino ad incontrare un altra coppia di leoni. Questo è il periodo degli accoppiamenti e quindi maschio e femmina stanno insieme per circa una settimana. Ad un certo punto la leonessa si allontana e va a puntare un gruppo di gazzelle molto lontane e poco dopo anche il leone la segue. Le gazzelle però sono gia in allarme, anche tutte le auto si posizionano in favore della potenziale scena di caccia, ma non va a buon fine, anche perchè le gazzelle erano veramente distanti. A fine giro, super soddisfatti ci portano in Marere lodge, poco dopo Mto Wa Mbu. Molto bello anche il lodge. Prima giornata di safari superlativa direi. Buonanotte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Mambo da IL Kidinga
lasciato il 18/10/2019 ore 20:16

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Tanzania Arusha 2/9/2019 alle 9 in punto ci aspetta Felix per partire per la gita fuori porta contrattata ieri sera per 70$ con il suo amico. C'è qualcosa che mi sfugge rispetto alla trattativa di ieri sera, ma chiederò info durante la gita. Non sappiamo esattamente cosa aspettarci dalla gita di oggi... Appena fuori Arusha la strada sale e presto diventa una strada erosa dall'acqua, che non riesco a immaginare come possiamo percorrere con la nostra berlina. Comunque ce la facciamo, con grande abilità di Felix, arriviamo al villaggio di Ilkiding'a, alle falde del monte Mehru, sono solo 8 km da Arusha, ma davvero impegnativi. Al villaggio veniamo accolti da una ragazza e da un uomo, con vestito classico ed una cartellina sottobraccio, ci portano in una capanna che funge da reception, per un briefing. Il signore in muda scura inizia a parlare della cultura Masai e della storia del villaggio, del suo gruppo folkloristico e della notorietà che ha dato al villaggio, accogliendo i Clinton e numerose altre personalità. Spiega, adducendo alcune motivazioni abbastanza stiracchiate, quali siano le ragioni della abbondante poligamia praticata dai Masai, e di come sarebbero le stesse mogli ad incoraggiarne la pratica. Racconta di come sia sempre meno praticata per via del caro vita, la cristianizzazione etc. Tutto il pippone dura una buona ora, dopodichè iniziamo il giro, che inizia subito con una discesa mozzafiato di qualche decina di metri nel polveroso sentiero, fino in fondo al Canyon. La discesa non era esattamente ciò che ci s aspettava, comunque non è stata molto lunga. Risaliti, iniziamo una camminata lungo il villaggio, un po più consona al tipo di gita. Giruliamo per un paio d'ora buone tra capanne tonde di legno e fango, con tetto di paglia e case dalle pretese un po più moderne, coltivazioni di mais, di caffe, e ortaggi vari, fagioli. Poi entriamo in un Boma, un cortile che ospita 4/5 case e relative famiglie, gli uomini sono dediti alla produzione di lame da coltello Masai, una giovane ragazza impasta sterco e fango per rifare il pavimento del cortile. Si fanno fotografare ma senza grande slancio, solo la,ragazza impastatrice è molto orgogliosa del suo lavoro e ci invita a ritrarla all'opera. Durante il cammino rivolgo domande a Felix, mi spiega che abbiamo pagato 50 $ per la visita del villaggio, e ci rilasciano tanto di ricevuta, e che l'uomo della trattativa di ieri sera, era un amico fraterno che aveva il contatto del riferimento locale. Si spiegano molte cose, quindi il compenso di Felix sarà di 20$ in questa gita, pochino. Non immaginavamo che la visita del villaggio costasse così tanto. Rientriamo in Arusha attraverso la stessa strada devastata e passiamo in hotel a toglierci un po di polvere da dosso. Consideriamo che la visita sia stata interessante, ma non abbastanza da valere il prezzo pagato. La consolazione, in questo caso, è che il denaro vada a favore della comunità locale. Salutiamo Felix con un po di mancia e, dopo una doccia riusciamo e prendiamo due mototaxi per andare in centro. Cambiamo i soldi, facciamo merenda vicino al supermarket e ripassiamo in mezzo al mercato e lemme lemme camminiamo indietro fino in hotel. Cena etiope a spices and herbs ed a letto presto belli e stanchi. Domani incontreremo i ragazzi e inizieremo il safare. Very excited.
<-------> Email: Poa@.

Autore del messaggio: Polepole da Arusha
lasciato il 18/10/2019 ore 20:12

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Tanzania Africa Arusha 1/9/2019 Il viaggio da Torino è andato tutto bene, le difficoltà della vigilia rispetto all'allineamento del volo kenya airlines si sono risolte e siamo arrivati in orario ad Arusha. Sbrigate le formalità per il visto, bagagli arrivati e fuori ci aspetta Felix di spice and herbs, la guesthouse con ristorante etiope dove staremo ad Arusha. Impieghiamo una cinquantina di minuti ad arrivare ad Arusha dall'aeroporto di Kilimangiaro, durante i quali, caschiamo dal sonno. Arriviamo quindi in piena notte, ed andiamo a letto umidi, dopo aver spruzzato tutto di Biokill. Fa abbastanza freddo di notte, abbiamo il dubbio di non aver portato abiti caldi a sufficienza. Siamo a 1300 m. circa di altitudine, sotto il monte Mehru. Dormiamo abbastanza bene, ed al mattino siamo ben riposati. Dopo colazione mettiamo il naso fuori, e subito anche la GH appare meno squallida di quanto non sembrasse ieri sera, fuori un bel giardino, il patio del ristorante, ed a tutte le piccole cose che non funzionano, vedi doccia, prese elettriche etc, si iniziano a trovare soluzioni alternative. Dopo colazione ci prepariamo ed usciamo a prendere un po di confidenza con l'Africa, questa sconosciuta. Ci incamminiamo a piedi verso centro città, è domenica mattina, e dopo un po ci imbattiamo nella cattedrale cristiana, dove si sta celebrando messa. Cantano tutti in coro in Swaili, appena ci avviciniamo all'ingresso, veniamo informati che fra poco inizierà il rito in inglese, ma nel frattempo iniziano ad uscire i fedeli alcuni in costumi colorati, altri in abiti domenicali ma civili. Si radunano tutti nel cortile, tutti passano a dare la mano ai sacerdoti e si posizionano intorno alla piazza. Cè anche un piccolo rinfresco, ma non aspettiamo molto oltre e ci allontaniamo in direzione centro. Abbiamo necessità di cambiare denaro e procurarci le sim telefoniche. Quando arriviamo nei pressi della torre dell'orologio, pressapoco il centro città, iniziano ad avvicinarci i procacciatori di clienti per i safari, gli artisti venditori di dipinti, cappellini etc. Tutti terminano cercando di rifilarti un bigliettino da visita di qualche compagnia che organizza safari. Ma noi siamo a posto, da questo punto di vista, o per lo meno, non abbiamo ancora il sospetto di aver necessità di dover riprogrammare il safari. Uno di questi è particolarmente noioso e non si allontana ne al secondo ne al terzo diniego, alla fine ci allontaniamo noi. Poco dopo ci raggiunge William, il nostro riferimento ad Arusha per il safari. Con lui andiamo in banca a cambiare i soldi, e poi ci procuriamo le sim in un banchetto di fronte al mercato centrale. Le sim comunque ci vengono vendute ufficialmente, con tanto di foto al passaporto e foto formato tessera, fatta col cellulare su sfondo blu posizionando un telo dietro le spalle. Sbrigate le prime formalità Facciamo un breve briefing con William sul safari e quindi ci addentriamo dapprima al supermercato e poi nel mercato di fronte. Il mercato è il solito miscuglio di colori, odori e umanità varia, qualcuno chiede di farsi fotografare, altri rifiutano e si mostrano contrariati, facciamo un breve giro, il mercato è molto ricco di ortaggi e mercanzie. Iniziamo comunque a rientrare in direzione GH, nel frattempo cerchiamo il tourist board, che è chiuso, per organizzare una gita domani, fuori porta, dove si possano vedere piantagioni di caffè, fattorie e vita locale. In una agenzia turistica ci viene offerta una gita giornaliera ma non convince, mi faccio dare il riferimento telefonico e poi provo a scrivere a Felix della gh, per chiedere se per caso lui non sia disponibile. Ci fissa un appuntamento per la sera con un amico che si occupa di safari e trattiamo per 70 dollari gita di mezza giornata, con Felix come autista. Mentre siamo qui ci viene offerta della carne bbq di capra, da una famiglia che è radunata nel ristorante, accettiamo e facciamo cena con la capra e due birre, abbiamo comunque terminato pranzo alle 16,30 e non siamo troppo affamati. E siamo a letto molto presto.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gengis Khan da ULAN BATOR MONGOLIA
lasciato il 21/8/2019 ore 7:29

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Mongolia 19/08/2019 da Manzushir ad UB. Il programma è stato leggermente modificato, ieri avremmo dovuto vedere il tempio ed oggi avremmo dovuto salite in cima a Tsetse gun ed in serata rientrare su UB. Di fatto ieri abbiamo tentato la furbata per recuperareun po di tempo per completare la visita della capitale UB, alla quale il programma dedicava (in verità anche per il fatto che siamo arrivati con voli diversi) poco tempo. Non siamo riusciti ad arrivare in cima alla montagna, ma per fortuna abbiamo desistito in tempo per non complicare oltremodo il rientro, e purtroppo non abbiamo approfittato per visitare anche il tempio di Manzushir, con le sculture di tibie umane. Stamani ci svegliamo sotto una pioggia battente, che scoraggia la visita mattutina al tempio, ci sarebbe comunque da camminare un po, nel fango, immaginiamo, e quindi desistiamo. Puntiamo pertanto su UB, per buttarci nei borghesi acquisti di Cashmere e di paccottiglia da turisti di bassissima lega. Visitiamo dapprima il centro commerciale più chic della città, non tanto per i negozi presenti, quanto per la presenza di alcuni scheletri di dinosauro che peraltro non si potrebbero fotografare. Troppo tardi... Trascorriamo qui la tarda mattinata, prima di portarci al negozio del Cashmere. Entro con l'intento solito di non acquistare nulla, ma in realtà le cose viste nei grandi magazzini all'andata erano piuttosto classiche e non mi avevano disgustato come accade di solito a queste latitudini, e infatti, sono il maggior acquirente del gruppo. Strano ma vero. Proseguiamo la visita con il mercato centrale dal solito impronunciabile nome mongolo, ma che tradotto significa mercato nero. È un mercato in cui si vende di tutto tranne alimentari, interessanti le file in cui si vendono articoli per la costruzione di Gher, o quelle che presentano cimeli per riti sciamanici, e tutto quel che riguarda il mondo del Cavallo, calzature con inserti di pecora e tessuti vari. È comunque un luogo da visitare, anche se, pare, infestato da borseggiatori. Poniamo la giusta attenzione e ci godiamo comunque la visita. Gira e tuira saltiamo il pranzo, o meglio, rimandiamo. Quando rientriamo in hotel non ci diamo tregue, sono le ultime ore di viaggio, e, nonostante la fame di Michi, il malessere di Federico, la stanchezza e un po di malumore di tutti, usciamo dall'hotel quasi subito. Sono circa le 16 ed il picco d'appetito è passato ormai quasi a tutti, pertanto raggiungiamo il Choijin Lama temple, che era uno degli highlight di UB non contemplati nel tour cittadino dell'andata. Il tempio si rivela una vera perla, incastonato peraltro su uno sfondo molto moderno, sacro e profano, ying e yang, Toro e Juvemerda. Dopo un incontro, quattro parole e alcune foto con un gruppo di monaci tabetano-Canadesi e tibetani appunto, Incontriamo anche una volenterosa sorvegliante, che, in un inglese da "volontà di comunicare", ci rende alcune spiegazione molto interessanti, aggiungendo valore alla visita del tempio. Ne usciamo molto soddisfatti e di umore molto migliore. Andiamo ancora a rendere omaggio alla statua di Gengis Khan, sulla facciata del palazzo del governo, e, prima di rientrare a piedi in hotel, riusciamo ancora a trovare un negozio di souvenir che fa al caso di Gigi, in cerca delle piccole Gher e delle calamite da distribuire ad amici. Rientriamo in hotel al pelo per far la doccia e siamo pronti per cena al ristorante, vegano, della mamma di Leila. Onestamente Avevamo immaginato una cena di addio a base di bistecca di "dinosauro", in puro stile mongolo, certo non un vegano per celebrare la serata, ma lei ce lo ha chiesto con così grande tenerezza che non abbiamo avuto cuore di rifiutare. Sono anche molto curioso di conoscere questa mamma, dopo molto averne sentito parlare. La serata si rivela infatti molto piacevole ed il cibo buono, mangiamo sopratutto cibi mediorientali, falafel, humus, tsaivan (io) ed un paio di zuppe. Molto buono. Bella la serata anche se provo un po di malinconia per questo viaggio che volge al termine. La mamma di Leila è molto interessante e completa la serata raccontandoci molti aneddoti curiosi. Terminiamo la serata consegnando a Leila e Agi le mance che lasciamo loro. Il resto è rientro in hotel, saluti in cui si cerca di non emozionarsi troppo (eccheccazzo siamo maschiali :-) e faticosa preparazione bagagli, domani alle 5 sveglia e lungo viaggio di ritorno. Buonanotte Mongolia, buonanotte ragazzi.
<-------> Email: Ulam@bator.it

Autore del messaggio: Tsetsee Gun da Manzushir temple
lasciato il 21/8/2019 ore 7:19

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Mongolia 18/09/2019 da Khustay a Manzushir giornata dedicata al trasferimento verso il monastero di Manzushir. Posto che ci sbrighiamo piuttosto in fretta cerchiamo di salire a Tsetse Gun nel primo pomeriggio, ma il tentativo fallisce a 3 km dalla vetta, circa metà strada, ed è meglio così, perche saremmo arrivati giù troppo tardi e quasi al buio, e già cosí siamo sfatti. In breve, oggi è stata una giornata un po sprecata ed anche la meta è un po discutibile. Se avessimo almeno visitato il tempio, che invece rimandiamo a domattina... Forse la giornata meno interessante del viaggio, peccato, anche perché gli umori sono già un po' in discesa per la fine prossima del viaggio.
<-------> Email: Manzushir@.

Autore del messaggio: Takhy horses da Khustay
lasciato il 21/8/2019 ore 7:16

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Mongolia 17/08/2019 da Shankh monastery a Parco N. Khustay. Dopo l'interessante serata col monaco a cena di ieri, in mattinata mettiamo la ciliegina alla tappa del Monastero. Per cominciare diciamo che è stata una di quelle notti in cui si è riposato bene. In secondo luogo abbiamo una sveglia umana con colazione rilassata e tempo per bighellonare un po intorno al tempio. Quando sono circa le 10,00 cominciano a riunirci perché sta per iniziare la prima preghiera della giornata. Ci spiegano brevemente quelle che sono le parti pregiate del tempio centrale, i Tanka importanti, chi sono i personaggi rappresentati nel tempio e quale funzione hanno avuto. Purtroppo la parte centrale non è utilizzata per il culto, perché infiltrata dall'acqua e non sembra esserci rimedio per ripararlo a breve, peccato. Il rito si officia nell'altro tempio, il laterale. Oltre a noi un'altra famiglia, molto numerosa, partecipa al rito. La funzione viene preannunciata da alcuni squilli di corno e tromba da due monaci incappellati fuori sulla garitta antistante il tempio, poi i monaci entrano ed in otto prendono posto su due file frontali di 4 per lato. Iniziano a salmodiare mentre a tutti gli ospiti viene offerto un tazzone di Airag, molto poco attraente. Utilizzo in serie la tecnica della mimetizzazione, del cambio di posto ed infine la fuga, per farla franca, memore dell'esperienza Nepalese col te al burro rancido di Yak, ed infine riesco a non farmi assegnare un tazzone personale, facendo intendere che due tazze in tre è più che sufficiente, cercando di non urtare la suscettibilità del monaco. La preghiera è quel continuo mantra che di tanto in tanto sembra terminare nell'"ameeeeen" dei nostri misteri... A memoria ricordavo che a questo punto nei monasteri tibetani visitati in Nepal, partiva un crescendo di percussioni, gong, piatti e sonagli, che aggiungeva un po di verve alla nenia, ma in questo caso non parte nulla. Il salmo dopo un po diventa quindi noioso, almeno per me, e perciò dopo aver appagato la necessità di documentare l'evento, inizio a girovagare per il tempio in cerca di qualcosa di più interessante. Il resto della compagnia, invece, sembra ben presa e resiste fino alla fine. Assistiamo anche sul finire della cerimonia, alla benedizione che la famiglia ottiene nel privè del tempio. Quando ci riteniamo appagati, lasciamo il tempio a puja ancora in corso, anche se a sensazione pare che la parte più importante sia stata officiata. Fuori dal tempio porgiamo i saluti di rito e ringraziamo il monaco che ci ha intrattenuti da quando siamo in monastero, e, posto che ci sono diversi bimbi piccoli, regaliamo quel che resta dei nostri quaderni, libricini da colorare, matite e zainetto anda, con tanto di foto spot col monaco in zainetto anda. Lasciamo il monastero e ci mettiamo in strada dopo le 11,00 non abbiamo da percorrere lunghe distanze oggi, perlopiù km di asfalto. Ci fermiamo in prossimita di un Ovoo lungo la strada per pranzo e Leila prepara un sorta di insalate di riso. Subito dopo siamo nuovamente in strada. Alle 16,30 circa siamo al camp di ingresso del parco khustay. Alle 18 Appuntamento con la guida per la visita del parco. Il parco ospita molti animali, ma la vera star è il cavallo selvatico Takhy, dichiarato estinto in natura e poi reintrodotto grazie alla tenacia di alcuni ambientalisti che reintrodussero la specie a partire da qualche esemplare presente in alcuni giardini zoologici sparsi per il mondo e nati in cattività. Furono reintrodotti in natura a partire dagli anni novanta con successo. Riusciamo a vedere i cavalli abbastanza da vicino, posto che non ci si può avvicinare a meno di 200 m., vediamo anche alcune marmotte. Poi si rientra in Ghercamp, ceniamo al risto del camp e ci ritiriamo per la notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Monk Tu khu N da Tuvkhun Monastery
lasciato il 21/8/2019 ore 6:17

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Mongolia 16/08/2019 da Cascata di Kurkhuree Orkhon Valley - Karkhorin Erdenee Zuu a monastero di Shankh. Lasciamo la famiglia della Orkhon valley con grandi saluti e ringraziamenti, siamo stati bene, a parte la notte tribola in tenda con la stufa brandante di ieri sera, abbiamo giocato a pallavolo, ballato la disco, cenato e fatto colazione con la famiglia, ancora stamani per scaldarci fatto un misto di palleggi pallavolo calcio davanti alla Gher. In sostanza verso le 9,30 siamo in strada e ripercorriamo a ritroso la,strada percorsa ieri, fino ad ora di pranzo, quando ci fermiamo lungo un piccolo corso d'acqua. Pranziamo con riso, tonno, e mais, e due buzz a testa avanzati da ieri sera. Nel primo pomeriggio arriviamo a Karkhorin e visitiamo la citta e il monastero museo di Erdene Zuu, con visita guidata e tradotta da Leila. Verso le 18,00 ci rimettiamo in auto e poco dopo siamo al monastero di Shankh. Prendiamo posto nello spartano spazio che ci assegnano, non ce da lavarsi, ma io ho bisogno di detergermi anche a pezzi. Esco per lavarmi come ieri open air con bottiglia, ma vengo intercettato da Leila, che si mostra perplessa, va a chiedere ai Monaci se permesso. Permesso negato. Allora mi lavo closed air in stanza nel piccolo lavandino, cercando di non dare troppo nell'occhio. La sera girelliamo un po per il monastero e poi a cena dai monaci mangiamo di nuovo Buzz, ravioli al vapore con carne di pecora, tofu e cipolla rossa. Trascorriamo la serata facendo molte domande al monaco manager del monastero che argomenta sempre con grande prontezza. Leila traduce le risposte. Si rivela una serata molto interessante, le domande che gli poniamo sono molte ed articolate, le risposte che da, sono coerenti e puntuali. Unico neo, I buzz ci stanno uscendo dalle orecchie... Buonanotte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Genj tor da Orkhon Valley
lasciato il 21/8/2019 ore 6:8

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Mongolia 15/08/2019 Tuvkhun monastery Khurkhuree waterfall (Orkhon valley). Nuova sveglia ore 6 per riuscire a salire al tempio di Tuvkhun, meta di ieri, da recuperare oggi. Iniziamo l'ascesa al tempio, intorno alle 8,30 del mattino, c'è da camminare per tre km in mezzo al bosco di una salita non difficile. Il tempio ha l'aspetto poco vissuto ed un po trasandato di tutti quelli visti finora, ma detiene alcuni luoghi simbolici per la religiosità locale, in particolare un Ovoo (un mucchio di pietre in offerta alle divinità divinità protettrici degli elementi naturali) ed una caverna che nella simbologia locale viene immaginata e chiamata "il bacino", femminile, e che rappresenta il ventre della donna. Passare attraverso l'angusta apertura e riuscirne, rappresenta una simbolica rinascita, azione alla quale sicuramente non ci sottraiamo. Alcuni luoghi, come ad esempio l'Ovoo, non sono frequentabili dalle donne, altri Ovoo, richiedono un comportamento diverso tra uomini e donne. Dal tempio si gode anche di una bella vista sulla valle sottostante. Terminata la visita riscendiamo ed in breve ci rimettiamo in marcia. Le distanze da percorrere oggi sono minime rispetto a quelle dei giorni precedenti, ed anche la pista sembra un po meno accidentata, per cui, prima delle 14 Leila prepara il pranzo, sulle rive del fiume Orkhon, che da il nome alla valle. Ci rimettiamo in viaggio e poco dopo siamo dalla famiglia in Gher che ci ospiterà. La valle qui è molto larga e molto scenografico il paesaggio, intorno alle 16,30 ci avviamo per visitare la cascata. È molto bella, la zona è punteggiata di rocce vulcaniche, la cascata è formata da una fenditura nel terreno, come se questo fosse improvvisanente sprofondato, facendo riprendere al fiume il suo corso venti metri più in basso. La discesa sul fondo della cascata richiede una discesa tra le rocce mozzafiato, che i turisti locali affrontano con le calzature più inadeguate possibile, deja vù. Si ritorna a piedi al campo base e ci prepariamo per la cena, servita nella Gher familiare, dato che il driver, con tutte le provviste necessarie, si è dato per raggiungere gli amici e mangiare il boodog, la famosa marmotta Mongola. Prima di cena facciamor ancora in tempo a fare quattro palleggi a pallavolo con alcune ragazze della Gher dietro la nostra. La cena si rivela ottima ed anche la chiacchierata con la famiglia è molto interessante. A fine cena ci congediamo portando in dono alcuni libri colorati e matite, aghi e filo, ed altra cancelleria. Poi ci rigiriamo un po in tenda preparandoci per la notte, ma dietro di noi, la famiglia della pallavolo, ha improvvisato una discoteca all'aperto che suona successi disco del passato millennio, è un richiamo irresistibile in un luogo così remoto, ci lanciamo nelle danze, dapprima io Leila e Michi, poi timidamente, ci seguono Gigi e Fede. Il pubblico è a dir poco inquietante, sono tutte o quasi donne, alcune delle quali visibilmente alticce, ci coinvolgono in balli di coppia altrettanto improbabili, ci lasciamo coinvolgere, controllando a vicenda che nessuno corra gravi rischi di essere trascinato in qualcosa di ancora meno probabile. Il divertimento dura poco più di una mezzora, poi salutiamo e ci ritiriamo definitivamente nella nostra Gher, che nel frattempo ha la temperatura di un girarrosto, dato che la stufa è stata sovralimentata a dismisura. Andiamo a dormire sudati in mutande e canottiera e adesso, alle 4,40, sono sveglio da due ore col piumino addosso e approfitto per scrivere, e tenterò di riaddormentarmi tra pochi secondi. Di nuovo Buona notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Agi Family da Tuvkhun Monastery
lasciato il 21/8/2019 ore 6:2

Messaggio:
Mongolia 14/08/2019 monastero Ongii Monastero Tuvkun. La giornata di oggi è stato un lungo viaggio, con intervallo a pranzo dalla famiglia di Agi il driver. sicuramente la deviazione ci costa almeno due ore di marcia in più, sta di fatto che arriviamo a destinazino elle 8,30 passate, distrutti. Il pranzo è stato carino, la moglie ha cucinato piatti d'onore, zuppa, con carne di pecora, e poi dei dessert a base di riso e latte dolce e riso con canditi. Anche i bambini sono stati molto carini, hanno accettato tutti i nostri doni, i soliti giornaletti da colorare, matite, carte da gioco colla e ago e filo. A sera ceniamo alla Ghercamp ma finiamo per andare a letto tardi, quasi a mezzanotte. Buonanotte.
<-------> Email: @.
 
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