I contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dai visitatori del sito i quali se ne assumo piena responsabilità.
Tanx.it si riserva la possibilità di moderarne i contenuti, acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.
[lascia un messaggio] SONO PRESENTI 269 MESSAGGI..........

Autore del messaggio: DaFes da Fes srt
lasciato il 22/9/2013 ore 0:7

Messaggio:
Non fai in tempo a memorizzare il percorso che conduce al tuo Riad nella medina che devi cambiare città e ricominciare da capo... Una vita da bestia quella del turista fai da te...( lo dice anche la pubblicità, e quindi...dubitiamo). In realtà è un bel faticare, almeno x noi. Lasciata Meknes dove siamo stati molto bene, molto carina la città, piacevole il Riad e l'accoglienza che ci hanno riservato. Confortevole la camera e buona la colazione. In poco meno di un'ora di treno siamo a Fes. In taxi fino alla porta della Medina più comoda al Riad e poi a piedi nel cuore del souq cercando di trovare qualche indicazione per il Riad che abbiamo prenotato via internet. Fin da subito si intende che la città è più turistica che le Meknes e oltremodo di Rabat. Qui non ci chiedono nemmeno di dove siamo e molti ci parlano direttamente in italiano, ma capiscono anche quasi subito che non siamo pane per i loro denti, evidentemente hanno occhio allenato non solo per le nazionalità ma anche nel riconoscere le persone poco disposte a dargli retta. Il souk è un misto di prodotti alimentari di tutti i generi vivi e morti, e di negozi di artigianato vario, per turisti. Raggiunto il Riad con poche difficoltà (la potenza di gmaps e del gps e le indicazioni di qualche passante), veniamo accolti da una ragazza che dopo aver registrato i passaporti e averci offerto il te alla menta ci da qualche indicazione sulla città in spagnolo. Ha un modo strano di disegnare le porte che dobbiamo attraversare (simboli fallici), in effetti dopo notiamo che tutte le porte hanno due porticine laterali che stilizzate finiscono per somigliare ad una serie di azz..etti. Usciamo noncuranti delle indicazioni e di testa nostra ci inoltriamo nella medina per la visita di alcune delle Mederse più antiche e di alcune piazzette molto pittoresche, continuamente incalzati dai commercianti che vorrebbero ti portassi a casa anche loro. Dopo un po, spossati dal caldo e frastornati dal casino decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa, ma nel ristorante che scegliamo ci avvisano che per la pastilla che abbiamo scelto necessita 1 ora di preparazione, boun segno, la fanno al momento. Lasciamo un acconto e facciamo un altro giro prima di rientrare per la nostra pietanza, la pastilla, un impasto con pollo, zafferano, uvetta e altro, in crosta di sfoglia e spolverata di zucchero a velo e cannela, una roba strana che avevamo già testato ma che necessitava di una seconda chance. Buona ma non so se ne avrà una terza. Dopo pranzo lemme lemme nuovamente in riad per rinfrescata enriposino. Uscitanpreserale al terminal dei bus per arrangiare la ripartenza da fas, aperitivo ambase di sciueppss (la cosa più alcolica che si trova nella medina) e poi a cena alla kashbah, consigliato dal Riad (buono) dove chiacchieriamo di viaggi e di cibo con una copia di ragazzi italiani simpatici. Naturalmente stiamo bene, a volte stanchi ma di ottimo umore, del resto, non vediamo un tg da circa una settimana e siamo stati abbastanza lontani da tutte le possibili fonti di informazione nostrana ... Buona Notte
<-------> Email: Dafes@intutto.ma

Autore del messaggio: GaeLor da Meknes
lasciato il 20/9/2013 ore 20:45

Messaggio:
Ciao a tutti, si, la valle del Dades è nei nostri piani, ed è vero, siamo già on the road, da subito. Come sempre, pur non avendo grande fretta, l'abbiamo presa di petto, e, come sempre non ci concediamo tempi morti nonostante i buoni propositi. Oggi ci siamo concessi una gita fuori porta, abbiamo preso il bus n 15 stamani da Meknes dirigendoci a Moulay Idriss. Ospita il mausoleo omonimo che naturalmente essendo un luogo sacro è interdetto ai non Musulmani. Comunque il paese è abbastanza carino e comunque sulla strada per Volubilis, il sito cartaginese e poi romano più importante del Marocco. Naturalmente definirlo piccola Pompei è una bestialità, ma in ogni caso va visto, molto interessanti i mosaici pavimentali di molte case, anche se tenuto abbastanza male. Comunque due ore di viaggio tra andata e ritorno da Moulay Idriss e un altro paio d'ore a piedi sotto il sole allo zenith ci hanno cotto x bene. Abbiamo pranzato al ritorno dal sito al mercato di moulay. Pasto da mercato prezzo da patio serale. Rientro a meknes. in bus si schiatta dal caldo. Prendiamo un caffè/te alla Menta di fronte alle mura della città imperiale, praticamente in mezzo al traffico tipo Calindri. Poi un po di shopping nella medina e rientro in Riad. Fatima, la proprietaria ci offre come sempre una litrata di altro te alla menta e i soliti dolcetti ( somigliano vagamente ai piparelli siciliani) chiacchieriamo un po, paghiamo il conto e poi ci saluta, raccomandandosi di chiudere la porta del Riad a chiave quando usciamo, siamo soli. Il luogo dove stiamo è bello, un po più trasandato di quello di Rabat che era nuovo, ma molto ben arredato e di grande atmosfera. Non puoi dimenticare neanche per un istante che ti trovi in un paese di influenza araba, tutto ricorda le mille e una notte e Ali Baba delle nostre fiabe. Anche i luoghi visti finora pur non avendo grande rilevanza sono di grande atmosfera. Eravamo preparati a resistere maggiormente alle insistenze dei procacciatori di affari, guide e venditori di souvenir. Forse il peggio deve ancora arrivare, finora, tutto sommato, molto rilassante. La medina, sia questa di Meknes che quella di Rabat, sono luoghi molto animati ma tutto sommato tranquilli, grandi commerci niente auto, è come vivere in un immenso cortile. Dalla camera dove sto scrivendo si sentono le voci dei ragazzini che giocano, quando non coperte dal muezzin che richiama alla preghiera. Anzichè il gallo la sveglia la da il Muezzin. Per ora è tutto, dobbiamo pianificare la cena e quindi vi saluto. Domattina in treno a Fes. Maa Ssalama.
<-------> Email: Gl@t.it

Autore del messaggio: lusella da leini
lasciato il 20/9/2013 ore 11:28

Messaggio:
ciao cari, vi vedo già belli on the road! mi sono ricordata di un posto molto suggestivo dov'eravamo stati è la valle del dades, se vi capita andateci,a me era piaciuto molto! un bacio e bon voyage!
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: GL da Meknes
lasciato il 20/9/2013 ore 0:3

Messaggio:
Ieri sera ottima cena da Borj Eddar ( triste la conduzione, ottima la location, non si può avere tutto... ) ristorante lungo-oceano frittura mista di pesce, eccellente. Meknès: troppo stanco stasera x concentrarmi a scrivere. Sveglia alle 5,45 preparazione bagagli, alle 7,00 colazione e alle 8,12 partenza in treno x Meknes. Tutto secondo i piani, treni puntuali, efficenti. Arriviamo poco dopo le dieci e subito in taxi alla porta Bab el Mansour, centro nevralgico della città vecchia e ingresso alla Città Imperiale vicina all'ingresso della Medina. Non si può arrivare in auto al Riad e quindi a piedi cerchiamo di individuarlo. Immediatamente avvicinati da un volenteroso accompagnatore ( guidato dice solo dal senso di ospitalità) ci conduce, nonostante le nostre resistenze, alla porta del riad e si allontana. Lo avremmo trovato con grande difficoltà. l'ospitale Lo ritroveremo dopo e naturalmente ci proporrà di farci da guida ma non insiste nemmeno al nostro primo diniego. In riad ci accoglie Fatima, ci offre il te alla menta, mezzora di convenevoli ( il riad è bello ma meno manutenuto del precedente) e poi, dato che la nostra camera è ancora da fare, lasciamo i bagagli e iniziamo a vagabondare x la città. Fatima ci ha dato alcune indicazioni e una mappa più dettagliata della medina. Visitiamo la Medersa nel suq, il mercato coperto e la piazza antistante la porta Bab el Mansour, poi ci accomodiamo sulla terrazza del ristorante che da sulla piazza e sulla porta, consapevoli che probabilmente la cosa migliore che può offrire è la vista sulla piazza stessa. Così è: consumiamo due couscous de legumes niente di chè. Pomeriggio camminiamo in direzione del mausoleo di MI e poi tutto intorno il palazzo reale per raggiungere i granai, le stalle e il bacino del palazzo, alcuni km a piedi e sotto un bel sole.... Rientriamo, sempre a piedi in hostal per riprenderci e lavarci. Purtroppo non riusciamo ad incontrare Alexia che per motivi di lavoro arriva in città stasera molto tardi, peccato. Recapitiamo al suo hotel il pacchetto con l'henna per Gio e ceniamo da Gambrinus. Cena appena suff. Forse non abbiamo azzeccato a pieno le scelte? Rientriamo in hotel stravolti in taxi per quel che si può. Il resto a piedi. Domani vorremmo andare a Mulay Idriss cittadina sacra e a seguire Volubilis, una piccola Pompei moroccan. Buona notte.
<-------> Email: Gl@gl.gl

Autore del messaggio: Pole da Qui
lasciato il 19/9/2013 ore 23:14

Messaggio:
Qui tutto ok. Vi leggiamo e siamo contenti che tutto proceda per il meglio. Un abbraccio da noi tutti. Ciao!!!
<-------> Email: P@tin.it

Autore del messaggio: LoriGaetano da RabatAgain
lasciato il 18/9/2013 ore 19:55

Messaggio:
Rientro pomeridiano in Riad dopo aver scarpinato da stamani alle 9,00 circa. Subito in stazione dei treni per arrangiare la ripartenza da Rabat, abbiamo acquistato i biglietti del treno x domattina, cambiato il denaro necessario per i prossimi giorni e poi, a piedi, ci siamo recati alla chellah, attraversando tutto il quartiere dei vari ministeri marocchini. la Chellah è un sito romano rimaneggiato in epoca medioevale appena fuori le mura della città nuova. Visitato il sito in poco più di mezzora, interessante, siamo tornati sui nostri passi per visitare il palazzo reale per poi recarci verso la Tour Hassan. Il palazzo reale è in relatà una cittadella, che ci costa qualche km di strada, non si può attraversare ma occorre entrare e uscire dallo stesso lato e inoltre non si può visitare e nemmeno avvicinarsi troppo all'ingresso. Comunque i giardini e tutto lo spazio intorno è visitabile e vale un'occhiata. Usciamo con l'intenzione di prendere un taxi e ci incamminiamo in direzione tour Hassan. Non passano taxi liberi fintanto che ci rendiamo conto che la distanza non è poi così grande e quindi proseguiamo a piedi. Lungo il tragitto, in una via laterale scorgiamo un ristorantino nel quale sembra interessante fermarci. È molto buio e arredato in stile tradizionale, completamente tapezzato di tessuto grezzo di lana anche al soffitto, cuscini e tavoli bassi. Io provo la pastilla, una specie di tortino in crosta farcito di un impasto di pollo, spolverato di zucchero a velo e cannella. A metà tra un dessert e un arancino, dolce e salato. Lori invece va su insalata Marocchina? Un piattone di verdure giuliene variamente condite. Scopriamo presto che alcune delle verdure sono poco digeribili, barbabietole, cavolo o cetriolo? Riprendiamo la strada per la tour hassan, attraversando la zona delle ambasciate con belle viste sul fiume che separa Rabat da Salè. Entriamo nel cortile che ospita il mausoleo di Assan II? E fiancheggia la tour hassan. Entrambi non sono visitabili ma poco importa, l' atmosfera che avvolge tali monumenti vale di per se la visita. Intanto però camminare comincia a costare molta fatica, sia per la decina di km che ormai avremo percorso, sia x il fatto che dal dopopranzo è uscito il sole ( stamani era coperto e minacciava pioggia) e quindi decidiamo di prendere il metrò leggero e recarci a Salè, anche se non è un posto prettamente turistico. C'è una medina con una moschea molto sacra, bandito l'ingresso ai non mussulmani e una medersa antica che si può visitare. Yallah (andiamo). Scesi dal tra camminiamo ancora un paio di km costeggiando le mura di cinta di Salè sotto le quali fino al mare lo spazio è ancora una volta occupato da cimiteri. Dalla posizione della maggior parte delle tombe si possono ricavare i punti cardinali, dato che loro dovrebbero essere tumulati sul fianco destro rivolti verso La Mecca. I conti tornano. Driblando una falsa guida che ci avvicina all'ingresso della porta che conduce alla medersa, e che tenta invano con scuse banali di fuorviarci verso altri tragitti ( forse un negozio di tappeti o altro?) arriviamo alla medersa, è molto bella anche se piccolina, interamente decorata con marmi intagliati, ricorda alcune architetture arabe viste in Andalusia. Torniamo a piedi verso il tram e ci fermiamo in um caffè per un tea alla Menta (tea b'na na) che ordino in marocchino e, incredibilmente, il cameriere capisce. Quando mi avvicino x pagare mi dice l'importo in dialetto maroccan e io invece non capisco, anche xchè, i numeri in arabo che ho studiato prima di partire non corrispondono al dialetto marocchino. Peccato, speravo di potermi impratichire un po, ma ho già visto che poche ,tra le frasi che ho studiato in arabo, sono utilizzabili in Marocco. Naturalmente Lori era l'unica donna seduta nel caffè ... Rientriamo in tram in Hotel e facciamo il punto della situazione, riposino e pianifichiamo dove andare a cena... Domattina 8,12 treno x Meknes.
<-------> Email: Gl@tit.it

Autore del messaggio: GaetanoLori da Rabat
lasciato il 17/9/2013 ore 23:23

Messaggio:
Sulla terrazza di dar Janis, il riad dove siamo alloggiati nella Medina di Rabat tira un vento fresco che inviterebbe al sonnellino. La stanchezza è tanta, siamo arrivati oggi pomeriggio dopo un viaggio non lunghissimo ma che ha comunque comportato una sveglia poco dopo le quattro del mattino. In aereo non abbiamo dormito se non qualche minuto. Il viaggio è andato bene, tutto secondo i piani senza nessun intoppo. Arrivati in perfetto orario a Casablanca e, sbrigate abbastanza in fretta le pratiche per il visto, il recupero del bagaglio, e il cambio dei soldi siamo saliti su un treno diretto a Casablanca con Cambio ( l'abbiamo scoperto lungo il tragitto) a metà strada circa. Alle tre del pomeriggio (ora locale con una ora di differenza) siamo arrivati a Rabat e, a piedi, ci siamo recati al Riad. Fa abbastanza caldo, specialmente sulla prima tratta in treno. La seconda è un convoglio con AirCon e si viaggia meglio. Stiamo nella Medina, dentro le mura color ocra della città. Il Riad è molto bello, quasi nuovo, aveva recensioni ottime e infatti è molto valido. Anche stare dentro la medina è molto più romantico e più "esotico" che fuori. Siamo usciti a piedi e ci siamo incamminati in direzione mare. Strano, usciti dalla Medina , per accedere alla "Marina" occorre attraversare un immenso cimitero che degrada dalla città fino al mare. Molto curioso, un cimitero a bord de mer. Mai visto. Dalla marina a piedi abbiamo raggiunto la Kashbah e anche se oggi non avevamo velleità particolari abbiamo dato una occhiata, molto carina. Poi, sempre a piedi rientriamo nella Medina e attraversiamo l'altro versante, fino ad uscirne nuovamente per un te a la ment in un caffè. Rientrati in riad e usciti per cena da Dar naji. Abbastanza buono. Sul terrazzo, oltre a me, un gruppo di romani si divide in due gruppi: uno guarda via Internet la tv Italiana, un talk show. L' altro commenta a voce alta le cazzate che dicono. Due @@. E allora vado a nanna. Al salamAlaykum
<-------> Email: T@tit.it

Autore del messaggio: Gaetano da Nowhere
lasciato il 16/9/2013 ore 15:42

Messaggio:
alora?
<-------> Email: t@tit.it

Autore del messaggio: Gaetano da Kathmandu
lasciato il 12/11/2012 ore 17:51

Messaggio:
L'ultimo giorno di viaggio siamo partiti presto al mattino per andare a Panauti, a circa due ore di bus, chickenBus, da Kathmandu. Occorre dire che i ChickenBus, quando non devono trasportarti per lunghe distanze sono sempre una bella esperienza. Si, perchè si viaggia pressati l'uno all'altro, in mezzo a un continuo saliscendi di persone e sacchi enormi di mercanzie, ortaggi, scopini, o qualsiasi cosa vi possa venire in mente e anche cose che non potrebbero mai venirvi in mente. Non perchè uno sia privo di fantasia, beninteso, ma perchè in questi paesi, cose che altrove sembrerebbero impossibili, accadono. Mi viene in mente per esempio, che stamani, mentre camminavamo verso il terminal del bus per andare a Panauti, abbiamo camminato per il centro di K. Per qualche km accento ad un signore, anche piuttosto anziano, che trasportava sulle spalle un divano. In mezzo ad una bolgia di motorette, rikshò, biciclette pedoni e auto strombazzanti per strade strettissime, lui trasportava un divano, come se portasse uno zainetto. Ma torniamo a noi, Arrivati al terminal dei bus ci dirigiamo istintivamente verso il bus che ci porterà a Panauti. Inizia la solita tiritera, si esce dal terminal a bus ancora semivuoto e il bigliettaio dalla porta aperta del bus ripete ai passanti al bordo della strada la destinazione del bus, a volte scende di corsa carica un passeggero al volo e risale dietro di lui come a proteggerne il completamente dell'ingresso in vettura. Già, perchè intanto il bus è già ripartito. A volte emette dei fischi acutissimi, modulati, dev'essere una specie di sonar con cui comunica coi passanti ai bordi della strada. Quando il bus è pieno a tappo e si è già quasi fuori città, si comincia a viaggiare un po più spediti, e poi tutto si ripete ad ogni ingresso di villaggio o paese che sia. Ma tanto è scomodo questo viaggiare quanto è dolce la sensazione di condividere così strettamente un tragitto con persone che ti sorridono, che si stupiscono che tu stia li con loro anzichè in un asettico tourist bus. Stamani, un bimbo che non riusciva a trovare una sistemazione comoda, tra un sacco di sementi e le gambe della mamma, ha deciso che avrebbe preferito viaggiare in braccio a me, dando per scontato che la cosa fosse normale anche per me si è spostato e ha iniziato a parlarmi in Nepali. Non abbiami capito nulla l'uno dell'altro, a parte i rispettivi nomi, si siamo fatti una foto insieme da soli, poi lui e la mamma sono scesi, Namastè. Intanto siamo arrivati, il bigliettaio si è regalato una mancia di 50 rupie sul prezzo della corsa, lo scopriremo solo al ritorno. Panauti è un'altro gioiello di architetture Newari con un'atmosfera da epoca passata che da queste parti spesso avvolge paesi e villaggi, ma non abbiamo più tanta voglia di fare i turisti in senso stretto, con guida alla mano, cercando di non perdersi nulla. Andiamo ad intuito, e se ci siamo persi qualcosa, pazienza. In un negozietto, l'unico di artigianato locale, vediamo delle statue scolpite che ci piacciono, ci pensiamo. I commercianti sono molto piacevoli, madre e figlio adolescente, dopopranzo torniamo a comprare il Buddha con una trattativa molto piacevole. Così come è stato piacevole l'acquisto delle singing bowl dalla signora della ong che recupera bambini di strada, ieri sera. Siamo agli acquisti finali,a domattina presto si riparte, che tristezza. Prendiamo il bus di rientro ed arriviamo a K. Sotto la pioggia, virto solo qualche goccia ad inizio viaggio. Ci concediamo ancora qualche minuto di shopping e poi in hotel a preparare gli zaini. Cena al third eye, sempre buona come la prima volta e...a nanna.
<-------> Email: K@.

Autore del messaggio: LoriTano da Kathmandù
lasciato il 11/11/2012 ore 13:53

Messaggio:
Janakpur è stata tutto sommato una tappa molto interessante, una faccia completamente diversa del paese, un luogo dove, zanzare a parte, siamo stati bene. Il volo da Janakpur a Kathmandu ci ha regalato una vista ancora spettacolare sulle montagne. Montagne che non conoscevamo perchè parte di un altro gruppo rispetto a quello dove siamo stati in trekking, tra cui anche l'Everest che abbiamo riconosciuto con difficoltà. Nuovamente a Kathmandu, sembra molto diversa da come l'abbiamo vista all'andata. Intanto sembra molto più pulita, dopo Janakpur ci vuole anche poco. Inoltre, stavolta, mi da la sensazione della grande metropoli, anche se conta solo circa 1 milione di abitanti. Probabilmente sarà a causa della dimensione dei villaggi nei quali siamo stati per la maggior parte del tempo in questo viaggio.insomma, cambiano i punti di riferimento e cambia la percezione del luogo. Mi sembra anche molto più bella di prima. Oggi siamo stati a Patan, altra città nella città di Kathmandu e bisogna dire che è un'altra perla per la bellezza della sua Durbar Square, per la quantità e la qualità dei templi e palazzi storici nei sui dintorni e per l'incredibile museo di oggetti sacri. Difficile ricordarne un altro di simile fattura in tutta l'Asia che conosciamo. Su Kathmandu non avevo grandi aspettative, occorre riconoscere invece che raramente una città, soprattutto in Asia, offre così tanti siti di interesse turistico. Il morale è così così, un po' perchè al nostro arrivo a K. l'albergo prenotato non aveva camere disponibili e ci ha piazzati in quello di fronte, peccato che era solo decoroso mentre noi ci eravamo concessi un finale "deluxe". È iniziata una serie di scazzi con l'hotel e con l'agenzia che si è risolta oggi, ci hanno dato una Super Deluxe per i restanti due giorni, offerto una colazione trasporto aeroporto etc. Comunque inizio già da adesso l'opera denigratoria, se vi capitasse, non vi appoggiate ad Agoda, sono dei dilettanti. E poi anche questo viaggio volge al termine ed è passato davvero in fretta, dite bene, sembra ieri d'esser partiti. A parte il piacere di rivedervi, non siamo ancora troppo stanchi Termineremo con una gita fuori porta, cerchiamo di finire con un luogo extraurbano. Panauti, a circa due ore di strada da Kathmandu per portarci via, speriamo, la sensazione di lontananza da tutto che si provava in montagna, e che è stata la particolarità di questo viaggio. Baci a tutti Ps: arriviamo col volo da Francoforte alle 22.55 di Martedi, si è offerto Enrico di farci da transfert. Ciao
<-------> Email: G@.
 
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27]