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Autore del messaggio: GalliGalli da YogyaKarta
lasciato il 23/8/2017 ore 5:48

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20/8. Domenica Yogyakarta. Prima giornata senza sveglia, non sono previsti spostamenti con mezzi e quindi relax. Oggi abbiamo in agenda la visita della città, il Kratun, palazzo storico del governo e poco altro. Ci incamminiamo a piedi, le grandi arterie sono come sempre affollate di motorini e auto, ma un po meno del solito e comunque niente a che vedere con il traffico di Jakarta o Bandung. Risiediamo vicino alla Malioboro, la via più commerciale del centro città, ma anche qui, quando si lascia la via centrale a favore dei piccoli vicoli, si passa letteralmente in mezzo alle case della gente. Le persone sono sempre sorridenti e i bambini, se si accorgono per tempo del tuo arrivo, ti accolgono col classico Hallò mister. Se rispondi al saluto ti riservano grandi risa di approvazione. I genitori, solitamente, incoraggiano i piccoli a salutare gli stranieri e non sono affatto infastiditi della presenza estranea praticamente dentro casa. Ti senti comunque più a tuo agio qui che sulle strade trafficate e quindi prediligiamo sempre percorsi secondari quando possibile. Visitiamo il Kratun e assistiamo (senza cercarlo) ad uno spettacolo di Gamelan, che, come già sapevo, dopo un po, Rompe il caxxo (per citare Alex Drastico). Il Kratun, per essere in Indonesia, è un palazzo storico e tutta la zona intorno è altrettanto piacevole. Raggiungiamo un'altra zona della città a vocazione turistica dove consumiamo un pranzo deludente, ma uscendo ci accorgiamo di essere di fronte al ristorante giudicato il migliore in città dalla Lp e decidiamo di prenotare per la sera. Diverso sarà per il ristorante spagnolo che vorremmo prenotare per domani (paella su prenotazione) ma che la spagna non sanno nemmeno dove sia.... Lasciamo perdere subito. Quindi rientriamo in albergo in becac (la versione locale del rishò), passo in lavanderia a ritirare il bucato lasciato ieri. Intanto cerchiamo di capire per programmare dieng plateau e poi in taxi raggiungiamo per cena il ristorante. Qui sediamo vicino ad una coppia di ragazzi italiani simpatici e ci scambiamo consigli sulle pietanze. Prendiamo una focaccia su loro consiglio, un tataki di Tonno e un piatto di petto di Anatra, la specialità della casa. Poi dessert di Tortino al cioccolato con gelato creme brulè (altra specialità della casa) e per Lori caffe espresso con accompagnamento di musses varie. Tutto superlativo. Rientro in hotel in taxi e Buonanotte.
<-------> Email: Galli@.

Autore del messaggio: Gar da Bandung-Yogyakarta
lasciato il 23/8/2017 ore 5:46

Messaggio:
19/8 Sabato Bandung-Yogyakarta. Colazione presto e, (non passano taxi per andare in stazione) raggiunta la stazione poco lontana, prendiamo il treno per Yogyakarta. In treno si viaggia bene, le carrozze di classe esekutif, le più care, sono soltanto più spaziose rispetto a quelle economy o bisnis, non sono più lussuose ne più nuove. La pulizia è giusto accettabile. Nonostante questo sono sicuro che le rimpiangeremo nel resto del viaggio. Dopo Java infatti non c'è più ferrovia. Il viaggio scorre tranquillo, paesaggi campestri, c'è una bella agricoltura, risaie terrazzate in alcuni scorci, il tragitto almeno nella prima parte è semimontano. Nel pomeriggio, poco dopo le 16 siamo a destinazione, siamo in albergo a 3 isolati da qui e decidiamo di andarci a piedi, del resto oggi abbiamo trascorso tutta la giornata in treno. L'hotel è ok, siamo a pochi metri dalla Malioboro, la via del centro più commerciale di Yogya. Doccia, Portiamo il bucato in lavanderia e facciamo una perlustra di ricognizione. Cena in un ristò a caso vicino al bedhot, dove ci rimbalzano, è sabato sera, mangiamo comunque bene. Buona Notte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Tag da Ciater
lasciato il 18/8/2017 ore 18:19

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18/8 Venerdì. Ciater Gracia Spa. Oggi dovrebbe essere una giornata di gran relax, Il programma prevede di raggiungere Ciater in Angkut e di spassarsela alla Gracia Spa, tra piscine termali, massaggi eccetera. Alle 7,30 lasciamo l'hotel e ci rechiamo nel posto da dove dovrebbe partire il mezzo, dietro la stazione e lo troviamo abbastanza agevolmente, ci sono gia quattro signore in attesa, più noi due fa sei e il mezzo parte, come sempre, quando è strapieno, il che significa con almeno quattro persone per fila, quindici o sedici persone compreso l'autista. Quando si danno per scontate le cose si sbaglia sempre e infatti alle 10,30 circa si parte solo perchè ci si auto tassa per pagare anche i posti mancanti. Dopo una ora circa siamo a Ciater ma per raggiungere la spa occorre prendere un passaggio su due mototaxi, che ripartono sulla strada principale nella direzione dalla quale siamo arrivati col pulmino, e risaliamo per 4 o 5 km, poi prendono una deviazione e la strada ridiscende per altri 2 o 3 km in discesa. Infine arriviamo alla Spa, ma sembra un posto abbastanza depresso rispetto a quanto ci aspettavamo, bello, ma c'è solo da fare il bagno, niente massaggi, niente asciugamani, e noi siamo mani in tasca. Comunque bighelloniamo tra le vasche di acqua termale per una ora e mezza circa fino allo sfinimento, poi ci laviamo e ci asciughiamo al sole prima di abbandonare il centro e di risalire la strada fino alla statale dove facciamo pranzo in un ristorante da strada e poco dopo ci mettiamo sul ciglio per prendere il primo mezzo che passa. Poco dopo siamo su un pulmino che regolarmente ci scambia a metà strada su un'altro mezzo al volo che va fino a Bandung. Quando siamo all'altezza del centro massaggi dall'altra sera, ci facciamo scaricare e raggiungiamo il posto per regalarci il massaggio che avevamo sognato alla spa, ma questi sono tutti pieni e quindi ci facciamo consigliare un'altro posto poco lontano. Scegliamo un trattamento più lungo di quello scorso, con riflessologia e musicoterapia, spalle collo e triccheballacche, dopo due ore usciamo rigenerati. Pronti per il ristoGiapponese (che si rivelerà una sola) che abbiamo lasciato per l'ultima sera a Bandung. Domattina si parte per Yojakarta. Buonanotte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gat da Ciwidey Rancabali
lasciato il 18/8/2017 ore 17:55

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17/8 Mercoledi: festa nazionale. Sveglia alle 6,30 e alle 7 colazione molto racchia in hotel, come ci aspettavamo. In taxi raggiungiamo il terminal dei bus e nel giro di poco troviamo il furgoncino ( Angkut) che va in direzione sud, verso la caldera del vulcano che ospita il laghetto di Kawah Putih, prima meta di oggi. Non sappiamo cosa ci aspetta perchè è festa nazionale e ci sembra già un buon risultato che ci siano i trasporti pubblici. Il pulmino col poco traffico di oggi percorre velocemente i sobborghi di Bandung e poco dopo inizia ad attraversare risaie, per la prima volta da che siamo arrivati usciamo da contesti urbani. Per arrivare alla prima meta dobbiamo raggiungere il villaggio di Ciwidey, poi da li prendere un altro mezzo locale che prosegua verso sud e ci lasci all'ingresso del sito, poi altri 6 km in salita che non sappiamo bene, immagino con altro Angkot che si vedrà strada facendo. Arrivati a 5 km da Ciwidey ci fermiamo in coda e presto si capisce che è una coda ferma e che nel villaggio seguente, Mekarmaju, c'è qualche manifestazione per la quale non ci si muoverà per molto tempo. Dopo una buona 1/2 hora non ce la facciamo più, siamo stipati negli ultimi posti e manca l'aria e ci sono poche possibilità che ci si muova a breve e quindi paghiamo e scendiamo. Percorriamo a piedi tutta la coda in direzione del villaggio e subito abbiamo la sensazione di aver fatto la scelta giusta. Il paese è bloccato dalle manifestazioni per la ricorrenza della festa nazionale e le motorette e le auto che cercano di attraversarlo in tutte le direzioni, un delirio. Spesso non si trova lo spazio per passare nemmeno a piedi. Superiamo il villaggio e ci incamminiamo verso Ciwidey e poco dopo saltiamo sul cassonetto di un mini pickup che ci porta fino all'ingresso di Ciwidey, che è di nuovo bloccato per manifestazione e lo riattraversiamo a piedi e finalmente dall'altro capo del paese prendiamo un altro angkut in direzione del lago, sperando che in mezzo non ci siano altri paesi. Quando il nostro mezzo pian piano si svuota veniamo "venduti" come passeggeri ad un altro pulmino che prosegue il tragitto e prima delle 11 siamo prossimi alla prima meta del giorno. Con grande sorpresa scopriamo che con il biglietto di ingresso è compreso anche il trasporto andata e ritorno dalla cima del vulcano. Il lago è molto particolare, con questo cielo ha un colore lattiginoso, altrimenti sarebbe turchese, ma il contrasto con le sponde fangose giallastre di zolfo è comunque notevole e, tra le fumarole e i rami bruciati delle piante intorno, ne fanno un luogo abbastanza spettrale. RiScendiamo e ci concediamo pranzo in uno dei ristorantini vicino all'ingresso. Ci mettiamo sulla strada per proseguire verso sud al villaggio di Rangapaly e al lago di Situ Patenganu. Ci ricarica il tipo che ci aveva venduto al collega, ci facciamo una risata. La strada è molto panoramica, attraversa colline con piantagioni di te e fragole che sembrano decorare le colline. Ci scaricano al lago che invece non è particolarmente interessante, ma da qui ricominciamo a camminare per tornare verso le colline con le piantagioni di te che abbiamo percorso in pulmino. Camminiamo per diversi km scattando foto e infine torniamo sulla strada principale. È troppo tardi per raggiungere il fiume con acque termali poco lontano dove vorremmo fare il bagno (e comunque domani dovrebbe essere a tema acque termali e spa) e quindi fermiamo il primo angkut sulla direzione del ritorno verso Bandung. Ricambiamo mezzo a Ciwidey e intorno alle 18,00 siamo al terminal dei bus. Siamo stanchi e soddisfatti per come è andata la giornata ma ancora non sappiamo che ci aspettano gli ultimi 5 km a piedi a causa della giornata ecologica (fa ridere) che non permette alle auto la circolazione in città. Doccia e cena nello stesso ristorante di ieri.... Buona notte
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gag da Bandung
lasciato il 18/8/2017 ore 17:52

Messaggio:
16/8 Mercoledi: arrivo a Bandung: nottata con poco sonno, forse ancora gli effetti del Fuso. Viaggio in treno a Bandung, facile facile. Arrivo a Bandung e ci dirigiamo subito in hotel, prendiamo possesso della camera e usciamo subito. Non ci aspettiamo nulla dalla città, che sappiamo essere poco attraente e quindi giriamo cercando di capire come fare per effettuare domani le escursioni che pensavamo. Domani sarà anche festa nazionale e quindi non sappiamo se ci siano i mezzi per andare. Ci rendiamo conto che non ci sono escursione organizzate e quindi decidiamo di tentare di raggiungere i siti con mezzi pubblici. Poi iniziamo a girare e a farci sorprendere dalla città, che sembra comunque più vivibile e più interessante di Jakarta. Giriamo un po per zone commerciali, prima su Jl. Cilambeha, poi in taxi raggiungiamo jl. Trunojoyo e poi, prima di cena andiamo a farci fare un ottimo massaggio in un posto citato sulla guida, ottimo (la bbestia mi ha camminato per una buona 1/2 h su schiena e gambe, meglio la seconda parte fatta a braccia) Infine a cena nella zona di Jl Braga, dopo aver scartato il posto scelto sulla guida, andiamo caso e ceniamo nuovamente a Spiedini manzo Satay. Buona notte.
<-------> Email: Gag@.

Autore del messaggio: Aga da Jakarta
lasciato il 18/8/2017 ore 17:50

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15/8 Martedi: Jakarta: ci svegliamo non prestissimo, anche per via del fuso, ben riposati e con l'euforia e la voglia che il viaggio inizi. Subito dopo colazione ci mettiamo quindi, con poche aspettative, subito in strada. Jakarta offre veramente pochi spunti degni di nota, ma cerchiamo senza pregiudizi di scovarne qualcuno. Andiamo subito in stazione a piedi e ci rendiamo conto di quanto sia difficile camminare a piedi, sembra che non sia previsto. I marciapiedi, quando esistono, sono adibiti a qualsiasi attività tranne che ospitare pedoni e spesso si è costretti a camminare per strada, con un traffico incredibile. Attraversamenti pedonali nemmeno a parlarne ed ai semafori non esiste mai l'omino che attraversa. Quindi, grande calma e attraversare mentre il traffico scorre. Arriviamo in stazione e riusciamo a trasformare immediatamente i voucher comprati su Internet in Italia in biglietti treno, semplicemente passando il codice alle macchinette elettroniche (meraviglie della tecnologia). Poi cambiamo denaro e ci riavventuriamo in città. Prendiamo un taxi per raggiungere Menteng per vedere e un fantomatico mercatino delle pulci che in realtà consiste in pochi negozietti di paccottiglia di artigianato. Poi in metro andiamo a Kota la zona a ridosso del porto, zona dal fascino inafferrabile secondo la LP. E infatti non lo afferriamo, perché fa abbastanza ca..re. Percorriamo qualche km e poi, tornando verso la stazione di Kota, ci imbattiamo nel caffè Batavia, un locale storico nella piazza centrale di kota. È il luogo più bello visto finora e, senza esitazione, entriamo per pranzo. La sala è molto bella, tutta in legno e con vista sulla piazza. Ordino spiedini Satay (spiedini piccoli di agnello e pollo caramellati e in salsa di arachidi) e Ceasar salad per Lori. Ottimo il cibo, buono il servizio e prezzi quasi europei. Rientriamo in hotel in taxi, a passo d'uomo per via del traffico, mentre sta iniziando a piovere fitto, ma dura solo qualche minuto. Riposino pomeridiano e usciamo per raggiungere la zona di jalan jaksa dove si trova il ristorante Garuda che abbiamo scelto sulla guida. Usiamo stavolta il servizio metropolitano su gomma Transjakarta, con google maps è veramente facile, ma raggiungere a piedi la fermata non è mai una passeggiata gradevole, sembra che la città non preveda che si possa camminare a piedi. Cena superba di cucina Makasan Padang (credo si chiami così), che consiste nel portarti un piatto per tipo di pietanza disponibile e tu consumi solo quello che credi. Paghi tutto ciò che tocchi. Tra i piatti più buoni un calamaro ripieno, dei gamberi in umido con salsa piccante, tempura di patate e melanzana, verdure e funghi vari, insalata di frutta e succhi di frutta freschi. Non si trova facilmente birra ne altre bevande alcoliche (Java è a maggioranza musulmana). Rientriamo in hotel sempre in metro bus e facciamo il punto per la ripartenza di domattina, in treno verso Bandung. Ah dimenticavo, il clima, caldo ma non caldissimo, molto umido. Si suda e qualsiasi posto al chiuso ha aria condizionata freddissima, occorre vestirsi immediatamente per evitare di prendersi malanni. Buonanotte.
<-------> Email: Aga@.

Autore del messaggio: Ega da Jakarta
lasciato il 18/8/2017 ore 17:48

Messaggio:
13/8 Domenica: Torino Jakarta. Viaggio con Turkish Airlines, molto confortevole, anche se partiamo da Torino con oltre una ora di ritardo per i sistemi informatici in tilt, non per colpa loro. Arrivati ad Istanbul, tra le code per controllo e immigrazione, arriviamo al desk hotel della compagnia dopo parecchio tempo, e dopo altra attesa ci caricano su un bus e ci porta in hotel che è quasi buio. Anche se la permanenza si è ridotta a solo qualche ora, e siamo comunque lontani dalla città, la siesta si rivela molto utile rispetto ad aspettare in aeroporto che il nostro aereo riparta nel cuore della notte. Ci prelevano alle 23 e ci riportano in aeroporto, dove, dopo un'altra coda per il pasto Turkish Airlines, consumiamo una fetta di pizza e una porzione di patate da vomitare, eventualmente, al decollo. In realtà la digeriamo abbastanza bene e il viaggio da Istanbul a Giacarta, forse perché effettuato in gran parte durante la nostra notte, si rivela abbastanza confortevole e arriviamo dopo una dozzina di ore, nemmeno troppo stanchi, quando a Giacarta sono le 18,00, in perfetto orario. Arrivo bagagli tutto ok e fuori dall'aeroporto ci aspetta il taxi che ci porterà in città. È la mia seconda volta a Giacarta e in Indonesia, lungo la strada che collega l'aeroporto alla città la campagna e le baraccopoli han lasciato spazio alle luci dei grattacieli e dei Mall commerciali. Arrivati in albergo e lasciati i bagagli, senza grandi pretese usciamo a piedi per cercare cena poco lontano. È una via di ristoranti da strada, occupano i marciapiedi e, anche se avremmo voglia i qualcosa di più strutturato, ci rendiamo presto conto che non sarà facile e, finiamo per entrare nell'unico posto al chiuso e per cenare con un banale Nasi Goreng (il piatto nazionale, riso fritto con verdure uova pollo etc). Per oggi va bene così.
<-------> Email: Ega@.

Autore del messaggio: Amaru da Pisaq
lasciato il 6/11/2016 ore 1:21

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5/11/16 Pisaq Rovine. Abbiamo deciso di non partecipare ad una escursione organizzata per vedere la valle sagrada. Ci farebbero vedere tre siti in frettissima e percorrere circa 300 km tra le montagne nel giro di una giornata intera e quindi decidiamo di vederne soltanto uno per conto nostro. Pur senza la sveglia siamo fuori dall'hotel prima delle sette del mattino e a piedi raggiungiamo il terminal da dove dovrebbero partire i bus per Pisaq. Non è lontano, ci saranno 30 km ma in una direzione in cui non c'è molto traffico. Troviamo il bus e partiamo. Il cammino al solito si inerpica tra le montagne per ridiscendere sul fondo valle del rio Urubamba. Intorno alle 8 siamo a destinazione, o meglio, siamo in paese a Pisaq. I mercatari stanno ancora preparando le bancarelle di cianfrusaglie per turisti. Le rovine che vogliamo visitare distano circa 8 km dal paese. La guida non è molto chiara su come raggiungere il sito a meno di prendere un taxi. Ma noi oggi abbiamo deciso di viaggiare coi mezzi pubblici e prendere il taxi suona un po troppo comodo e quindi chiedi che ti richiedi passa un collettivo che dice che ci lascerà in prossimità delle rovine, e che il pezzo che resta da camminare è "quasi in piano", 40 min. dice. Ci ha convinti. Saliamo tra i soliti sacchi di masserizie che trasportano i presenti e dopo qualche km ci scarica ad un crocevia. Cominciamo a camminare ed in effetti la strada non sale molto e dopo qualche curva vediamo la strada che sale con i mezzi fermi che indicano "ingresso del sito". Rifiutiamo un paio di offerte da tassisti ufficiali e improvvisati, con richieste anche ridicole, ma ormai vogliamo riscattare la giornata fiacca di ieri e proseguiamo a piedi. Man mano che ci avviciniamo al sito la pendenza aumenta, fino a diventare uno scalonato che fiancheggia le terrazze Incas. Arriviamo su non senza fatica e quando raggiungiamo le rovine si continua a salire scendere. Il sito è davvero imponente e in molte parti anche molto ben tenuto. Quando pensiamo di aver quasi finito la visita ci rendiamo conto che ci sarebbe ancora un altro versante da visitare e quindi decidiamo di fare 31 e di ridiscendere per il sentiero fino a Pisaq. Molto bella la restante parte del sito e anche la discesa tra le terrazze Inca. Arriviamo giù, neanche a dirlo, stanchi. Facciamo un pranzo frugale, un giro veloce al mercatino turistico poco interessante e subito su un collettivo per il rientro a Cuzco. Arrivati In città facciamo ancora due passi in p.zza St Blas per un caffè e poi decidiamo di terminare il cammino interrotto ieri fino al santuario di s Cristobal. Poi ancora un giro in p.zza de armas per tramonto, una fetta di torta di mele e poi rientriamo in hotel. Con sempre più il morale del rientro, ma almeno oggi siamo stati molto bene. Poi cena non so ancora dove e domattina volo x Lima. E nella tarde volo per Parigi e casa.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Tupac da Pisaq Cusco
lasciato il 6/11/2016 ore 1:18

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4/11/16 Cusco. La giornata da dedicare alla visita della città di Cusco inizia con grande tranquillità, uno dei pochi giorni in cui non abbiamo avuto necessità di puntare la sveglia. Usciamo quindi a metà mattina e ci dirigiamo subito al museo Inca, non lontano dal nostro hotel. Non che ci fosse bisogno di altri musei, con tutte le vestigia Inca e PreIncaiche che abbiamo visto ... Ma questo viene descritto come un museo di Livello e qui che siamo nella valle delle Capitali Inca non lo possiamo perdere. In effetti ci sono molti pezzi molto belli e adesso che abbiamo un po di dimestichezza riusciamo perfino a fare dei paralleli con i siti che abbiamo visitato. Usciti dal museo, abbiamo percorso il giro descritto su LP, anche se molte delle vie le avevamo già percorse nei giorni scorsi. Scopriamo alcuni angoli molto belli. Cusco è davvero molto interessante ma tanto per cambiare è tutto un saliscendi e la gita a MP ha lasciato il segno. Dopo qualche ora di cammino siamo entrambi sfatti e quindi lemme lemme, dopo pranzo, rinunciamo a finre il giro e rientriamo in hotel per un sonno pomeridiano che sembra non voler terminare. Siamo stanchissimi, non escludo che si sia nuovamente patita un po l'altura dopo essere discesi un paio di giorni di circa 1000 metri a MP. Usciamo poi per cena buona al "A Mi Manera". Gia un po con l'umore del rientro.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Thupetek da Machu Picchu
lasciato il 4/11/2016 ore 11:25

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3/11/16 Machu Picchu. Ne è valsa la pena? Sveglia alle 4,00 del mattino, raccogliamo le poche cose, impacchiamo lo zaino che lasciamo in hotel, alle 5,00 colazione e alle 5,10 lasciamo l'albergo per salire al sito tra i "primi". Secondo il ragazzo dell'hotel, dal quale abbiamo acquistato una visita guidata per le 6,30 davanti al sito, così facendo, dovremmo essere al sicuro. Discendiamo tutta la via centrale per dirigerci alla fermata del bus che è nella via parallela alla discesa e quando giriamo l'angolo la sorpresa, la coda. Non si vede la fine, cominciamo la risalita per metterci in coda e praticamente risaliamo di quasi tutta la strada che avevamo percorso in discesa sulla via parallela. Siamo senza parole e anche un po demoralizzati. Le altre centinaia di persone che risalgono la coda dopo di noi lo sono altrettanto. Dalle 5,30 in avanti la coda inizia a muoversi ma i bus che fanno avanti indietro dal sito non sono molti. Dopo poco il ragazzo dell'hotel, in coda anche lui dietro di noi ci avvisa che nel caso dovessimo perdere l'appuntamento, cosa molto probabile, alle 9,00 ci sarà un'altra visita guidata alla quale aggregarci. Verso le 6,30 comunque siamo sul bus e alle 7,00 all'ingresso del sito. Il tour è gia partito e quasi subito il tipo ci raggiunge e ci aggrega ad un altro tour. Già la salita in bus per gli otto km di tornanti e strada sterrata hanno svelato la bellezza delle montagne intorno, ma non appena si entra nel sito già dalle prime immagini si resta senza parole. La guida è abbastanza brava, anche se, come tutte le altre incontrate finora, filosofeggia le virtù del popolo Inca e la grandiosità delle civiltà andine con poca obiettività. Il sito è assolutamente straordinario e il luogo che lo ospita sembra creato ad arte a questo scopo. La realtà è talmente surreale da sembrare fiction. Quello che impressiona di più è la verticalità di questo antico paese che sembra galleggiare tra le montagne. Anche il tempo è dalla nostra parte, la mattinata tersa senza quasi nuvole. Compiamo il primo giro con la guida, ascoltando con attenzione e cercando di cogliere qualcosa di nuovo rispetto alle spiegazioni precedenti contendendoci lo spazio con altri gruppi e le migliaia di turisti in coda per le foto di rito. Al termine delle quasi due ore di giro guidato dobbiamo riuscire dal sito per metterci in coda per fare andare in bagno, c'è un solo bagno all'ingresso e per di più ci si condivide solo quello delle donne perché l'altro è in manutenzione. Fino ad 8000 turisti al giorno x un paio di pipi l'uno uguale 16000 pipi senza contare il resto, il tutto in 6 cessi angusti. Ogni tazza produce quasi 1000€ euro di reddito al giorno e mi fai fare 20 min di coda a gambe incrociate? Ma vaffanqlo.... Comunque ci facciamo ricontrollare i passaporti e rientriamo per rifare il giro da soli, andiamo al mirador e rivediamo alcune cose viste in fretta nel giro precedente e quando sono le 11 circa abbiamo esaurito le forze. E abbandoniamo il sito. Scendiamo in Aguascaliente, pranziamo alla boulangerie e poi in albergo a ritirare lo zaino ed in stazione per il treno. Il ritorno in treno disturbato da alcuni ritardi per guasti meccanici e dal nostro groppone di signore che parla senza tregua per tutto il viaggio. Arrivati ad Ollantaytambo dobbiamo ancora rientrare a Cuzco e saliamo su un combis che per 10 Soles a cranio ci porterebbe direttamente a destnazione senza andare al terminal, saliamo ma siamo appena in 5, noi un'americano e due Giapu e mancano almeno un'altra dozzina di passeggeri perché si riempia e parta. Ma dal nostro treno non carica più nessuno e bisogna aspettare gli altri. Sono schedulati 4 nel giro di un'ora ma ci sono stati ritardi... Un tipo un po truffaldino cerca di avvicinarci dal lato della strada, dice di avere un carro pronto, mancanoaltri 4 passeggeri e si parte. Non siamo convinti ma con L'americano decidiamo di andare a vedere se non ci convince torniamo indietro, ma intanto una signora con evidenti interessi nel primo trasporto prende a male parole il rivale in affari che gli sta soffiando passeggeri ( e la proverbiale solidarietà Inca, "ahoy por mi y manana por ti? ), passeggeri,cioè noi, i quali non si sarebbe fatta scrupolo a tenerci fermi per ore per 20 Soles.... I giapponesi, poveracci, rimangono soli ad attendere che riempiano l'altro furgone. Mi spiace ma in effetti mancano solo 4 passeggeri. La situazione è convincente e quindi andiamo via con l'altro. Arriviamo a Cuzco alle 19,30, sfiniti, doccia e andiamo a cena nello stesso ristorante dell'altra sera. Ne è valsa la pena? domani certamente avremo dimenticheremo le code, il caldo, il treno i ritardi il denaro e i cessi, ma ogni volta che rivedremo una immagine di MP certo riproveremo la vertigine delle sue terrazze e la meraviglia delle sue pietre incastrate perfettamente, le montagne che la circondano. MP non sarà più per noi solo un'icona in due dimensioni. C'è differenza?
<-------> Email: @.
 
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