I contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dai visitatori del sito i quali se ne assumo piena responsabilità.
Tanx.it si riserva la possibilità di moderarne i contenuti, acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.
[lascia un messaggio] SONO PRESENTI 269 MESSAGGI..........

Autore del messaggio: Gaetano da Alghero Stintino
lasciato il 28/6/2015 ore 11:18

Messaggio:
Lunedi 22/6/15. Trasferimento a Stintino. Lascio il bb dove sono stato molto bene, la camera era abbastanza piccola ma avevo tutte le parti comuni dell'alloggio a disposizione. Ho potuto cuocere i famosi fusilli al pecorino, preparare insalate etc. Ho fatto il bucato, dell'abbigliamento da bici tutte le sere. Ho avuto a disposizione il garage sotto casa per ricoverare la bicicletta. Mi metto in viaggio abbastanza presto con l'idea che pur avendo a disposizione tutta la giornata, vorrei arrivare a Stintino abbastanza presto, trovare il bb e andare subito alla Pelosa. Percorro per la prima parte la strada già fatta l'altro ieri per Capo Caccia e mi fermo a vedere la spiaggia delle Bombarde, data come uno degli highlight del luogo, ma valuto che mi era piaciuta maggiormente ill Lazzaretto poco lontano. Proseguo cercando strade alternative e parallele alla statale percorsa in senso opposto venendo in qua da Porto Torres e presto mi accorgo di aver fatto la scelta giusta. Sono strade molto tranquille, che attraversano la campagna, pochissimo traffico e di tanto in tanto mi fermo a controllare su ipad se sono sul cammino giusto. E proprio perdendo una svolta che mi ritrovo per errore alla riserva Naturale del lago di Baratz. E un gran bel posto, con camminamenti a Bordo scogliera e uno spiaggione enorme, deserto. Quello che non ho tanto valutato sono i continui saliscendi, non ho studiato scientificamente i percorsi e le altimetri come altre volte pensando di essere preparato e sottovalutando la cosa. Non c'è naturalmente nulla di inaffrontabile, ma saperlo prima sarebbe stato utile. I paesi che attraverso, S Maria las Palmas, Palmadula, Biancareddu, sembrano città fantasma, deserte o quantomeno immerse in un altro tempo. A Pozzo S. Nicola scopro con piacere che mancano soltanto 12 km a Stintino e quindi decido che è tempo di fare la pausa pranzo e devio verso la spiaggia di Vezzi Mannu. La spiaggetta è lunga ma non molto profonda , molto bella, spiaggia bianca e mare turchese. Se non si volta il capo verso Porto Torres che regala la vista del petrolchimico con le sue ciminiere, si potrebbe stare a latitudini diverse. Mi godo il bagno e la sosta, ma non troppo, perché il mio obiettivo di oggi è la Pelosa di Stintino (che è una spiaggia). Quindi mi rimetto in strada e dopo qualche decina di minuti sono a destinazione (ho anche vento a favore). entro in paese per la stradina panoramica ed è molto pittoresco, con le insenature e i porticcioli. Percorro tutto il lungomare e mi metto alla ricerca del bb. Lo trovo con difficoltà, non è segnalato ed ho il telefono in crisi per poca carica. Mi innervosisco quando al telefono il proprietario mi dice che devo aspettare 1/2 h il suo arrivo, immagino una mezzora dilatata e la mia idea di un pomeriggio di relax in spiaggia inizia a svanire. Poco male, ne approfitto per questioni logistiche, faccio il bancomat, un caffè. Solo she ogni giro significa scalare in bici la collina sulla quale è posizionato il bb. E invece la mezzora si rivela reale e quindi poco dopo sono in costume diretto alla Pelosa. Andrea, il proprietario del bb è un tipo al quale piace parlare e intrattenersi con gli ospiti, ma adesso si sta dedicando ai due ragazzi in partenza ed io ho solo il tempo di aderire alla offerta di fermarmi a cena in bb con altri ospiti motociclisti in arrivo. Cucina lui, dice, gli piace. Sembra una buona idea, mi deprime andare a cena fuori da solo e accetto senza riserve anche se lui non mi è, ancora, molto simpatico ma lo diventerà poi lungo la cena intorno al settimo/ottavo antipasto. La spiaggia è affollatissima e non sono più abituato a folle di persone e quindi dopo una passeggiata mi rifugio sugli scogli. Il mare è molto bello e sullo sfondo l'isola dell' Asinara fa il resto. Rientro per essere pronto per le 20,30 e sono a cena con Leo e Donata, motociclisti fiorentini, simpatici. Lui si è già ustionato nella traversata, prima ancora di mettere piede sull'isola. Mangiamo e beviamo Pantagruelicamente tutti gli antipasti sardi che Andrea ci descrive e che gran parte provengono da animali allevati da lui. Cannonau a fiuni, ravioli al pecorino e infine passiamo una bella serata. Percorsi oggi 95,73 km x 5h 01 in sella
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gaetano da Alghero Bosa Alghero
lasciato il 28/6/2015 ore 11:16

Messaggio:
domenica 21/6/15 oggi è la giornata che credo sia quella dal punto di vista ciclistico più interessante del viaggio. Vado da Alghero a Bosa per l'entroterra e rientro Alghero per la litoranea. È un anello segnalato da LP Italia in bicicletta, ma è dato da fare in due giorni. Ho guardato le altimetrie ma senza troppa attenzione e, se ho registrato bene l'andata, con il punto piu alto a 600 e rotti metri con altri saliscendi meno importanti, non ho fatto la stessa cosa col ritorno che immagino essere 40 km lungocosta o vicino alla costa, ma che ricordano molto da vicino le colline di RoccaPina della vicina Corsica per chi le conosce. Risultato: percorso bellissimo, sopratutto l'inizio quando con tornati larghi e pendenze pedalabili (sopratutto si è ancora freschi) ci si eleva sopra alghero e tornante dopo tornante la vista si allunga fino a Capocaccia. Poi ci si addentra nell'entroterra, una campagna molto pulita, ulivi a perdita d'occhio e paesi che sembrano immersi in un altra epoca come Villanova Monteleone e Montrestu. La discesa fino a Bosa dopo i numerosi saliscendi costa 65 km circa. A Bosa non c'è il mare. Ci resto di m. Ma accade quando non sei preparato e capisco fin da subito che in questo viaggio non sono preparato, se non fisicamente. Non ho studiato le altimetrie, e questo itinerario è saltato fuori all'ultimo momento. Bosa è comunque carina, ma è l'itinerario che mi interessa ed è comunque all'altezza. Approccio comunque il ritorno con energia, anche se gli scollinamenti mi costano sempre più fatica. Su una delle prime colline supero uno dei pochi ciclisti viaggiatori che incontro in tutto il tragitto. È un omone con una bici molto grande e molto carica. Quando arrivo a circa 10 km da Alghero, molto stanco ma cosciente di dover solo più percorrere poca strada, mi fermo alla spiaggia di Villanova Marina. Faccio ristoro bagno caffe gelato etc, spendo una buona 1h1/2 e mi rimetto in strada per l'ultimo tratto. Quando attacca il primo salitone trovo il tedesco che spinge faticosamente la bici. Mi fermo per chiedere se tutto ok ma parla solo in tedesco e chiede se so dove ê il campeggio. Io ho il sospetto, poi confermato che sia oltre Alghere ma lui dice che secondo i suoi calcoli 5/6 km... Non voglio demoralizzarlo ma secondo i miei non sono meno di 15ma non sono sicuro e quindi mi accerto che abbia da mangiare e da bere e lo saluto. Avevo ragione io Fine giornata cuba 112 km x altre 6h 15 culo in sella. Gita molto bella che mi ha ricordato sia all'andata che al ritorno le tante sgambate corse.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gaetano da Torino - PortoTorres - Alghero
lasciato il 28/6/2015 ore 11:15

Messaggio:
Venerdi 19 Sabato 20 Giugno 2015: Sono uscito da casa in bicicletta, come ho fatto molte volte. Questa però non è uguale alle altre, ho le borse rosse sul portapacchi e una tensione addosso come fosse la prima volta che vado in viaggio. Eppure non è la prima volta. Sto per vivere un'altra vita, come accade tutte le volte che parti per un luogo che non conosci. Fa caldo, c'è afa. Vado pianissimo e cerco di capire se tutte le parti della bici sono ben sistemate, le borse alla distanza giusta dai pedali, se le scarpe non toccano col tallone le borse etc. Tutte quelle prove che avrei dovuto fare prima. A poco varrebbe scoprire che qualcosa non va, non ci sarebbe più il tempo per tornare ai box e occorrerebbe sistemarlo in corsa. Arrivato in stazione sono già più tranquillo, mentre mi guardo intorno per capire a che binario andare mi avvicina un tipo che mi chiede come si fa a caricare la bici sul treno. È di Lucca luca, e da Lucca, partito insieme ad alcuni amici lasciati poi lungo il tragitto, ha viaggiato fino in val d'Aosta , ha fatto il gran s Bernardo e domani tornerebbe a Lucca o nelle vicinanze in treno. Poi vorrebbe andare a Matera, sempre in bici. Ci scambiamo qualche info, un saluto e sono sul treno. Bici sulla pilotina e io nel primo scomparto. Il viaggio non riserva grandi sorprese, ma, una vol arrivato a Genova, risulta abbastanza difficile viaggiare in direzione del porto, anche se è molto vicino c'è un gran traffico e percorro anche qualche pezzo tra marciapiedi e aiuole, il che con le borse dietro non è esattamente agevole. L'entrata in porto è altrettanto complessa. Mi rifiuto di pensare che una bici debba attraversare un sottopasso con tir auto caravan equant'altro e quindi cerco una soluzione alternativa: entro nell'area del centro commerciale e chiedo ad un guardiano se non ci sia un ingresso pedonale dove si possa in qualche modo entrare in bici in maniera più dolce che in coda coi Tir. Questi scuote ripetutamente il capoccione, ma poi mi offre l'alternativa. Caricare la bici a spalle, scendere due piani di scale ed entrare attraverso una fessura tra le protezioni della recinzione. Riesce, e mi trovo esattamente davanti ai check-in... Tutti i sistemi hanno i loro punti deboli, basta trovarli... Tunnel evitato. Operazioni di carico in stiva: non so come funzioni, ognuno dice la sua, mi indirizzano verso la stiva ma appena arrivo uno in tuta arancione mi ferma e mi chiede: a lei chi l'ha mandata qua? Il capitano. Si scosta e mi fa passare. Mi indirizzo insieme ai motociclisti e piazzo la bici legata a delle maniglie. Sono l'unico ciclista. Chissà perché, avevo dato quasi per scontato ce ne fossero altri.... Il viaggio passa veloce, incontro Ernesta CDB e famiglia e passiamo la serata insieme, presidiando a turno le poltroncine del bar in cui intendo passare la notte con sacco a pelo. Andrebbe anche tutto liscio e si dormirebbe anche se nella notte intorno a mezzanotte non venissimo svegliati da una rissa verbale tra una signora (aged) Sarda, che prima ancora di partire aveva già fanculato 1/2 equipaggio della nave, e una coppia di ragazzi che chiedevano se fosse possibile abbassare un po il tono di voce. La signora ha insultato per circa 1/2 i ragazzi e chiunque cercasse di calmarla, compreso l'ufficiale Tirrenia intervenuto. Peccato che la ragazza sia un avvocato e, come promesso, al mattino la denuncia all'ufficiale di bordo: apriti cielo... Operazioni di sbarco facili. Saluto i ragazzi e mi metto subito in maricia da Porto Torres per Alghero. Adesso sono molto eccitato, peccato che il panorama sia prima una squallidissima zona industriale poi una 30ina di km di strada, un drittone di cui non si vede la fine, fortunatamente con traffico quasi inesistente. Intorno alle 11,00 sono già a destinazione, ma non ho fatto una colazione dignitosa e quindi mentre aspetto che arrivi Grazia del bb mi fermo in bar e Magno un Brunch. Dopo aver preso possesso della camera (ho anche un posto in garage per la bici) faccio un giro sempre in bici girovagando e mettendo il naso in tutte le spiagge a Nord di Alghero, le Bombarde, lazzaretto, fino a capo testa, giusto per scaldare i muscoli, poi, a sera, passeggiata in centro con le bancarelle e passeggiata al mare tristezza. Comunque sono sfinito anche per la nottata on nave. E comunque percorsi 108.16 km per un totale di 6h06 culo su sella.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Maria da torino
lasciato il 16/6/2015 ore 7:43

Messaggio:
prova
<-------> Email: maria@tiscali.it

Autore del messaggio: G. da Bangkok
lasciato il 6/12/2014 ore 4:58

Messaggio:
Siamo a bangkok dalle 5,50 svizzere di stamane. Sono le 11 siamo gia sfiniti dal caldo. Caffe Lavazza A chao S. Road, li dietro. Gia fatto tutto il mercato degli amuleti e ancora niente campanelle, 1 solo posto insoddisfacente.... Speriamo.... Contattato Cino per incontro e ritiro pacco natalizio...
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Ga da Tra pakse e Bangkok
lasciato il 6/12/2014 ore 1:23

Messaggio:
È diventata quasi una consuetudine ormai in questo viaggio, le ultime oreche trascorriamo in un luogo prima di lasciarlo, le trascorriamo al mercato. E così anche stamani, ci incamminiamo sul bel lungofiume e con un po di rammarico ci pentiamo di non aver tentato una cena da queste parti, ci sono ristoranti locali uno dietro l'altro per quasi due km senza soluzione di continuità. Ci siamo fermati solo un pomeriggio al tramonto in un posto dove un karaoke grakkiava e stonava delle strazianti litanie. Tanto è bastato. Ma da quando il nostro amico Tim ci ha informati che non trova i gamberi, noi non facciamo altro che imbatterci in offerte di prawns di tutti i tipi. Spiace anche a me non averci fatto caso prima... Comunque arriviamo al new Market, il principale di Pakse ( è anche l'unica cosa che abbiamo visitato in città) e fa un caldo tremendo, è la giornata più bella tra quelle trascorse qui. Il mercato è davvero grande ed anche se per noi non è una novità, c'è sempre qualche merce mai vista prima e sempre si accende la curiosità e il tentativo di indovinarne la natura. Alcune cose è anche difficile capire se siano di derivazione animale, vegetale, minerale o altro ancora. Una visita sempre interessante comunque. Dedichiamo al mercato un paio di ore e rientriamo in hotel in motorisciò. Approfittiamo di dover fare un pranzo veloce per salutare ormai il nostro amico Corrado della trattoria italiana, mai così tante (3) volte in un ristorante italiano all'estero durante un viaggio, ma lui è proprio una persona interessante e lo salutiamo con piacere. Alle 13.00 passano a prenderci per Lasciare definitivamente il paese e sul pulmino c'è la coppia di olandesi con i quali abbiamo condiviso un tuk tuk nei pri istanti del nostro viaggio in Laos e cercato una sistemazione in hotel praticamente insieme a Luang Namtha, ironia della sorte ci ritroviamo dopo un mese all'uscita dal paese. Ieri sera incontrandoli per strada lei ci spalanca un sorriso evidentemente sorpresa quanto noi per la coincidenza, anche se noi abbiamo impiegato qualche imbarazzato secondo a ricordare chi fossero. Poi nel giro di qualche minuto, entrando al ristorante un altro ragazzo barbuto mi guarda con la certezza di avermi già visto e subito mi ricorda l'incontro in un terminal dei bus in cui avevamo scambiato alcune chiacchiere, lui Indiano, poi siamo partiti per destinazioni diverse. E ancora nel giro di qualche minuto si avvicinano i due italiani che vivono in Cambogia trovati nella pozza di Tha Falang vicinao a Thakhaek e si fermano a salutarci anche loro (10 minuti di celebrità). Piccolo il Laos... Comunque faremo il viaggio di ritorno verso Bangkok con gli olandesi. Minibus, passaggio frontiera, altro minibus e arrivo a Ubon Rachatani alle 15,30. Treno e cuccetta di seconda classe partiranno solo alle 18,30. Avevo il presentimento che non saremmo riusciti a viaggiare in vagone letto per Bangkok e nonostante le rassicurazioni dello stordito dell'hotel che ci ha venduto il pacchetto, abbiamo scoperto infatti trattarsi di cuccette di seconda classe, mentre lui ha scoperto grazie al mio intervento (forma elegante per tradurre "fargli un culo così"), dopo una notte insonne e avermi restituito quantomeno i soldi della commissione, che esiste sui treni anche la prima classe: chiamasi rischio professionale. Comunque arrivati alla stazione sembra inverosimile che la prima classe sia fully booked, ma così han detto anche agli olandesi e quindi... Faccia di bronzo e chiedo all'ufficiale di bordo se mi fa vedere il vagone ed è ancora vuoto a quaranta minuti dalla partenza, ma chiedo e questi mi conferma che è tutto pieno? Ho il sospetto che sia tutto prenotato per scopi militari dato che oggi in Thaylandia è il king day, festa del Re. Comunque la seconda classe sembra sufficientemente tranquilla da garantire un buon riposo, in modo da domani poter trottare ancora a Bangkok prima di prendere l'aereo in serata. Non era una questione di lusso e quando a mezzora prima che il tremo parta, l'ufficiale di bordo mi informa che ce posto in prima se vogliamo fare un upgrade, rinunciamo, avendo già sistemato gli zaini e anche noi. BuonaNotte.
<-------> Email: Tra pakse e Bangkok@.

Autore del messaggio: Ga da Pakse
lasciato il 6/12/2014 ore 1:21

Messaggio:
.. Keo ou done. L'ultimo massaggio Laotiano, che per me è un po deludente, la mia massaggiatrice compie tutti gli errori che qualsiasi scuola di massaggi insegna ad evitare alla prima lezione: unghie lunghe, parla di continuo, interrompe il trattamento tre volte per pisciare o chissacosaltro, devo fermarla di tanto in tanto perché mi fa male. Inoltre il condizionatore che hanno acceso nella piccola sala potrebbe raffreddare un palasport e gira a manetta. Un disastro, spero di rifarmi a Bangkok, e comunque il bilancio dei massaggi Laotiani è senz'altro positivo, uno su tutti il massaggio che mi hanno spacciato per scuola cinese del centro di Vientiane. Anche le saune o erbal steam bath sono sempre state molto positive, ci siamo sempre rivolti a centri croce rossa o cliniche che chiaramente erano sopratutto frequentate da un pubblico locale. Esiste una grande offerta di massaggi di ogni genere nei luoghi frequentati da turisti ma normalmente sono offerte di persone improvvisate ad uso esclusivamente turistico. Torniamo a cena da daolin, senza grandi pretese, Lori non ha molto appetito e mangia della frutta io un phad thay di corsa prima che lui puntualmente alle 21.00 sbatta tutti fuori per chiudere.... Buona notte.
<-------> Email: Ga@.

Autore del messaggio: ZORRO da COLLEGNO
lasciato il 4/12/2014 ore 15:40

Messaggio:
buon Rientro a casa, non vediamo l'ora di rivedervi e riabbracciarvi Z.


http://ZORRO.ANTO@NOITUTTI
<-------> Email: ZORRO.ANTO@NOITUTTI

Autore del messaggio: Giap da Pakse
lasciato il 4/12/2014 ore 10:36

Messaggio:
A costo di sembrare monotono, ribadisco che la cosa che sicuramente porteremo via dal Laos è il ricordo delle sue strade: un po perché mai come in questo viaggio abbiamo percorso tutto il paese via terra, senza mai volare, e un pò perché anche una volta arrivati a destinazione ci siamo mossi moltissimo in scooter, facendo nostro ogni granello di sabbia sollevato dagli altri mezzi e ogni buca schivata. E anche qualcuna non schiavata. Ma a parte questo, viaggiare in strada in Laos è molto tranquillo e piacevole su quasi tutte le strade, sarebbe certamente un viaggio abbastanza facile da affrontare anche in bicicletta. E poi i la vita dei villaggi, ancora una volta, si snoda tutta lungo le strade. E così anche oggi ci siamo messi in marcia per la bella strada che collega Pakse a Champasak, un paesino a trenta km da qui, che si trova non lontano dal sito archeologico Khmer wat Phu, il più importante sito archeologico Laotiano. Non a caso ci troviamo a poca distanza in linea d'aria da Angkor Wat in Cambogia, il sito che visitiamo oggi è dello stesso periodo storico. La strada è molto bella e tranquilla, incastrata tra una bassa catena montuosa e il Mekong. Si viaggia tra risaie e bufali e mucche al pascolo. Per strada sempre il medesimo guazzabuglio di capre galline bimbi in bici verso la scuola, motorette e qualche maiale. La giornata è molto bella e fa caldo. Decidiamo di fare prima il sito e iniziamo dal museo, dove una signora Italiana scatta foto con l'ipad a tutti i cartelloni segnaletici, fuori il marito sta tirando le cuoia per un calo di pressione al ritorno dalla visita dei reperti che sono in cima ad un vialone che termina con una serie di scalinate davvero ripide. Lo salviamo con due pastiglie Leone alla cannella, scambiamo quattro chiacchiere su ciò che abbiamo visto e iniziamo la visita del sito. Fa un caldo davvero tremendo e anche se fra qualche giorno ci mancherà molto, le scale diventano presto molto faticose e poi stiamo affrontando la parte più dura tra le 11 e le 13,30 circa. Il sito è davvero bello e da sopra la vista spazia per tutta la pianura del bacino del Mekong. Comunque ne usciamo molto meglio dei signori di Genova incontrati prima. Mentre usciamo arriva un gruppo piuttosto avanti con l'età che si appresta ad iniziare la visita... Non li vedo bene... Lasciato il sito facciamo un giro per la vicina Champasak e ci fermiamo per pranzo in un posto molto bello lungo il mekong per pranzo. Bellissima la terrazza su l fiume e il patio, pessimo servizio e cucina. Facciamo ancora un giro per il paese e poi ci rechiamo all'imbarcadero, vogliamo attraversare il fiume per rientrare a Pakse dalla strada sull'altro versante. Mentre scendiamo sulla sponda del fiume tutti ci indicano delle microzattere poste a lato di un barcone che secondo me è quello pubblico, con sopra già un carretto. Io tiro dritto e salgo sul ferry boat pubblico ma continuano a indicarmi le altre barche ed a chiedere una cifra che mi sembra un po alta. Però intanto altre motorette vanno verso i barchini fino a formare gli equipaggi richiesti e partono. Ci rendiamo conto presto che il grosso barcone col carretto e il nostri scooter non partiranno mai e allora cediamo alle richieste per attraversare. Non siamo obbligati, potremmo tornare anche per la stessa strada, ma ce una luce bellissima, è quasi prossimo il tramonto e vogliamo attraversare il Mekong in barca. Peccato che ci carichino su una lancia (Long tail boat) a fondo piatto, io Lori lo Scooter e il pilota. ridiamo per la situazione e ridono anche i locali. Comunque tutto bene, bello l'attraversamento del fiume, e rientriamo in città felici per la bella giornata trascorsa. Torniamo a cena da Corrado della trattoria italiana e trascorriamo anche una bella serata, ci nutre e ci illumina anche su alcuni aspetti di costume della società Laotiana che ancora ci sfuggono. Buona Notte a tutti. TimFra, mi dispiace molto che il Green elefant abbia avuto tale devastante effetto, deve essere molto cambiato tutto li, infatti all'epoca non era un posto da gruppi, anzi non ricordo nemmeno i gruppi. Noi siamo riusciti a mangiarli a Vientiane, ma penso che potrebbe non essere la stagione giusta, altrimenti ne avremmo visti credo molto di più avendo fatto un mese di fiumi vari. Spero che almeno le caramelle al tamarindo le diano sempre... A presto.
<-------> Email: Giap@pippo.it

Autore del messaggio: Tim & Fra da Nyaungshwe
lasciato il 4/12/2014 ore 2:58

Messaggio:
Ciao carissimi Prima di tutto dobbiamo ringraziarvi perché ci siamo scompisciati dal ridere leggendo i vostri racconti, quelli condivisi con noi ma anche gli altri! Dopo tre giorni a Bagan stragoduti e una tappa breve a Monywa siamo stati tre giorni a Mandalay - girata bene in bici - e dintorni. E la terza sera, alla disperata ricerca dei gamberoni di fiume siamo andati al green elephant, dove nel menu effettivamente trovo i "river prawn" nel menu e inizio a rilassarmi. Solo che 10 min. dopo l'ordinazone e di intensa salivazione, ci viene a dire il cameriere che non ne hanno - e qui dovevamo capire che non era destino, che sarebbe stato il caso di alzarci e andare a mangiare al chxxxfojinight market in strada... Ma siamo rimasti e abbiamo mangiato accanto ai grupponi scaricati dai pulman. Forse il cuoco non era in forma quella sera, il cibo non era niente di speciale, e faceva freschino la sera, forse troppo... Il seguito è stato questo: la Fra ha passato la notte con la testa nella tazza. Probabilmente meno per il cibo stesso ma per il freddo e tutto l'insieme. Il giorno dopo ci siamo spostati a Kalaw, Fra stava un pò meglio per cui abbiamo organizzato il trekking che volevamo tanto fare, in tre giorni al lago Inle. Il primo mattino di marcia (tra L'altro con un passo assai sostenuto con Ko Min, una guida eccellente, altro che la nostra pippa di Phongsaly. Questo oltre al sacco del pranzo si portava pure la Fra in spalla se glielo chiedevamo😉) è andato bene, la Fra si sentiva in forma, ma dopo pranzo è crollata e siamo dovuti tornare a Kalaw, un'altra notte in bagno, stavolta con diarrea. Abbiamo capito che era il caso di prendercela con calma, ci siamo goduti un viaggio in treno a Nyaungshwe. Vi terremo aggiornati, un abbraccio forte, Tim & Fra
<-------> Email: tim-fra@phongsaly.lao
 
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27]