I contenuti di questa pagina sono immessi direttamente dai visitatori del sito i quali se ne assumo piena responsabilità.
Tanx.it si riserva la possibilità di moderarne i contenuti, acconsente alla loro pubblicazione, declinando qualsiasi responsabilità in merito.
[lascia un messaggio] SONO PRESENTI 269 MESSAGGI..........

Autore del messaggio: GaUyuni da Uyuni
lasciato il 28/10/2016 ore 13:46

Messaggio:
24/10/16 La Paz, giornata dedicata alla visita della Città. Mercato Negro, chiuso per manifestazione. Fondazione Solon, chiuso per manutenzione. Arte al aire libre, cartiana sbagliata su lp e quando lo si trova è una roba che non valeva la pena. Insomma, un vero flop. La fermata nella città di La Paz è stata comunque interessante. La città ha una dislocazione molto interessante ed in generale l'abbiamo vissuta in maniera migliore rispetto a Lima. Poi la sera partiamo, alla volta di Uyuni, ma poco dopo la mezzanotte il pullman è fermo e armeggiano. Si è guastato, cambiamo bus, ma comunque alle sette siamo a destinazione con arrivo alba su deserto. Bello.
<-------> Email: Uyuni@.

Autore del messaggio: GagaTiwa da Tiwanaku
lasciato il 28/10/2016 ore 13:43

Messaggio:
23/10/2016 Tiwanaku. Gita a Tiwanaku oggi, sveglia senza sveglia ma comunque molto presto, con calma colazione e usciamo, prendiamo un collettivo e andiamo al terminal cementerio, dove dovrebbero esserci ogni ora dei bus o altri mezzi per la nostra destinazione. È in realtà un terminal distribuito tra tre o quattro vie, e non troviamo subito il mezzo che ci serve, anzi, qualcuno dice anche che oggi essendo Domenica non ce ne sarebbero. Ma è male informato, perché dietro l'angolo ci aspetta un signore con un pulmino al quale mancano gli ultimi due passeggeri per partire, ed eccoli qua. Uscire da La Paz è un delirio, è tutta bloccata per varie manifestazioni. Comunque alle 11 circa siamo a destinazione, la strada è quella che abbiamo percorso venendo a La Paz da Titicaca. Il sito è praticamente in una zona oggi semidesertica ma che al tempo delle varie ere delle civiltà Tiwanaku doveva essere molto verde. Infatti pare che queste civiltà siano collassate per fattori climatici. Con tre sorelle di La Paz che stavano nel nostro pulmino condividiamo una guida e questo rende la visita più interessante. Rientriamo a LaPaz con lo stesso pulmino e dopo una sosta in hotel ci rechiamo a fare un giro a Sopocachi, ma è un quartiere che la domenica è un po smorto e quindi rientriamo per il centro e ceniamo da 1700. Buonino.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: GaLaPaz da La Paz
lasciato il 23/10/2016 ore 12:1

Messaggio:
22/10/16 La Paz. Per poter partire al mattino presto per La Paz, abbiamo deciso di prendere un autobus pubblico, finora ci siamo serviti di servizi di classe superiore o comunque prevalentemente mezzi turistici. Niente di sconvolgente ciò che stiamo per affrontare, anzi, i mezzi sono quasi paragonabili a quelli turistici economici. La differenza è che qui ognuno trasporta fagotti cesti o grossi cumuli di mercanzia in grandi sacchi di plastica neri, forse merce destinata ai mercati di La Paz. Siamo solo in due coppie di occidentali sul bus, tutto il resto è costituito da grosse signore in Bombetta di sbiego sulla testa e abiti tradizionali, i mariti, a volte le figlie o i figli e i nipoti normalmente infanti. Molti nuclei hanno componenti di almeno tre generazioni. La gente è sempre sorridente e sembra sempre serena. Il bus parte dopo aver cercato di caricare invano tutta la mercanzia che alcuni passeggeri tentavano di portare, con qualche minuto di ritardo. Era schedulato per le 7 del mattino. Il paesaggio, come diceva la guida è davvero bello, specialmente nella prima parte, siamo ancora vicini alle sponde del Lago Titicaca, e viaggiamo tra verdi colline terrazzate fino all'attraversamento di un piccolo stretto dove occorre scendere dal bus. Immaginavo ci fossero dei piccoli traghetti, invece il bus attraversa su una piccola chiatta di legno e noi su una barchetta a parte. Ripartiti il paesaggio si fa più piatto, anche se siamo sempre circondati da montagne. La più imponente che già si intravede è il gruppo del vulcano Illimani 6400 e rotti metri non lontano da La Pax. Arriviamo nella periferia della città e inizia lo stillicidio di fermate per far scendere tutti i locali, ad ogni angolo di strada ne scende qualcuno, quelli coi bagagli nella bagagliera solo nelle fermate ufficiali. Sembra una periferia in continua costruzione, da un bel pezzo non ci sono più strade asfaltate, si attraversano rogge senza ponti e questo avvicinamento ci costa quasi quanto tutto il viaggio. Poi questa immensa periferia diventa sempre più simile ad una città, si vedono i piloni del teleferico, la cabinovia di La Paz e infine ci rendiamo conto che siamo ancora ad El Alto, la città adiacente, sull'altopiano sopra La Paz. Una decina di ampi tornanti in mezzo ad un traffico sempre più caotico e verso le 11,30 siamo al terminal del Cementerio. Non siamo molto lontani dall'hotel che abbiamo prenotato, ma comunque chiediamo informazioni ad un poliziotto poco distante, ci chiama lui il taxi, contratta o chiede il prezzo perché ne in Perù ne in Bolivia esiste un taxametro, e prima di partire fa una foto al numero di licenza del taxi. Facciamo tutto il tragitto in coda tra stretti vicoli a causa di una protesta dei commercianti che blocca una parte del centro. il taxi evidentemente era in giro per conto suo perché nel baule ha la spesa e a bordo la moglie e il figlio piccolo, quando ci rendiamo conto che siamo sulla nostra via ma due isolati (quadras) più in basso, ci facciamo scaricare e risaliamo le poche centinaia di metri con gli zaini a spalle, la fatica della camminata di ieri si fa sentire. L'hotel Grand Palace è anche sopra le nostre aspettative e il ragazzo della reception ci da un sacco di consigli molto utili, visto che non avendo intenzione di fermarci molto non ci siamo documentati molto. Pensavamo anche non fosse un posto molto gradevole e invece si rivela subito molto interessante. Poche centinaia di metri sotto il nostro hotel c'è il mercato della Hechicheria (stregoneria) dove si vendono radici erbe stranissime per fare pozioni e le pozioni stesse, feti e piccoli di Lama disidratati. Ma quello che stiamo cercando è l'agenzia di viaggi che ci ha consigliato il ragazzo per vedere se riusciamo a fare l'escursione di 3 hiorni al Salar Di Uyuni, il motivo principale della visita in Bolivia che pensavamo di visitare in un solo giorno. Abbiamo cambiato idea. Troviamo il modo di partecipare a questa escursione, affittiamo i sacchi a pelo e ci compriamo due sacchi lenzuolo, occorre passare una delle due notti a 4600 m e non ce riscaldamento nel rifugio e pare che possa fare freddo. Soddisfatti usciamo e iniziamo a girare per la città, che è tutta in verticale, poi passiamo dal terminal principale per vedere quali possibilità ci sono per ripartire da La Paz per Cusco, ma siamo molto avanti nella programmazione del resto del viaggio, anche qui troviamo una soluzione comoda e questo ci consente di risparmiare tempo prezioso. Poi andiamo a fare un giro sul teleferico che porta a El Alto, risalendo la collina dalla quale siamo scesi stamani in bus e regalando viste molto belle della citta. Facciamo poco più che andata e ritorno, poi a piedi ci dirigiamo in albergo e usciamo nuovamente per cena, ma andiamo poco lontano, siamo stravolti. Al rientro, è sabato sera, nel nostro hotel due piani sotto c'è una festa con musica tecno a palla, ma non riuscirà a darci noia più di tanto, siamo talmente sfatti che ci addormentiamo comunque. E adesso che in realtà sono gia le 5,30 del mattino dopo, aspettiamo colazione e poi andiamo in gita a Tihuanaco, un sito archeologico ad una 50 ina di km da La Paz. Buongiorno a voi e buongiorno a me.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gag da isla del Sol
lasciato il 22/10/2016 ore 12:12

Messaggio:
21/10/16 Isla del Sol lago Titicaca. Ci svegliamo presto come al solito, facciamo colazione e quando sono le 8,15 siamo davanti al molo per la partenza dell'imbarcazione che ci scaricherà al nord dell'Isola del Sol e ci riprenderà nel pomeriggio al sud dopo qualche km di trekking. Naturalmente tra tutte le possibilità di visita abbiamo scelto la meno comoda ma sicuramente la più bella. Il tragitto in barca è molto bello ma terribilmente lento e quando si arriva a destinazione sono circa le 10,45. L'idea che ci siamo fatti sulla base delle info che abbiamo sono che ci sia un sito da visitare, prossimo all'imbarco, l'ascesa per circa 2 o 300 m di dislivello e poi tutto in cresta fino alla fermata a sud dove dovremmo trovarci per le 15,30. Una caxxata detta così. Cominciamo a camminare ed il paesaggio è davvero incantevole, si sale fin da subito e si scorgono spiagge e fondali da cartolina. Naturalmente non ci sono bagnanti perché siamo a 3850 m di altitudine. Ogni volta che si supera una collinetta la vista cambia e ogni volta ci si stupisce, fino ad arrivare alle rovine del labirinto. Ci sono molte rovine, questa è l'isola dove, secondo la mitologia Incas, è nato il sole, una delle loro divinità, sicuramente la più importante. Comunque vediamo il sito con calma e ci apprestiamo a scalare quella che crediamo essere la salita che ci porterà in cresta per poi camminare come crediamo quasi tutto in piano/discesa fino al punto di arrivo. Mentre iniziamo a salire incrociamo una ragazza che era in barca con noi che ci dice di aver scoperto che ci sono una serie di ticket da pagare lungo il cammino e non avendo cambiato il denaro non è sicura di riuscire ad arrivare in fondo. Ci offriamo di prestargli il denaro che le serve e dopo qualche titubanza accetta e si unisce a noi. Ma già nell'affrontare la prima salita, quella che stava discendendo, respira affannosamente, forse troppo avendo appena iniziato il tragitto. Quando arriviamo primo check point il bigliettaio parla di 8 km di cammino, io ne avevo calcolato qualcuno in meno. Il paesaggio è sempre spettacolare ma superata la prima salita e fermi per il primo spuntino serio, Piedad, così si chiama la spagnola che abbiamo adottato, è già seriamente provata, cerca di alzarsi ma sta per svenire. La costringiamo mangiare ed a bere e si riprende. Continuiamo il tragitto che non è affatto piano ma un continuo saliscendi e man mano che passa il tempo e si avvicina l'ora della partenza del battello sale un po' anche l'ansia. Le ragazze sono sempre più stanche ed ogni salita sempre più faticosa. Tantè che arriviamo al punto di partenza con una decina di minuti di ritardo, convinti di dover prendere, se c'è, l'ultimo battello delle 16,30, ma sarebbe un po un disastro perché andrebbe ripagato e lei perderebbe anche il bus che dovrebbe portarla a La Paz stasera. Trafelati scopriamo che la puntualità Boliviana ha margini maggiori rispetto a quella Peruviana mq questa volta ci fa gioco. Arriviamo giù stremati dalla fatica e dal sole ma contenti. È stata comunque una giornata molto bella anche se con finale trilling. La serata si conclude con la organizzazione dei prossimi giorni, hotel a La Paz, Bus per Uyuni e quant'altro e domani, neanche a dirlo, sveglia alle 5 e partenza per La Paz. Buena noche.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gat da Copacabana
lasciato il 22/10/2016 ore 12:9

Messaggio:
20/10/16 trasferimento in Bolivia. Giornata di trasferimento o poco più. Il mattino ci vengono a prendere in hotel e trasferiscono in terminal dove abbiamo il bus. Ne partono due contemporaneamente per Copacabana e tour Perù carica i bagagli di tutti i passeggeri sul nostro bus senza controllare i biglietti ne dare ricevute. Dopo un po, quando non ci stanno più bagagli si scopre l'arcano e comincia la ricerca dei bagagli che sono stati caricati per caso ma apparentemente senza alcun controllo. Avviso la signora che sta controllando i biglietti, che a stento mi caga e torna a fare il suo lavoro. Allora resto giù almeno a controllare di non veder qualcuno passare con i nostri zaini. I bus sono solo per turisti, non ci sono locali a differenza di tutti gli altri che abbiamo preso e infatti i controlli sono molto più blandi. Comunque la signora che mi guarda in cagnesco mi assicura che tutto era sotto il controllo di BusPerù e con qualche minuto di ritardo si parte. Dopo due ore circa si arriva in frontiera e il passaggio è abbastanza veloce, anche perché la signora dei bagagli (è il boss del nostro bus), che gira con la foto sul cellulare di un bagaglio smarrito (tutto sotto controllo), fingendo di farci un cazziatone, ci fa praticamente saltare buona parte della coda. Dopo circa un'ora dall'arrivo in frontiera si riparte e dopo pochi km siamo a Copacabana in Bolivia. Abbiamo preso l'hotel mirador del lago con vista lago appunto, parecchio trascurato. Il paese non è granché e comunque organizzato tutto il da farsi per domani, non ci curiamo nemmeno di soffermarci a vedere il poco che ci sarebbe e ci concdiamo un pomeriggio di riposo, immaginando di uscire per il tramonto. Di fatto dormiamo tutto il pomeriggio, sono state giornate pesanti, tra l'altura e le gite. Comunque il tramonto non c'è stato, e appena usciamo per la cena inizia a piovere, speriamo bene per domani.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Gt da Puno islas uros Taquile
lasciato il 22/10/2016 ore 3:31

Messaggio:
19/10/16 La navetta per le isole è in grande ritardo, tanto che alle 7,20 abbiamo il sospetto che ci abbiano dimenticati e ricontrolliamo la ricevuta e infatti la signora dell'agenzia ha sbagliato ed ha scritto la data di domani. Chiedo quindi al desk dell'hotel se possono chiamare in agenzia avvisandoli e gli rispondono che stanno passando a raccoglierci e infatti nel giro di qualche minuto passano. Ci ortano al molo e ci imbarcano. Il tempo è bello ed è tutto perfetto. La prima fermata viene effettuata in una delle isole galleggianti Uros (sono 87 in tutta la comunità), dove veniamo accolti dalle donne del villaggio che in coro ci salutano nella lingua locale, noi addestrati pocanzi dalla guida del tour rispondiamo in un coro molto meno sincrono il saluto appena appreso. Sbarchiamo, ci fanno sedere in semicerchio e la guida spiega come vengono realizzate la isole, le case, e i mille altri usi della totora, la canna che cresce spontaneamente nel lago e che è anche commestibile. Spiega gli usi e costumi della comunità, poi quando finisce la recita, le donne ci invitano a gruppi ad entrare nelle loro capanne e ci contano qualche dettaglio della loro vita, quanti figli hanno, nipoti, etc, ma dura poco perché si passa subito alla vendita dell'artigianato. Dicono che è tutto prodotto da loro artigianalmente ma le due zucche che infine compriamo rappresentano due gufi, che mai abbiamo visto rappresentati nell'iconografia incontrata finora. Puma serpenti uccelli vari ma mai Gufi. Made in china? Chi sà. Comunque il giro è a tratti molto interessante ed a tratti un po carnevalesco. Quando ci caricano su dei catamarani di cannette con torrette per trasporto turisti per far attraversare il canale (e pagare altri 10S a testa) le donne ci salutano come ci hanno accolti ma cantando "vamos a la playa" mi viene in mente che i due fenomeni degli autori della sono nostri conterranei e coscritti e verosimilmente vivono ancora dei diritti d'autore di questa cagata di canzone (e mi girano le palle). Comunque lo spettacolo anche se toglie un po di poesia ha un che di comico, 5 o 6 signore robuste sulla riva di un'isoletta di canne, in abiti tradizionali e bombetta in testa che canta al ritmo rallentato Vamos a la playa scatena una risata di gruppo. Sull'isoletta di fronte non c'è assolutamente nulla di interessante, se non alcune sculture di totora e un babacio sotto il quale tutti i turisti si fanno la foto. Ci ricaricano su un battello e ripartiamo per Taquile, l'isola maggiore a 2h 1/2 di navigazione da qui. Poco prima di arrivare la guida rispiega usi e costumi locali e poi sbarchiamo e risaliamo non senza sforzo il sentiero fino alla piazza centrale del villaggio, dove le autorità locali determinano in quale ristorante mangeremo. A pranzo cominciamo a conoscere i nostri compagni di barca, noi siamo nella sezione latina con ragazze mex, peruane, gruppi di brasiliani etc. Gli anglofoni fanno gruppo a se. Anche qui la guida (molto brava) spiega nelle due lingue il complicato codice degli abiti locali e il significato sociale di ogni capo d'abbigliamento rendendo la visita molto interessante. A fine pasto resta solo da ridiscendere e la lunga navigazione del ritorno. Nel complesso la gita è molto interessante. A coronare la bella giornata una buona cena al ristorante brajas? Sulla plaza de armas a Puno. Domattina si parte per la Bolivia, Copacabana, sempre su lago Titicaca.
<-------> Email: Gt@.

Autore del messaggio: Titicaca da Puno
lasciato il 19/10/2016 ore 5:33

Messaggio:
18/10/2016 Puno. Non sappiamo per quale motivo non abbiamo deciso di trasferirci a Puno viaggiando di notte anzichè andarci direttamente dalla cruz del condor, ma tantè che rientriamo in Arequipa e abbiamo un pomeriggio libero fino a sera quando partirà il bus. E di fatto non abbiamo più nulla da vedere ad A. e quindi ci dedichiamo a questioni logistiche, viaggi trasferimenti etc. E così in un pomeriggio che sembrava buttato via, riusciamo a trovare il volo Cusco Lima per la fine del nostro viaggio, e poi, cosa ancora più insperata, riusciamo a far riparare i miei occhiali da sole (fondamentali con questa luce) quando ormai avevamo perso ogni speranza. Per puro qulo. Poi ci concediamo una pizza, nemmeno troppo male e infin rientriamo in hotel, prepariamo i bagagli e in taxi raggiungiamo il terminal. Risalire dai 2300 m. Di Arequipa ai 3850 di Puno, costa di nuovo fatica, anche se dovremmo essere un po più abituati. Il mal di testa va e viene, a volte palpitazioni e ritmi molto rallentati. Arriviamo in città alle 4,45 e andiamo subito in hotel, non si è dormito granchè bene e speriamo che in hotel abbiano già la camera libera, ma non è così. Quindi aspettiamo un po, facciamo colazione e usciamo e quando rientriamo alle 8,30 del mattino, abbiamo già sottoscritto l'escursione del pomeriggio di oggi al sito di Sillustani e preso info per domani alle isole Ouro e Tequile. Quindi rientriamo, ci danno la camera e, una doccia e una ora di sonno ben fatto, ci rimettono in quadro. Quindi usciamo e passeggiamo fino al porto, ma già rientrare (sarà 1 km e mezzo) dobbiamo prendere un risciò perché già spossati. Il clima non permette errori, si passa dalla maglietta alla giacca a vento e quindi sei sempre carico di roba. Dopopranzo passano a prenderci col pulmino per l'escursione a Sillustani. un luogo molto panoramico sulla sponda di un altro lago con torri funerarie di varie epoche, dal 400 ac fino agli Incas. La guida è anche abbastanza coinvolgente ma non siamo troppo in forma per l'altitudine e, almeno io, non riesco a godermi a fondo la gita. C'è anche un bel cielo da foto prima del tramonto, ma anche questo non basta. Rientriamo in albergo e speriamo in un sonno ristoratore, scendiamo a stento per una cena leggera, domattina 6,50 passa l'altra navetta per le Isole. Vita da bbestia. Buonanotte.
<-------> Email: Titi@.

Autore del messaggio: Gag da ColcaCanyon
lasciato il 17/10/2016 ore 22:58

Messaggio:
17/10/16 non dormiamo molto e la sensazione di ovattamento si attenua solo masticando qualche foglia di coca e così iniziamo la giornata. Colazione 5,30 e partenza 6,15. Stavolta sotto mie pressioni la guida ci passa a prendere prima e quindi abbiamo posti più confortevoli di ieri. Passiamo da alcuni pueblos e alcuni miradores in un paesaggio molto bello, il Canyon è tutto terrazzato e coltivato, ma il nostro obiettivo di oggi è il mirador della cruz del condor, da dove si dovrebbe avvistare appunto il volo dei Condor. Quando ci arriviamo diverse centinaia di turisti già aspettano invano e non sembra un ambiente che possa invogliare un uccello qualunque a farsi vedere. Ma poi dal fondo del canyon cominciano a vedersene alcuni e risalgono volteggiandoci di fronte un paio di adulti e un piccolo. Il passaggio dura molto poco e tento di fotografarli ma col teleobiettivo non è facile inquadrarli e allora rinuncio alle foto e mi godo la vista. Guadagnano rapidamente quota (noi siamo gia a 3600m.) e presto spariscono dalla nostra vista. È durato poco ma è stato molto emozionante e ormai quasi inaspettato. Tutto il resto della gita è rientro a Chivay con fermata ad un altro paio di mirador. Pranzo e salutiamo la coppia di Brasiliani e di Lussemburghesi e il ragazzo sardo che han condiviso la gita con noi, sono diretti a Puno, noi viaggiamo nella notte per Puno, li rincontreremo? Chissà. Poi rientro ad Arequipa alle 16 circa e giornata libera fino a sera.
<-------> Email: C@.

Autore del messaggio: Gag da Colca Canyon
lasciato il 17/10/2016 ore 22:57

Messaggio:
16/10/16 primo dei due giorni sul Colca Canyon. Iniziamo ad elevarci di quota e speriamo che non dia fastidio. Passano a prenderci per ultimi e naturalmente ci toccano gli ultimi due posti in fondo, vicino ad una signora ciccionazza che gia dorme ancora prima di partire. Passiamo a comprare foglie di coca caramelle alla coca e si parte. Oggi in pratica ci si trasferisce solo a Chivay attraverso un passo a 4900 m. Di altura. La strada è bella e il paesaggio anche, si fanno tre o 4 fermate per vedere Vicunie Alpaca e Lama. Arrivati al passo però io riesco solo a scendere e andare in bagno e Lori, ancora più provata, non scende e si riprende solo dopo aver chupato un altro po di foglie di coca. Avevamo iniziato a masticare fin da subito dopo la partenza ma evidentemente necessita in continuazione. Poi si riscende ed evidentemente la pressione si allenta. Ci scaricano in albergo e dopo pochi minuti passano a riprenderci per portarci alle vasche termali poco lontano lungo il fiume Colca ? dove ci sollazziamo per un aio d'ore. È anche un momento in cui il gruppo inizia a conoscersi. Poi nuovamente albergo, Lori riposa, io esco per fare qualche foto per Chivay, che è un villaggio popolato da contadini niente di che, ma siamo al tramonto e i colori sono molto belli. Termino il giro al mercatino, dove ci sono tutti i banchetti di signore grosse vestite con gli abiti tradizionali che preparano tisane con fasci di erbe miste in pentolone caldo. Mi siedo ad un di questi e me ne faccio servire uno. Lo chiamano Emolliente, quando gli chiedo quali proprietà abbiano le erbe iniziano una lunga sequenza di questa contro l'altitudine, questa per il mal de barriga, questo antiossidante e così via, dalle emorroidi alla artrite, questa bevanda ha un'erba per tutto. Nn so, comunque e buona e in quanto alle proprietà, vedremo. Attraggo naturalmente l'attenzione di alcuni curiosi che incrementano gli affari del banchetto, tanto da guadagnarmi una Yapa (razione maggiorata, abbondante) di cortesia. È sicuramente diuretica, saluto e vado a far pipi. Alle 19 ripassa la guida e porta tutto il gruppo al ristorante con Pena (musica e balli) che non è obbligatorio ma non abbiamo cercato altre soluzioni... Il cibo è discreto ma la musica e i balli. Quando mi alzo per andare in bagno torno e trovo Lori coinvolta in una improbabile rappresentazione folcloristica... Io la faccio franca fino alla fine, ma evidentemente non mi vogliono bruciare, e mi risparmiano fino al gran finale, quando mi ritrovo in gonna lunga, casacca e cappello a fare un trenino con un'altra decina di turisti acchiappati in questa quadriglia. Poi a nanna, sperando di riuscire a riposare.
<-------> Email: g.@.

Autore del messaggio: TORO MUERO da Torete
lasciato il 16/10/2016 ore 6:5

Messaggio:
14/10/16 Toro Muerto. Usciti in orario poco prima delle 6 del mattino e scopriamo ciò che gia sappiamo, che la città è gia in pieno movimento. Combis al volo per il terminal e perfino un abbozzo di colazione. Poi compriamo acqua, del pane, della cioccolata, barrette di sesamo e altro. Il bus che non è di quelli a lunga percorrenza superlussuosi che abbiamo usato finora per le tratte lunghe, è una carretta vibrante. Il paesaggio sempre costituito da montagne lunari desertiche e fondi valle lussureggianti di agricoltura. Dopo tre ore circa veniamo scaricati sul ciglio della strada da dove parte la deviazione per toro muerto, Lori ha bisogno del bagno ed il signore dell'unico negozietto nei paraggi le mette a disposizione il suo di casa. Nel frattempo io lo intrattengo cercando di ottenere info su come raggiungere il sito, secondo l.p. Sono due km che certo non spaventano ma su tutte le maps elettroniche ne risultano circa 5 e approfondendo le informazioni pare che siano anche in salita e vagamente desertico. Secondo lui è soltanto muy lejo e hace mucho calor. E infatti hanno ragione tutti tranne l.p., camminiamo in un bel paesaggio, dapprima sul fondo valle coltivato a riso e poi iniziamo a salire sul versante della montagna desertico per tutti i km che risultano sulle apps. Arriviamo all'ingresso del sito che si sviluppa sulla parte più alta della montagna dopo oltre 1 h di cammino e già abbastanza stanchi. Ci intratteniamo col custode e un paio di taxisti che immaginiamo (speriamo) di ritrovare all'uscita, ma nel sito ci siamo solo noi ed una comitiva di studenti arrivati col loro mezzo. Ricominciamo a scalare la montagna e presto cominciamo ad imbatterci nei primi petroglifi, all'inizio li scorgiamo con difficoltà ma poi man mano che il tempo passa ne vediamo sempre di più, ci sono vari gruppi di massi sparpagliati per diversi km sul versante della montagna e dopo circa due ore, dopo aver scattato centinaia di foto, anche se ormai provati dalla stanchezza, dal caldo e dalla polvere che intanto il vento ha iniziato a sollevare, ci dirigiamo mestamente verso il ripare del custode. Spendere poche parole su questo posto è veramente un peccato, è incredibile, i disegni ti si rivelano poco per volta, i massi sono scolpiti da vari lati e basta fare qualche passo e girare il capo e se ne scorgono altri, e il gioco sembra non avere mai fine. Quando abbandoniamo è per sopraggiunta spossatezza, non per noia, e con la sensazione di star perdendo qualcosa che forse sarà difficile se non impossibile conservare a lungo. Molti massi portano i segni visibili di recenti tentativi di saccheggio, e quando non è così le gente cerca comunque di lasciare un segno come i suoi predecessori, cercando di scolpire graffiti vicinissimi a quelli antichi. Un vero scempio. Quando arriviamo al gabbiotto il guardiano sta salutando un uomo in Pickup con una decina di ragazzini al rientro da scuola? Intorno. Non avendo il coraggio di chiedere il permesso, faccio interagire il guardiano in nostra vece ed otteniamo il passaggio a Corire nel cassone del Camioncino. Ci sentiamo tanto pechino Express, ma polvere a parte, che mangeremmo anche a piedi per via del vento, è una vera benedizione. Dopo neanche 10 min ci scarica nel centro di Corire. Pranziano in um comedor ad Arroz con pollo in fretta e poi chiediamo in paese dove si ferma il bus per Arequipa. Mentre andiamo verso, scopriamo che ci sono altri pulmini fermi ed uno di questi porta la scritta arequipa e siccome mancano 2 px per riempirlo a tappo e partire, ne approfittiamo e nal giro di qualche min siamo nuovamente in viaggio per AQP. Rientrati in città doccia e cena nello stesso posto di ieri, dopo aver tentato una nuova strada (sol de mar) che però è chiuso di sera. Grande giornata
<-------> Email: siamai@toronc.it
 
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27]