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Autore del messaggio: Bonda da Onkadelli
lasciato il 9/11/2018 ore 18:11

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8/11/2018 Onkadelli giovedi. Si parte alle 7,30 già mangiati, Prashand ha lavato la macchina e anche cambiato la maglietta. Durante il tragitto facciamo un paio di commissioni, nel frattempo ci informa che oggi mangiamo al campsite di proprietà della sua compagnia e che cucina lui ed io mangerò chicken. Minchia no, provo a protestare, mi cresceranno le ali, deve aver inteso che mi piaccia molto e che non possa mangiare vegetali. Provo a spiegare tutto questo ma lui con fare deciso mi sorride fingendo di non capire e ribadisce, mangerai chicken. E va be, non insisto oltre, del resto il cliente (che sarei io) ha sempre ragione. Chicken sia. Intorno alle 9 siamo al mercato, abbastanza presto, gran parte dei posti deve ancora essere allestita, ma i Bonda ci sono già, ed in fondo siamo qui per loro. Prashand, come al solito, ci istruisce preventivamente sul codice di comportamento, foto da vicino pagare, 20 rupie a soggetto, da lontano no problem, è una tacita tariffa condivisa. Al solito, accettiamo di fare circa sei foto in posa, 120 rupie, e poi, liberi tutti. Nel frattempo le donne Bonda, che portano spessi collari di metallo, al capo e al collo moltissime collanine di perle, cercano di vendere gli stessi monili ai turisti. Girulando a caccia di foto mi si avvicina una signora dell'altro gruppo di occidentali, mi si avvicina con fare saccente e mi dice che io, dato che ho il teleobiettivo dovrei pagare anche se fotografo da lontano, è una regola, perchè loro sono povere e vanno pagati, mi dispiace dirglielo ma è così. Non sono pronto ad organizzare un sincopato di vaffanculo in Inglese perchè troppo concentrato a cercare immagini interessanti e gli indico Prashand che, mi farà mangiare chicken anche oggi, ma in questo momento mi fa da segretario e, sentite le ragioni della signora, mi fa segno di ignorare, toccandosi la tempia indicado il precario equilibrio della signora. Credo abbia saputo dall'altra guida che appartiene alla stessa compagnia, ma potrebbe anche essere puro talento nel riconoscimento di rompicoglioni. Abbandonato il mercato, ci fermiamo a fare spesa lungo la strada, lui va verso il chickenvendolo e provo ulteriormente a convincerlo e bla bla bla, Its not your problem, mi risponde e fa di testa sua, ma saliti in macchina mi spiega che è morta la moglie di suo zio 10 giorni fa al suo villaggio, e quindi, gli Indù, dalla scomparsa del caro, indovina per quanti giorni non si può mangiare chicken? 10, e scadono oggi. Poi scoppia a ridere, e io che pensavo fosse vegetariano.... Bastard. Comunque il chicken era molto buono, al campsite ho fatto anche un pisolino, prima di rimetterci in viaggio e visitare onroad ancora due villaggi, uno Paraja prossimo al campsite e l'altro Ollar Gabadas, poco distante, molto più interessante per la produzione superartigianale di vasi Pottery village con la scuola ed i bimbi in pausa pranzo. Poi rientrati in hotel fino a sera.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Konda da Chatikona
lasciato il 9/11/2018 ore 18:9

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7/11/2018 Mercoledi. Oggi è Diwali, festa indiana, il bene vince sul male, la luce sul buio, festa di luci e di colori, botti, etc, ma noi essendo in luoghi remoti, penso non vedremo nulla di questo. Si parte alle 6,30, dopo aver fatto colazione preparata sempre da Prashand. Siamo diretti al Chatikona market, dove i Dongria Khonda, una delle 63 minoranze tribali dell'Orissa, scendono dalle montagne per vendere i loro prodotti ed approvigionarsi di altri. Arriviamo al mercato a metà mattina, il mercato è gia in piena operatività, ci sono qui, per la prima volta da che siamo in viaggio, alcune comitive organizzate, seppur piccole, di turisti occidentali. I mercati sono una buona opportunità di entrare in contatto con le popolazioni tribali più remote o maggiormente schive. Alcune di queste sono state fino a po' di tempo fa anche ostili nei confronti degli occidentali e quindi occorre prestare attenzione a non fare mosse sbagliate. Di solito il peggio che si possa fare è fotografare ostentatamente o senza chiedere prima. Di solito una mancetta mette al riparo da qualsiasi problema. Se però contratti prima o lasci intendere che paghi, si mettono in posa da ritratto, e questo è abbastanza sgradito a chi fa le foto. Quindi la politica è, pagarne alcuni a titolo di risarcimento o ticket per il gruppo, e poi scatto in libertà con il teleobiettivo da più lontano. Inoltre Prashand, il nostro driver, è molto attento a non trascurare l'aspetto mance per i gruppi tribali o nei villaggi, e, quando necessario, interviene lui se noi manchiamo. Inoltre lo fa con buon equilibrio, con risolutezza indiana, se non ritiene corretta una richiesta, cazzia ma senza cattiveria, del resto ha bisogno per lavorare anche della loro benevolenza. Il mercato è bello e grande, si svolge dietro la stazione ferroviaria di BissamCuttack. Impieghiamo qui tutta la mattinata, poi andiamo a pranzo in uno dei ristoranti scelti dal nostro driver, che conosce tutti i posti migliori, anche se mangia sempre e solo il Thali vegetariano, come Lori. Io invece anche oggi mi accontento di un po di riso e dhaal, anche se il mio stomaco inizia ad andare meglio. Sulla via del ritorno visitiamo villaggio Mali kondh (quello in discesa) e Kuvi Kondh, quello coi bimbi in coda. Nel primo pomeriggio rientriamo a Jeypore per riposare un po. Uscendo dall'hotel per una passeggiata verifichiamo cosa significa la festa di Diwali, tutti posano lumini davanti alle case o ai negozi e disegnano mandala di polveri colorate e gessetti per terra, sparano botti e candele di varia foggia, dalle innocenti candeline alle raffiche da 1/4 d'ora ai cannoni di Navarone. Ps: i cannoni li hanno comprati tutti i nostri dirimpettai di finestra e li spareranno fino a notte inoltrata. Dopo aver augurato 1 migliaio di Happy Diwali, 5000 from Italy e 24 selfie con tutti i membri delle varie famiglie e visitato un tempio, rientriamo per cena. Stasera Chicken tikka e 1 naan (spiedino di pollo e pane) perchè non ho ancora voglia di masala o curry. Poi a nanna domani mercato di Onkadelli, forse il più noto.
<-------> Email: Q@.

Autore del messaggio: Tiger da Pushanghia
lasciato il 9/11/2018 ore 18:7

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6/11/2018 si parte alle 8.30 da Gopalpur dopo colazione e da oggi ci addentriamo verso l' Orissa tribale. 230 km per Pushanghia, villaggio Malai Kondha dove le donne arrivate all'età feconda tatuano il viso in foggia di tigre, tiger tatooed face. Facciamo un giro per il villaggio e ne incrociamo diverse, Prashand è anche molto ben inserito e tutti lo accolgono con favore, sembra anche molto educato, mai sopra le righe. Molte si fanno fotografare senza problemi, assumendo un atteggiamento molto serioso, richiedendo poi il compenso di una piccola mancia. Altre, più schive, rifiutano. La tradizione dei tatuaggi sul viso deriverebbe dalla storia di un monarca che in passato rapiva le bellezze locali per servirsene come meglio credeva, i tatuaggi furono la risposta delle popolane e servivano, secondo la leggenda a dissuadere gli eventuali rapitori. Boh, approfondiremo... Dopo il giro al villaggio rientriamo al nostro ecolodge per un riposino, poi Prashand , che nel frattempo si è trasformato in cuoco, serve cena, buona, veg + chicken. Alle 7,45 siamo a dormire, è il posto più silenzioso di tutto il paese.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Ibis da Chilika Lake Gopalpur
lasciato il 9/11/2018 ore 17:56

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5/11/2018 alle 8,30 con puntualità svizzera Prashand ci recupera in hotel e ci mettiamo in viaggio per il Chilika lake, prima delle 11 siamo al lago, prendiamo la barca e iniziamo il tour. Con noi in barca il pilota, dotato di lunga canna di bambù con la quale spinge e cambia la traiettoria della barca e un guardia parco che indica di volta in volta gli uccelli a portata di vista. Le vere e proprie migrazioni sono appena iniziate e quindi non è il periodo più ricco di avifauna. Comunque il giro è molto gradevole e dopo circa 1 h 1/2 siamo di ritorno. Ci rimettiamo in viaggio, ci fermiamo a pranzo, prawn masala per me e veg thali per Lori e Prashand, e proseguiamo fino a Gopalpur on sea, località di mare per villeggianti bengalesi. Prima di entrare in "paese" (si fa per dire) passiamo al porto e scatto ancora un po di foto ai pescatori. Poi arriviamo in albergo, il primo del pacchetto di tutta la settimana da qui in avanti. È molto prossimo a quel che ci si aspettava e, dopo aver fatto togliere il ragnetto residente dal bagno e aver chiesto una serie di interventi per doccia condizionatore etc, ci sistemiamo e la camera non è neanche così male. Faccio anche un po di bucato, ma poi non usciamo nemmeno per cena, la mia pancia comincia a ribellarsi al gusto masala e qui, non si vedono molte altre possibilità. Dormiamo fino a mattina.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Dhenkanal da Joranda
lasciato il 9/11/2018 ore 17:53

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4/11/2018 Dhenkanal - Joranda. Alle 7,45 suona il telefono in camera, in anticipo di 1/4 d'ora è Prakash che ci aspetta già sotto. Siamo gia migliorati rispetto ad ieri con 40 min di ritardo. Partiamo verso Joranda temple per la Puja dei Sadhu, e impieghiamo circa 3 ore ad arrivare. Denkhanal è tutta intasata per via dei festeggiamenti della città e ci costa quasi un'ora l'attraversamento. Il tempio di Joranda non sembra molto diverso dagli altri, se non per il fatto di essere dipindo a calce di un bianco che alle 11,30 del mattino acceca. Vi risiedono i Sadhu, guru o santoni asceti, che in questa versione vestono soltanto un perizoma in cotone e portano lunghi capelli rasta. Hanno età varia, direi tra i 15 ed i 60 anni. Quando inizia la celebrazione si riuniscono sul retro del tempio, si prostrano a terra diverse volte e poi tra tamburello e rintocchi di campane alzano le mani al cielo recitando una nenia in coro. Intanto i due Baba più anziani eseguono diversi giri intorno al corpo principale del tempi, con passo deciso (il pavimento ha 3000 gradi e siamo tutti scalzi) sventagliano una specie di spolverino in direzione del tempio. Il tutto si ripete più volte, è molto interessante, fa un bel caldo. Quando finisce la funzione, tutti i Sadhu, uno per volta si prostrano ai piedi del Baba nell'atto di baciargli i piedi e si rialzano solo quando lui li solleva da tale compito con un tocco sul capo. Poi visitiamo il resto del complesso monastico, i dormitori le cucine etc. Altri Sadhu, altri minori rituali. Ci spiegano che questa comunità non idolatra uno dei tanti dei della profferta di Idoli Indu classici, ma si rifà agli elementi della natura, il sole la terra il cielo, e' questo probabilmente il significato di baciare in terra e alzare le mani al cielo. Il tutto avviene su porzioni di pavimento del tempio dal colore diverso perché cosparsi di cow dung, cacca di mucca. Molto molto interessante. Ci rimettiamo in strada e poco dopo ci fermiamo a pranzo in un local. Mangiamo un Thali buono. 450 rupie in tre, 5€ circa. Poi ci dirigiamo al villaggio di Sadei Bareni dhokra craft village. Il villaggio è molto scassato, un paio di famiglie costruiscono e vendono oggetti in ottone senza grande insistenza ce ne propongono alcuni, i più giocano a carte. Da dietro una capanna escono una decina di bambini molto colorati, e intavolano uno sciocco balletto, divertendosi un sacco, poi chiedono invano cioccolata e bonbon che non abbiamo. Ci rimettiamo in strada e dopo circa una ora di viaggio siamo a Naupatna textile village. Qui il villaggio è un po più strutturato, veniamo anche qui invitati a visitare una casa con telaio, bobine di filo colorato e ci mostrano alcuni tessuti. Anche qui dopo alcuni minuti salutiamo e ringraziamo. Il resto è rientro in albergo e cena all'Hare Krishna, ristorante veg vicino alla stazione. Chana Masala x Lori e Pulao Kashmiri e kesar Pista x me. Il nostro accompagnatore sembra molto a modo, speriamo continui così per tutta la settimana, ha risolto anche il caso della sim Vodaf. senza credito. Buonanotte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: SunTemple da KonarkPuri
lasciato il 9/11/2018 ore 17:48

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3/11/2018 appuntamento alle 8,00 con Sonu, il taxi driver uber col quale abbiamo preso accordi per la gita di giornata, ma spunta serafico alle 8,40 scusandosi anche abbastanza poco. Ha avuto un imprevisto, il figlio è dovuto andare a scuola e quindi lo ha accompagnato, che cazzo di imprevisto è? E pensare che aveva addirittura proposto le 7,00 ma avremmo dovuto rinunciare a colazione... Va be, siamo in India. Ci dirigiamo verso Konark, al Sun Temple, patrimonio Unesco. Facciamo una deviazione per lo Iogini temple, in mezzo alla campagna, piccolissimo ma molto bello. Fuori da Bhub. il paesaggio diventa subito più bucolico, risaie campagna palme etc. Arriviamo a Konark e già si schiatta di caldo, il tempio è molto bello, anche se molto affollato. La proporzione tra il biglietto Indiano e quello stranieri è 40 a 600. Ci sono un sacco di guide che si propongono, il tempio necessiterebbe di spiegazione, ma il primo che ingaggiamo lo licenziamo dopo 1 minuto, parla un Inglese incomprensibile, il secondo parla molto meglio ma viene subito beccato da una guida ufficiale che gli fa il c... perché questi è un abusivo, la guida ufficiale non cede suol prezzo e continua a baccagliare. Al che gli dico "fermamente" che francamente, per il biglietto di ingresso pagato, dovrebbero perlomeno includere una guida alfabetizzata e lo dissuado dal continuare a insistere. Il tempio è comunque molto bello anche senza guida. Usciti, ci ricongiungiamo con Sonu e proseguiamo per Puri, dopo aver messo il naso sulla spiaggia di Konark. Proseguiamo per un tratto di strada con pochissimo traffico, con paesaggio molto bello. Arriviamo al tempio di Puri, Jagannath Temple e qui è una vera bolgia, si lascia l'auto 1 km prima e non trovando parcheggio, Sonu lascia l'auto chiudendo altre macchine, determinato a venire con noi. Sappiamo di non poter entrare dentro perche l'ingresso è riservato solo agli indù, ma ci dovrebbe essere una terrazza dalla quali si vede da lontano. Solo che è chiusa. Quindi dopo aver percorso avanti e indietro il tratto dal parcheggio al tempio in risciò a piedi ed in bus (1km) ritroviamo l'auto e andiamo a pranzo al Wildgrass, di nuovo fish tikka consigliatissimo da lp, infatti è squisito. Come dopopranzo ci siamo regalati una bella sosta ai burning gath per assistere ad un paio di cremazioni. Qui, a differenza delle altre viste in India e Nepal, le salme non vengono coperte in sudari e quindi sono perfettamente visibili e riconoscibili. Ci dirigiamo verso il villaggio di Ragurajpur con molte aspettative per le case decorate e la comunità di artisti che lo popola, ed in effetti sarebbe anche pittoresco, se non ti scassassero i cabbasisi dal primo secondo per visitare tutte le case e vedere i lavori che eseguono, entriamo in un paio senza chiaramente acquistare nulla. E poi lemme lemme rientriamo sfatti in Hotel. Licenziamo Sonu che in origine avevamo ingaggiato anche per domani (ha una guida molto nervosa ed un atteggiamento sempre prepotente al volante, cosa che non aveva mostrato durante la corsa in cui ci siamo conosciuti), perchè nel frattempo via wapp abbiamo ingaggiato un altro per domani, forse sarà lo stesso che ci accompagnerà nel tour. Sperem... Forse stasera saltiamo cena.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Buba da Bhubaneswar
lasciato il 9/11/2018 ore 17:44

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2/11/2018 Bhubaneswar Venerdi. Una giornata semplice semplice: usciamo con Uber e ci facciamo recapitare al tempio più lontano del gruppo che merita visitare a B., il Brahmeswar siva mandir, e, percorrendo a piedi la strada a ritroso verso la città, visitiamo tutto il gruppo, il Rajarani, il Siddheswara, il Parsurameswar, il Mukteswar, il Lingaraj e ci spingiamo fino al Vaital mandir, prima di imboccare la strada per l'agenzia Alternative tours. Avremmo camminato circa una 10ina di km e fa un caldo pazzesco. Quando arriviamo in agenzia performiamo la definizione della nostra settimana di viaggio attraverso la zona dell'Orissa tribale, ma siamo troppo bolliti per tentare altre visite, e quindi, dopo un buon pranzo di fronte all'agenzia, con fish tikka (spiedi di pesce marinato in yogurt e spezie e passato in forno tandoori) e daal makani (zuppa di lenticchie cremosa e piccante), ci ritiriamo in hotel a recuperare le forze. Poi di sera altro buon ristorante consigliato per la zona dall'agente di viaggio e per il ristorante (angan) dal taxista, che chiama al telefono il cugino per farsi consigliare i migliori in zona. Ottima dritta anche questa, chicken tikka per Lori e Gamberoni al curry per me. Spettacolo...
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Malay kondha da Bhubaneshwar
lasciato il 2/11/2018 ore 2:47

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1/11/2018 Bhubaneswar. Ancora una giornata a forze ridotte, ci svegliamo non prestissimo e ancora con i postumi della nottata mal dormita, ma siamo in Orissa ed è una tappa fondamentale per il nostro viaggio, in fondo siamo venuti qui principalmente per visitare questa regione. Fa più caldo rispetto ai posti precedenti, ma c'è un bel sole ed è secco. A piedi ci dirigiamo verso la banca, che non è vicinissima e camminare a piedi è sempre lo stesso delirio delle città, proviamo a prendere un rishio, ma è sempre lo stesso casino, non capiscono bene dove chiediamo di andare, anche se semplicissimo, e poi devi sempre contrattare il prezzo, e quindi desistiamo per ora, sempre più avvezzi ad usare Uber, hassel free, economico, pagamento con CC, non devi spiegare nulla sul luogo di destinazione. E infatti, dopo aver cambiato il denaro, in Uber ci rechiamo all'Alternative tour, per vedere cosa propongono. Il fatto che non sia molto chiara l'informazione su cosa necessiti esattamente per spingersi nello zona tribale della regione, permessi, guide locali o altro, ci ha fatto propendere per un programma limitato, Satkosia wildlife e poco altro, o almeno è questa l'idea con la quale entriamo nell'ufficio di AT. Ma il manager, Sri...qualcosa, è un ciclone, ci convince che la scelta non è delle migliori, che Satkosia è si un bel posto, ma come altri mille in India, e ci propone la vera natura dell'Orissa, un tour delle zone tribali con i suoi mercati settimanali, un giro di una settimana con auto, autista e BeB. Figo, e si incastra bene anche con i nostri giorni a disposizione. Ci richiederà soltanto di velocizzare un po i nostri programmi in città e zone limitrofe, ma abbiamo già preso contatto col taxista Uber che ci ha portati qui e quindi bene! AT ispira fiducia, perchè pare conoscere esattamente quali siano le aspettative di persone che viaggiano come noi e quindi lo riteniamo autorevole. Usciamo abbastanza convinti che accoglieremo i suoi consigli, ci da anche uno strappo verso la prima visita di oggi Bhubaneshwar (il museo tessile lo saltiamo) e ci rechiamo alle grotte di Udayagiri e Khandagiri,dove a Lori chiedono di posare per le loro foto in continuazione. A me meno, sono meno attraente e anche meno disponibile. Poi sempre in Uber al Museo etnologico, molto bello. E poi in hotel a recuperare le forze e stabilire il piano d'azione prima di cena. Decidiamo in sostanza di fare il tour, prolunghiamo il soggiorno a B. di altre due notti e organizziamo via wApp il giro a Konark, Puri e a Raghurajpur (villaggio con le case dipinte) con il taxista di Uber, poi usciamo a cena con molte aspettative da Dalma, che vengono un po deluse, e rientriamo ancora per il meritato riposo. Buona notte. Da pubblicare
<-------> Email: Mal@.

Autore del messaggio: ShamRay da Bishnupur
lasciato il 31/10/2018 ore 16:16

Messaggio:
31/10/2018 È sempre una questione di aspettative. L'arrivo a Bishnupur, seppure con il bell'episodio del biglietto risolto per il treno di stasera, aveva lasciato presagire una tappa, seppur breve, di servizi minimal, di tipo indiano, poco adatta ad occidentali seppur scafati come siamo. E invece no, il tourist lodge, anche se si presenta come un cantiere, è confortevole, la stanza è meno basica di quanto promette la situazione. Il Ristorante della sera si smarca bene ed i templi sono molto ben conservati. Inoltre, le dimensioni da paese di B. Fa si che sia piacevole camminare per le stradine, ad eccezione della principale in cui tutti continuano a suonare anche senza motivo apparente. E cosi, da una giornata di transizione come quella di oggi, da cui non ci si aspetta nulla, ne viene fuori una bella giornata di viaggio. Intanto ci svegliamo senza sveglia e fuori splende un bel sole. Dopo una comoda colazione ci avviamo a piedi verso il tempio più lontano, trascurato ieri per stanchezza e mal di testa vari. Visti ieri il Rasmancha, lo Shamray e il Jorbangla, puntiamo su Madan mohan, a circa 1,5 km dall'hotel. Il cammino è molto carino e mano a mano che ci si allontana dal paese, sempre più tranquillo. Molto carino anche quest'ultimo. Finemente scolpita la facciata. Poi rientriamo per pranzo allargando il giro sempre per zone limitrofe, e, dopo un pranzo a basa di chana masala su riso bianco (stasera sul treno ce la giochiamo con gli indiani), continuiamo ad allargare il giro passando ancora a visitare il Jor Mandir Temple. In questo modo abbiamo esaurito i templi e le forze, ma abbiamo la consapevolezza di non aver sprecato del tempo e risorse a vanvera, la deviazione valeva la pena. Torniamo al lodge per riposare un po prima di prendere il treno alle 18 circa. Adesso siamo in cuccetta. Buona notte.
<-------> Email: D@.

Autore del messaggio: Malla da Bishnupur
lasciato il 31/10/2018 ore 13:19

Messaggio:
30/10/2018 da Calcutta a Bishnupur. Rocambolesca la partenza da Calcutta. Abbiamo prenotato un Uber per le 5,15 - 5,30 per recarci in stazione, il treno parte alle 6,20 e secondo i nostri calcoli a quell'ora dovremmo avere largo anticipo. Peccato che il receptionist non ci abbia voluto fare checkout la sera prima nonostante le ripetute richieste perché... No problem also checkout very early.... No problem una sega, il pos non funziona per un evidente problema del pos "bad data or time", il secondo pos non funziona con nessuna delle carte a disposizione. Infine necessita pagarlo in cash e Vfnqlo. Lasciamo quindi l'hotel inczzti, di cattivo umore e in ritardo, inoltre, a due km dalla stazione ci ritroviamo fermi in coda in mezzo a camion in una situazione che poco ha di rassicurante sul fatto di riuscire a prendere il treno in orario, ma pian piano si sblocca e circa 1/4 d'ora prima arriviamo in stazione.... Stazione.... In realtà non essendo la stazione principale ha solo due botteghini, dove, citando il nome del treno, rispondono platform 1. Nessun tabellone dove verificare che sia il treno giusto e nessuno che somigli ad un capotreno. Chiediamo quindi conferma ai viaggiatori e speriamo in bene. Troviamo i nostri posti nell'unica carrozza a/c del convoglio, ma questo non è garanzia ne di comfort e tantomeno di pulizia... Ma tantè. Durante il viaggio tentiamo di risolvere il fatto che per il viaggio di domani, da Bishnupur a Bhubaneswar, siamo in lista d'attesa, che io pensavo che a stora si sarebbe già risolta e invece nulla. Di fatto leggendo su forum vari (siamo connessi fortunatamente) scopro che la lista d'attesa si risolve alla stazione solo 4 ore prima del viaggio, e se non ottengo il posto? Non parti... Il piano b sarebbe di mettersi in marcia al mattino e tentare una coincidenza a kharangpur, ma è una soluzione che già avevamo scartato perché prevedeva una lunga sosta in coincidenza. Tra tutte le ricerche arriviamo in stazione a Bishn... Con umore forse ancora peggiore, demoralizzati e con poche speranze di risolvere subito la faccenda. Ma, come sempre, appare il buon samaritano del "viaggiatore desolato". In stazione a Bishnupur ci sono due counter, uno per le prenotazioni informatizzate, quello che servirebbe a noi, con la classica coda ad imbuto e con dieci mani dentro l'occhiello del vetro, ognuno urlante le propri ragioni; l'altra, vuota, che palesemente non serve a noi perché porta l'indicazione "biglietteria tratte locali". Ma il fatto che per un millisecondo non ci sia nessuno è una occasione troppo ghiotta e mi fiondo senza neanche pensarci. Il commesso è gentile e parla un inglese quasi comprensibile, nel frattempo vende una trentina di biglietti alle mani che superandomi si infilano nel foro del vetro, mi chiede pazienza e mi dice di farmi da parte fiche termini l'afflusso, chiede il cambio al collega, capisce subito il problema, conferma che la cosa si risolverebbe solo 4 ore prima della partenza e, cosa peggiore, non crede proprio che abbiamo speranza di ottenere un posto in lista d'attesa. Caxxo. Ringrazio e mi allontano per riferire a Lori sconsolato. Ma intanto lui esce dall'ufficio e capisco che ha intenzione di aiutarmi e, insieme entriamo nell'ufficio corretto, quello con la coda ad imbuto. Esco incredibilmente con un altro biglietto confermato, sullo stesso treno, dopo aver rinunciato via Ipad alla prenotazione su cleartrip.com. Incredible India. Lo ringrazio infinitamente, rifiuta pure la mancia. Quindi prendiamo il primo rishò a pedali del viaggio, ma con me e Lori a bordo più i due trolley, arriviamo in hotel dopo mezz'ora e manca ancora oltre un'ora al check-in. Così usciamo per pranzare, dato che siamo a vuoto da ieri sera, ma cercare pranzo non è cosa semplice, il livello dei risto, nonostante non siamo troppo schizzinosi, si rivela molto local. Mangiamo un thali buono nel primo dignitoso sulla strada. Torniamo al tourist lodge e ci danno la camera che è meno peggio delle aspettative. Già, perché nonostante sia il Lodge meglio considerato del paese, è un cantiere in corso e rispetto alle foto viste sul sito non si riconosce. Doccia e usciamo subito a visitare i templi che sono tutti qui vicino c'è una luce brutta per le foto, ma i templi, seppur piccoli, sono molto belli, ed hanno la particolarità di essere tra i pochi in terracotta in India. 17o secolo dinastia Malla. Non ci soffermiamo più del dovuto, siamo stanchi e abbiamo bisogno di riposare, e quindi, saltando il più lontano rientriamo in hotel poco dopo le 15,00. Il resto riposo e cena senza pretese. In realtà la cena sarà si senza pretese ma al Laxmi park hotel, che a dispetto del nome è un hotel piuttosto squallido, mangiamo un ottimo chicken tikka e spaghetti di riso veg eccellenti.
<-------> Email: Mal@.
 
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