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Autore del messaggio: Maymayheyhey da Yazd-to Kerman
lasciato il 26/4/2019 ore 0:54

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Iran - Yazd 25/4/2019 Sveglia libera. Alle 8 comunque siamo a colazione e poi prepariamo i bagagli (oggi pomeriggio abbiamo il treno x Kerman). Siamo pronti x uscire. A piedi ci dirigiamo verso l'ufficio postale x spedire l'unica cartolina che per abitudine spediamo a Gilliana. Poi sempre a piedi torniamo verso la Amir Chakhmaq. Entriamo al Saheb A Zaman Zurkhaneh, l'ex serbatoio dell'acqua ora adibito a zurkhaneh per l'appunto (letteralmente "casa della forza). Si tratta di una disciplina tradizionale in cui gli uomini si esercitano con pesanti bastoni di legno. Ci sarebbe anche un video esplicativo ma niente di interessante. Poi proseguiamo con il Museo dell'acqua. Foto e accessori che usavano gli operai che gestivano i serbatoi. Interessante. Abbiamo finito le cose da visitare. Quindi ci concediamo una pausa caffe semisdraiati sui classici divanetti in legno, tappeto e cuscini sempre nella piazza che e il fulcro della città. Sempre a piedi ci dirigiamo verso la Jameh Mosque per cercare il Marco Polo, ristorante segnalato da lp. È chiuso. Proviamo il Silk Road. Non ci piace. E quindi entriamo in un ristorante di cui non sappiamo nulla, neppure il nome. Mangiamo bene. Zuppa Scholi e kubideh x me, e filetto di pollo con zafferano e riso x Tano. Passeggiata di rientro attraverso i vicoli tipici del centro storico. Recuperati i bagagli ci facciamo portare alla stazione. Il treno che era schedulato x le 18.44 è in ritardo. Siamo partiti alle 19.30 e ora sto scrivendo seduta sulla cuccetta superiore dello scompartimento da 4. Oltre a noi c'e un signore anziano che parla solo farsi. Avremmo dovuto arrivare a Kerman alle 2. Chissa. Buon viaggio a noi
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Autore del messaggio: Al Sltn da Yazd Province
lasciato il 25/4/2019 ore 2:20

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Iran - ZeinODin 24/4/2019 caravanserraglio, Saryazd, Faraji, Yazd. Alle 7,45 siamo in auto con Muhammad, poco dopo la partenza ci avvisa che avremo altri due passeggeri, due ragazze cinesi, se non ci dispiace. L'auto è molto piccola, ma comunque, a detta sua, le cinesi sono molto piccole, 2 valgono come una persona normale. Ok, non ci sono problemi, le carichiamo e si stringono dietro le tre ragazze. Sono di Hong Kong, abbastanza simpatiche. Arriviamo alla prima meta di oggi, il caravanserraglio di ZeinOdin, uno dei pochi di forma circolare, perfettamente ristrutturato e trasformato in hotel. Molto bello, tira un vento molto freddo. Proseguiamo la gita e ci fermiamo a SarYazd, facciamo un po di giro per il villaggio e poi ci fermiamo a chiacchierare con un signore di 82 anni. In realtà Muhammad cerca di carpire aneddoti interessanti da poi raccontare ai turisti, è un giro formativo anche per lui. Ci spostiamo al castello poco lontano e lo visitiamo. È un labirinto di scale e volte, alcune parti son diroccate ma in molti posti si può salire al livello superiore. Molto interessante. In uscita alcune scolaresche di ragazze vocianti circondano Lori, rivolgendole domande dopo essersi confrontate con le compagne sulla forma esatta per porre la domanda in inglese. Qualunque sia la risposta, in ogni caso, provoca una salva di risate. Poi salutano con entusiasmo e ci allontaniamo. Ripartiamo e dopo circa mezzora siamo a Faraji. Qui abbiamo la certezza che la nostra guida non vi sia mai stato prima, deve chiedere informazioni cinque o sei volte prima di trovare il castello. È molto più diroccato dell'altro, più piccolo e non presidiato. Quindi, quando ci dice che si può tranquillamente entrare e scalarlo, lo facciamo solo per qualche metro, ma poi non ci fidiamo ed io e Lori usciamo. Dopo qualche minuto appaiono lui e le cinesi in cima da una finestra, ed allora entro nuovamente e li raggiungo. Da sopra si vede tutto il resto del villaggio ed i suoi Bagdir, per buona parte restaurato. Raggiungiamo quindi a piedi la moschea principale e torniamo per un'altra strada, troviamo un anguriaro e le cinesi comprano una anguria che consumiamo su una panchina. Buonissima. Molto interessante anche quest'ultima tappa. Rientriamo in città, salutiamo Muhammad e le cinesi e andiamo a pranzo leggero al Parsa restaurant. Poi a piedi rientriamo in hotel. Una doccia veloce e riusciamo quasi subito, ci dirigiamo verso la moschea E Jameh e la rivisitiamo, poi seguiamo il walking tour indicato dalla lp. Vediamo qualche casa storica, moschee, qualche hotel che conoscevamo, la prigione di Alessandro, e tutti i punti di interesse indicati sulla guida. Poi, decidiamo di consumare cena al Caffe Kohan, vicino al nostro hotel, scoperto passando vicino ieri. Lungo la strada ci fermiamo a fotografare dei panettieri all'opera, c'e la fila di clienti che aspetta i pani appena sfornati e noi ci confondiamo tra loro. Una donna uscendo con 4 o 5 pani caldi in mano ci fa segno di prenderne uno, ma non siamo sicuri che intenda questo, e decliniamo l'offerta. Prima che ci si possa allontanare un altro uomo ci porge uno di questi pani caldi, una specie di focaccia molto profumata, ed eloquentemente ci fa intendere che è per noi e desistiamo dal rifiutare, ringraziamo abbondantemente ma lui, ancora più platealmente, a gesti, ci segnala che è davvero onorato e sembra molto sincero. Era un'esperienza alla quale, pur essendo abbastanza preparati, avendo già informazioni sulla ospitalità e la gentilezza degli Iraniani, ci lascia un bella sensazione. E ci godiamo il buon pane caldo. Poi chiudiamo la giornata con la cena nel bel caffè di cui sopra. Non indugiamo oltre nello scomparto tappetato del ristorante. La giornata è stata lunga e subito dopo aver terminato di mangiare, paghiamo e usciamo. Siamo in camera pochi minuti dopo. Giornata da manuale del turista autonomo. Buonanotte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Imamga da Yazd
lasciato il 23/4/2019 ore 21:19

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Iran - Yazd 23/4/2019 Alle 7 mando il primo wozzapp a Masha chiedendo per che ora si chiarira la situazione nell'hotel in cui stiamo, per le 9. Facciamo colazione e subito dopo mi metto subito alla ricerca di un posto migliore, guardo sulla mappa partendo direttamente dagli hotel più fighi, e dove trovo i numeri su Internet telefono. Rispondono dischi in persiano, tocco tasti, ottengo diversi sold out e infine uno mi risponde, Il Moshi, e dopo aver controllato mi risponde che ha una camera libera, ed è molto bello dalle foto. Prenoto mentre Masha mi incalza a decidere cosa fare, se tornare alla stamberga di ieri o prendere la casa della nonna. Il cretino del Moshi però mi dice che il posto non è quello che riporta Internet ma si chiama caravanserrai traditional hotel, come se fossero due luoghi diversi e quindi non so dove farmi portare. Dopo molti casini per capire l'indirizzo da dare al taxista, me lo scrivono anche in arabo, ed il posto è esattamente lo stesso, non esistono 2 hotel ma solo uno con due nomi diversi, quello che appare su google ed il nome vero. Non sanno che si può cambiare. Inizio faticoso di giornata e morale che si rialza solo dopo aver ottenuto la suite, per compensazione. Fanculo L'Ava hotel e pure il Sabat, e anche Masha. Inizia solo adesso la visita della città, ma non abbiamo riposato bene e ieri è stata giornata lunga e faticosa, perciò usciamo senza grandi idee, percorriamo il Bazar e ci ritroviamo nella piazza principale, con davanti la facciata della moschea Amir Chackmaq. Prendiamo un caffè e ci avvicina il Mohammed di turno, guida e autista, studente di belle arti e bla bla. Capisce subito che non è il momento di insistere troppo, ci scambiamo i numeri nel caso avessimo bisogno dei suoi servizi e se ne va. Poco dopo lo chiamo, siamo ancora seduti al bar, ci mettiamo d'accordo e partiamo per la visita delle torri del silenzio, torri di sepoltura zoroastriana, ai margini della citta, molto interessante. proseguiamo con la visita ai giardini Bagh e Dolat Abad, anche questi Unesco, ma diciamo pure che dei giardini persiani, non ne capiamo il fascino. Ci facciamo lasciare da Mohammed in piazza, pranziamo nel Parsi di ieri sera, e poi rientriamo in hotel. Con mohammed ci rivedremo domani per giro fuori città. Dopo il meritato riposo pomeridiano, visitiamo Imam Sadhe Holy Shrine, dietro il nostro hotel, e poi a piedi raggiungiamo la bella moschea Jamee mosque, la moschea della congregazione, la più importante. È molto bella anche questa, e appena fuori, entriamo in un caffè per un intermezzo, ma decidiamo di fermarci per cena. Torta al cioccolato, pizza e shisha finale. Poi taxi perché il veto è freddo, e buonanotte.
<-------> Email: Yazd@.

Autore del messaggio: Gyazd da Isfahan to Yazd
lasciato il 23/4/2019 ore 20:51

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Iran - Esfahan to Yazd 22/4/2019. Alle 8 in punto il nostro autista guida di oggi si presenta in hotel e partiamo, il programma di oggi è la visita di diversi luoghi lungo il cammino per Yazd. La prima fermata è al ponte Shahrestan, l'ultimo visitato ieri, passiamo davanti alla Dashti moschea, ma è chiusa, ci dirigiamo quindi alla Aziran moschea, poi passiamo dallo Ziar minareth ed a seguire fermata alla Bersian mosqsque che è la copia dell'altra ciusa, dopo aver chiamato la custaode ed essersci assicurati che la possa aprire. Per un 100000 IRR ce la apre e via. Qui vediamo anche qulche torre piccionaia molto bella e poi la guida ci propone una alternativa al percorso prestabilito di koupayeh Toudesk. Ci fidiamo e scegliamo l'alternativo, hurtan citadel (quella col traliccio) e warzan city, moschea e spagnoli. Dopo qualche km siamo a Naiin, dove prendiamo un te rima di entrare in moschea, poi facciamo un giro breve per la città vecchia, col castello diroccato e inizia a piovere. Quindi ci fermiamo a mangiare. Barg Kebab Lori (plain vitello) e chicken per me ed hamed). Poi riprendiamo per Meybod, visitiamo il Narin castle, il caravanserraglio con i tappeti zilo, l'urficio postale a cavallo e il deposito di ghiaccio da fuori, come il Louvre. Ormai viaggiamo in zona desertica, ed in alcuni punti nella nebbia causata da tempesta di sabbia, siamo diretti a Kharanagh mentre sto scrivendo ( non ce paesaggio e ne approfitto). Quando arriviamo a Kharanagh è grande stupore, sembra la versione iraniana di Matera, diroccata, in posizione dominante rispetto alla valle e le coltivazioni sottostanti. È molto suggestiva. Poi risaliamo in auto in direzione Chak Chak, un santuario Zoroastriano arroccato alla parete di una montagna, con fuoco perenne e acqua sorgiva gocciolante. Il santuario non è nulla di eccezionale se non per la posizione, ma il tratto di strada percorsa da Kharanagh a Chakchak è il pezzo più panoramico visto finora, circondati da montagne desertiche, paesaggio lunare e dai colori molto caldi del tramonto. Peccato che la giornata non sia limpidissima a causa della sabbia alzata dal vento. Arrivati a destinazione, Yazd, l'amara sorpresa, l'hotel prenotato, molto bello, ha cancellato la nostra prenotazione, e con un sotterfugio ci spedisce nella stamberga di una sua amica. Siamo stanchissimi, lasciamo i bagagli e usciamo a cena, sono le 22 e oltre. Intanto scrivo un'email al fulmicotone alla ragazza di 1stQuest con la quale abbiamo arrangiato quasi tutte le prenotazioni, e mi richiama subito allarmata su wozzapp, spiego l'accaduto e richiama la struttura, ma non ce niente da fare, sono tutti pieni, gia lo sapevo. In ogni caso dopo vari tentativi ci rimedia una camera in un posto che "sembra" migliore di quello in cui stiamo e quindi, dopo cena, ci trasferiamo. Il posto nuovo è migliore ma comunque non comodissimo, la camera è piccola e molto poco manutenuta. E comunque scopro poco dopo, è solo per una notte ( tutto su wozzapp con Masha), mi propone per le restanti notti, una casa privata della nonna, le cui foto non mi convincono per nulla. Domani vediamo... gli rispondo molto arrabbiato. Buona notte
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Rafsjtanx da Esfahan
lasciato il 21/4/2019 ore 20:29

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Iran -Esfahan 21/4/2019 Pasqua. Giornata intensa, di quelle che dilatano il tempo. Abbiamo un programma molto ambizioso, quindi usciamo in auto fin da subito e ci facciamo portare a Jolfa, il quartiere armeno. La loro pasqua ortodossa dovrebbe essere la prossima domenica e chissà che non ci sia una qualche celebrazione anche questa domenica. Previsione sbagliata, la cattedrale, non solo non celebra nulla, ma è anche chiusa. Le vie intorno sono popolate di caffè molto carini e quindi prima di lasciare il quartiere facciamo una sosta caffè, dopo aver visto la funzione in corso nella chiesa vicina, con praticamente due preti e due fedeli. Lasciamo Jolfa e a piedi ci avviciniamo al centro, acquistiamo un foulard, passiamo il bel ponte Si-o-seh pol, che avevamo visto solo di sera, e arriviamo al palazzo Kach-e Chehel Sotun, lo visitiamo. Ci dirigiamo poi verso la piazza che da sola varrebbe il viaggio in Iran, la Naqsh-e Jahan, dove ci resta ancora da visitare la moschea Masjed-e Shaeikh lotfollah. Inutile commentare, sono tutte molto belle, ma le forze cominciano a venir meno. Quindi decidiamo di concederci pranzo ed optiamo per un ristorante tradizionale, dietro la piazza, Traditional Banquet Hall, dove, dopo una ventina di minuti di attesa in coda, cosa che succede in moltissimi dei ristoranti che stiamo visitando, ci fanno accomodare. Sul tavolo basso, alla persiana. Sicuramente più folkloristico, ma più scomodo, almeno per noi. Ordiniamo melanzane Bademjan e pollo fasenjiam, entrambi superbi. E poi senza esitare troppo ci mettiamo in cammino per rifare la strada del Bazar fatta ieri sera. Il Bazar è nuovamente deserto, quindi non riusciamo ad entrare nei luoghi descritti dalla guida, caravanserragli, case da te etc. Arriviamo alla moschea più grande e forse la più importante di Isfahan, dove siamo già entrati velocemente ieri sera all'ora della preghiera, e che non abbiamo ancora visto bene: la Masjed e Jameh. Molto bella, Mihrab eccezionali. Quindi prendiamo un taxi e ci dirigiamo al ponte Pol e Kaju, a piedi raggiungiamo il pol e Chubi. Tutta l'area lungo il fiume è un parco, e gli Iraniani, essendo campioni del mondo di pic nic lo occupano in ogni cm^2. Ci rivolgono continuamente saluti, richieste di fotografie insieme, e poche cose che sanno dire in inglese, fortunatamente. Ci dilunghiamo con una ragazza Iraniana ma che vive in Canada e ci abborda chiedendoci impressioni sul paese, il cibo. Ne approfittiamo, visto che porta il cerottino sul naso, segno che è stata sottoposta a chirurgia plastica, come se ne vedono centinaia ogni giorno, per chiedere info sui prezzi e sui medici. Costa 100 Milioni di IRR, circa 660€ rifarsi il naso, e i chirurghi sono accreditati come tra i più bravi al mondo. Almeno così sostiene. Salutiamo la ragazza e la famiglia e buon rientro in Canada. Vogliamo farla completa e quindi ci facciamo scarrozzare in taxi fino al ponte Shahrestan, 4 km verso fuori città; questa potremmo anche evitarcela, il ponte non è bello come gli altri. Quindi, sempre in taxi, rientriamo a Jolfa, per chiudere il cerchio e vedere il quartiere più libertario verso sera. Il caffè annesso al ristorante scelto, dove passiamo il tempo in attesa che apra il ristorante, ospita infatti molte donne, fumano e chiacchierano con atteggiamento molto più frivolo rispetto a quello che si svela per strada. Poi ci trasferiamo al ristorante, che è ancora semideserto, il cameriere non sembra troppo sveglio, manca almeno la metà dei piatti che ci sono in menù ed alla fine ordiniamo zuppa insalata e, titubante, kebab kubideh di agnello, che invece si rivelerà delizioso. Infine taxi e rientro in hotel, e subito all'opera coi preparativi, domani sveglia presto e si parte per Yazd con un lungo programma di visite lungo il cammino. Ecco perché dopo una sola settimana di viaggio sembra di essere via da moltissimo tempo. Buona notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gaz Torrone da Esfahan
lasciato il 21/4/2019 ore 4:34

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Iran -Esfahan 20/4/2019 giornata interamente dedicata alla visita di Esfahan. Sveglia senza sveglie e comunque non oltre le nove siamo gia per strada. Ci dirigiamo subito alla moschea più importante, o quantomeno la più centale, la Masjed E Shah, sulla bellissima piazza Naqsh e jahan. È molto bella anche la moschea, dopo aver visitato questa vediamo anche il palazzo Kakh-e Ali Qapu, che insiste sulla stessa piazza. Bellissima la terrazza e la sala della musica. Poi, girellando per i portici del bazar, ci imbattiamo per caso nell'ufficio turistico. Con la scusa di richiedere una piantina non necessaria, entriamo, e, una volta dentro, mi viene in mente di chiedere per il trasferimento a Yazd di dopodomani, con visita di qoupaye Toudesk Nain etc. Una signora molto solerte inizia la ricerca, ma la prima guida-driver, chiede tra i 90 e i 100 euro, il che, visti i costi fin qui sostenuti, sembra un po caro. Rimango vago con l'autista, gli farò sapere. Anche lei si mostra titubante e quindi chiama uno che conosce per chiedere se il prezzo è corretto o meno. Mette giu e, un po imbarazzata, riferisce che il prezzo richiesto è troppo caro. E quindi chiama un altro, stessa domanda, richiesta 65 €. Mi fornisce in cellulare e wazzappiamo i termini del del giro e restiamo d'accordo per lunedì mattino. Quindi ci rechiamo a pranzo da Bastani, un altro bel ristorante tradizionale ma servizio schifoso. Cibo abbastanza buono. Rientriamo in hotel, il programma prevede un riposo pomeridiano. Alle 16,39 circa siamo nuovamente fuori, ma ci avviciniamo alla meta in auto, anche se, col traffico che ce in strada, si farebbe prima a piedi. Ci incamminiamo per il giro nel Bozorg Bazar, ma ci perdiamo quasi subito, e quando ritroviamo la strada, gran parte del bazar è chiusa. Prendiamo un caffe in hotel Isfahan traditional cafè e poi via verso la moschea di Ali, anche questa molto bella, ma torneremo domani con la luce. Quando usciamo dal bazar e dalla mosche tentiamo di trovare un taxi, ma non è cosa facile, e quando lo troviamo restiamo,spesso impantanati nel traffico. In ogni caso arriviamo al ristorante sharzade, dove abbiamo deciso di cenare. Dopo 1/4 dora di coda, ci fanno accomodare e mangiamo una buona cena, anche qui il servizio non è granchè, ma il cibo è molto buono. Usciti, non ancora saturi, decidiamo di rientrare a piedi in hotel. Buona notte
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: Galash da Abyaneh Natanz Isfahan
lasciato il 20/4/2019 ore 4:56

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Iran - 19/4/2019 Kashan Abyaneh Natanz Isfahan, giornata di spostamento e di visite intermedie. Lasciamo con un po di rammarico il bel hotel Negin a Kashan dopo colazione. Dopo una buona mezzora di strada, Lori si rende conto di aver lasciato gli occhiali in hotel. Troppa strada già percorsa per tornare indietro, dovremmo chiamare l'hotel ma non abbiamo il numero di telefono e quindi wozzappo ad Hussein, l'agente presso il quale abbiamo acquistato il passaggio. Vedo lungo, si attiva subito, vuol sapere che camera abbiamo , gli chiedo se può spedirli con uno dei convogli che organizza tutti i giorni, tanto noi abbiamo tre notti ad Isfahan. Non mi risponde subito ma, arrivati ab Abyaneh, riesco a chiamare l'hotel e mi informano che hanno trovato gli occhiali e stanno aspettando uno degli autisti dell'agenzia che passi a prenderli. Riscrivo ad Hussein per ringraziarlo e di dirmi dove li lascerà ad Isfahan per passare a prenderli, ma lui chiede dove stiamo d'hotel e immagino che ce li portino a domicilio, se non oggi max domani. Abyaneh è un tradizionale paesino di montagna, arroccato ad oltre 2000 m. di quota, costruito in mattoni e fango e paglia. Oggi, essendo venerdì, c'e un sacco di famiglie in gita. Gli abitanti del paese, variamente agghindati in abiti tradizionali, fanno cuocere grossi pentoloni di zuppa, si intravede della pasta o dei noodle molto cotti, e non è molto invitante, anche se il profumo è buono. Fanno gran capannelli per accaparrarsene una porzione. Noi no. Facciamo una passeggiata per il paese e non ci tratteniamo più del necessario. Poi ripartiamo alla volta di Natanz, ma impieghiamo mezz'ora almeno a lasciare il paese per via dell'ingorgo che si è creato. A Natanz nel giro di qualche decina di minuti, visitiamo l'antica moschea e poi giriamo un po in cerca della seconda attrazione, che poi ci rendiamo conto di aver gia visto, senza peraltro pagare l'ingresso, era adiacente la moschea e noi credevamo fosse un unicum. Si va a mangiare, ma il nostro autista muto (comunica poco e ad espressioni) esprime che non mangeremo qui e saliamo in auto. Non capiamo se in direzione di un ristorante o se intende tirare dritto fino a destinazione. Poi inizia ad armeggiare col telefono, devia dalla strada principale e si ferma davanti ad un ristorante. Gli chiedo col traduttore se conosceva il risto o se andato a caso, e mi fa capire che, la prima che hai detto, conosceva il ristorante. E infatti si mangia bene. Una trota per me, buona, una zuppa e un melanzane bademjan per Lori, pollo kebab per lui, coca e due te, 950000IRR, 6,50 €. Ci rimettiamo in viaggio e dopo un'ora circa siamo ad Isfahan. Andiamo subito ad Imam square, uno degli highlight del viaggio. Il venerdi e la sua folla a spasso, che per Abyaneh è stato un handicap, per Imam Square è un plus assoluto. Ci sono decine di famiglie che fanno picnic fino al tramonto, la piazza è grandissima e molto bella. Intorno al calar del sole ci mettiamo in cammino, ed è gia buio quando arriviamo al vecchio ponte, anch'esso gremito ed illuminato, molto suggestivo. Infine cerchiamo senza troppe velleità un ristorante e finiamo per cenare a buffet all'Abbasi traditional teahouse, un hotel bellissimo non lontano dal ponte. Rientro in Taxi in hotel e buonanotte con occhiali riconsegnati al rientro. Grande Hussein....
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: Gaethammam da Kashan
lasciato il 19/4/2019 ore 3:36

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Iran - Kashan 18/4/2019 avevamo aspettative oggi, e quindi, come sempre... Sveglia presto, si fa colazione in hotel: azz, il cielo non è azzurro, anzi, incombono nuvoloni. Andiamo subito ai Giardini Fin, patrimonio Unesco, che non capisco tanto. È un bel giardino con canali e vasche di acqua corrente sorgiva, ma molto, molto lontano da quello che mi aspetti da un patrimonio unesco. 6-- il mio voto. Avvicinandoci in taxi abbiamo individuato il luogo del Ebrahim Shrine, che raggiungiamo a piedi subito dopo aver visto i giardini. Una decina di min sono sufficienti e ci rimettiamo in cammino verso la collina di terra che dista poco più di due km ed è un sito archeologico. Anche questa si rivela poco interessante. Rientriamo in città in taxi mentre comincia a piovere. Pranzo in hotel e abbiamo da aspettare fino alle tre perché ci vengano a racattare per la gita del pomeriggio. Con qualche min di ritardo arriviamo a Nushabad, la citta sotterranea, questa abbastanza interessante e proseguiamo con il castello di fango, o meglio, quel che ne resta... Non rimangono in piedi i castelli di pietra, figuriamoci quelli di fango. Insomma, non particolarmente entusiasmante. Il blu holy shrine che visitiamo a seguire, invece, pur essendo un deja vù, è la solita visita ad un luogo sacro, con tanto di vestizione vestaglia chador a fiorellini per le donne, ingressi separati etc. Vi sono sepolti molti caduti della guerra con l'Iraq, e molte donne che vegliano le lapidi, forse perchè oggi e giovedi, sorta di sabato musulmano. Quindi si parte per il deserto, il convoglio è composto da tre fuoristrada e da tre pazzi al volante. Vanno come dannati e si divertono un casino, loro. Entriamo in un caravanserraglio, dove non ce nulla da visitare, andiamo poi al salares e poi verso le dune, ma piove e non ce luce per fare foto decenti, e infine ci rechiamo al luogo della cena, che tutti immaginavamo sotto una tenda nel deserto e che invece sembra una specie di stazione di servizio. Ci sono con noi due ragazzi italiani e una coppia di tedeschi, loro hanno sottoscritto anche la notte nel deserto, e questo non è certo quel che si aspettassero, domani ci racconteranno, visto che anche loro hanno il trasferimento ad Isfahan con lo stesso pacchetto nostro. Mentre aspettiamo che preparino cena, inizia a piovere e quindi ci spostiamo vicino ad una famiglia allargata di iraniani che festeggiano sotto una tettoia di canne. Fumano la sciscia (nargileh), le donne non sono velate ma portano in testa cappellini rivoltati, ma l'atteggiamento è piuttosto festaiolo. Invitano Lorenzo, uno dei due Italiano a fumare con loro e lui accetta di buon grado, si instaura un clima di fratellanza, ci offrono di continuo cibi vari, snacks, e termina poi con l'invito a balli di gruppo, in stile sirtachi, versione Iraniana. Poi ci chiamano a raccolta per la cena, e dopo aver salutato gli ospitanti consumiamo la cena a bassa di kebab di pollo molto buono e riso. Poi noi risaliamo in auto per rientrare, molto stanchi in hotel, con la sensazione che tutto fosse un po sotto le nostre aspettatve. Sicuramente il tempo e la luce, oggi, non sono stati dalla nostra parte. Buona notte.
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: KashänG da Kashan
lasciato il 18/4/2019 ore 5:31

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Iran - Kashan 17/4/2019. Partiamo alle 9 come convenuto, subito dopo colazione, un centinaio di km in piano, percorsi a buona velocità, strada in buone condizioni, nonostante si viaggi parallelamente all'autostrada. Alle 10 circa siamo in prossimità della città, poi impieghiamo una mezza orata per raggiungere l'hotel, l'autista si ferma ogni 200 metri a chiedere info per l'hotel, tutte le volte sembra capire perfettamente dove andare ma subito dopo si riferma a richiedere. Io ho google maps in mano, ma non si fida delle mie indicazioni, e quindi ci avviciniamo all'hotel in un movimento a spirale. Quando siamo prossimi, lo convinciamo a farci scendere e raggiungiamo a piedi l'hotel Negin. Ho prenotato l'hotel su 1stquest, senza troppe aspettative, il sito non prometteva granché, (come tutti gli altri) , ma arrivati in loco, di persona personalmente, questi si rivela un bella casa tradizionale con corti molto carine ed un bel ristorante con personale molto cordiale e capacissimo. La stanza non è ancora pronta e quindi lasciamo i bagagli e facciamo un minimo di piano d'attacco. Ci dirigiamo verso una parte del paese vecchio, e scopriamo, pon grande sorpresa, che le case tradizionali che si possono visitare sono molto belle e ne visitiamo 5 o 6, tutte riccamente decorate. Ci sono turisti ma non moltissimi, piccoli gruppi di stranieri e qualche famiglia di Iraniani, nessun Italiano. Finora ne abbiamo riconosciuti solo un piccolo gruppo al museo dei gioielli di Teheran. Le case, dicevamo, sono molto ben decorate, i muri sono per lo più di fango e paglia, le decorazioni in terra finissima, si sviluppano su più livelli e sono costruite in modo da avere una parte fresca d'estate, rivolta a Nord, seminterrato e solitamente ventilata dalla presenza di bagdir, le torri del vento, e da canalizzazioni d'acqua in prossimità. Gia adesso è sufficientemente caldo da apprezzarne la frescura. Per contro le parti da frequentare d'inverno, a sud, mantengono il calore più a lungo possibile. I vari livelli delle case sono collegate da una infinità di scale a gradoni alti e poco profondi e richiede un buon allenamento visitarle. Quando siamo quasi sfatti, ci concediamo pranzo all'Abbasi traditional rest. Subito dopo visitiamo L'hammam - E Sultan Mir Ahmad, sicuramente l'ambiente più spettacolare tra tutti quelli visitati, ancora un'altra casa storica e poi attraversiamo il bazar semideserto avvicinandoci all'hotel. Prendiamo camera, diamo il primo bucato a lavare, doccia e riposiamo qualche ora, facendo un piano per i prossimi giorni. Nella zona vecchia, abbiamo arrangiato una escursione per domani pomeriggio sera, e anche il trasferimento ad Esfahan con sosta ad Abyaneh e Natanz. È stato molto semplice organizzare le due gite, in Internet e sulla guida si trovano solo info sommarie sulle molte possibilità esistenti. Usciamo nuovamente prima del tramonto e giriamo per un bel po per il bazar, che intanto ha riaperto i battenti, infilandoci in tutte le varie ramificazioni laterali, cortili caravanserragli e piccole Moschee. Poi ad ora di cena ci dirigiamo in taxi al Golshan, ristorante segnalato da Lp alla periferia di Kashan. Rimaniamo molto delusi, non tanto dal cibo quanto dal posto che si rivela tristissimo. Ma e chiaro, con tutti i ristoranti tradizionali, abbiamo scelto una specie di mensa cinese, pazienza. Rientriamo a piedi e ci consoliamo con un tea zafferano e un gelato zafferano e acqua di rose al bel ristorante del nostro albergo. Giornata stupenda. Buonanotte.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: GatMam da Qom
lasciato il 16/4/2019 ore 19:37

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Iran - Qom 16/4/2016. Ci svegliamo presto, anche se il nostro treno è alle 10,30 e, dall'albergo la stazione dista non piu di un quarto d'ora. Mo vorremmo provare ad acquistare il biglietto del treno notturno per il 25, da Yazd a Kerman e quale posto migliore se non la stazione della capitale Teheran. E infatti subito dopo colazione, con buon anticipo sulla partenza del treno, chiamiamo il taxi e ci rechiamo in stazione. Alla biglietteria il commesso risponde che parla Inglese, ma quando capisce che cosa chiediamo, non si mostra sicuro nella ricerca del nostro treno e chiama un rinforzo dal back office. Noi abbiamo tre opzioni buone, ma la migliore viaggia solo a giorni alterni e quindi non esiste per quella data, deduciamo che sia il giorno sbagliato, tra le opzioni che ci propone corrisponde soltanto la nostra terza, che arriva a destinazione alle due di notte, per cui dovremmo estendere il soggiorno a Kerman al giorno prima. Emette il biglietto e poco dopo iniziamo a decifrare i caratteri arabi per accertarci che sia corretto. Decifriamo e tutto corrisponde, molto bene. Vista il buon inizio e il tempo che ancora resta da aspettare, provo a chiamare in hotel a kerman, sperando che risponda una persona che parli Inglese, cosi è. Spiego ciò che dovrei fare, mi rimette in attesa e poco dopo altra persona capisce al volo la mia necessità e mi estende la prenotazione al giorno prima. 2 su 2, spettacolo. Risolta la faccenda Kerman, non rimane più molto da organizzare, soltanto i trasferimenti che vedremo di volta in volta. Dopo il controllo passaporti della polizia, ci dirigiamo al binario e poco dopo partiamo. Il viaggio dura due ore, attraversiamo una pianura per lo più incolta. A Qom fa molto più caldo che a teheran, non vi sono le montagne vicine ed è molto afoso. In taxi ci dirigiamo in Hotel, il Jamil, dove per 3200000IRR, 21 € circa, abbiamo una suite appartamento con due camere e bagno. Arrangiamo anche lo spostamento in auro a Kashan per domani, ci consentirà di risparmiare tempo, costerà circa 10 euro, 1500000 IRR. Depositiamo i bagagli in camera e ci dirigiamo subito verso la piazza principale Astane Square. Si avverte subito che il tenore degli abbigliamenti è cambiato, Qom è una delle tre città più sacre in Iran, ospitando la tomba della sorella dell'Imam Reza, ottavo Imam dell'Islam, Fatima. È un luogo di pellegrinaggio, le donne portano praticamente tutte il chador nero, a volto scoperto. Si incrociano moltissimi religiosi turbantati, i più importanti in turbante nero, gli altri bianco. Assistiamo dapprima alla partenza di un corteo o processione ma non capiamo se di natura religiosa, militare o cos'altro. ci spiegherà nel pomeriggio la guida che ci accompagna al santuario, che si tratta di un funerale di un Iraniano caduto in Siria in guerra. Entriamo prima in moschea dell'Imam Al Hasan, dove veniamo lasciati liberi di girare e fotografare, rispettiamo soltanto la separazione tre i sessi in moschea. Poi facciamo un giro per il vecchio Bazar che ormai sta chiudendo i battenti, infine ci rechiamo al sacro Hazrath E Masumeth, dove, dopo averci perquisiti, procurano il chador per Lori e poi iniziamo la visita molto interessante. Visitiamo tutte le corti seguendo le spiegazioni della guida e apprendiamo che la grande processione antistante era un funerale. Altra gente entra in Mosche sostenedo un'altra salma avvolta nel sudario, viene portata al santuario per dare l'estremo saluto islamico a Fatima. Finita la visita usciamo e raggiungiamo a piedi l'hotel per una doccia e un micro riposo. Poi prima del tramonto riusciamo e torniamo nella stessa piazza, ceniamo all'international Hotel, acquistiamo i dolcetti tipici di Qom, Sohun, base pistacchi mandorle cardamomo e zafferano e rientriamo abbastanza presto in albergo per la notte, molto stanchi. Buonanotte.
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