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Autore del messaggio: Nopay da Tokyo
lasciato il 21/10/2015 ore 16:56

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21/10/15. Tokyo. Sulla Yurikamone line di Tokyo si ritorna bambini non appena si sale in vettura. Una monorotaia sospesa e senza autista (come a Torino che non è Tokyo), sfreccia tra i grattacieli della baia attraversando canali e bracci del porto riconvertito che ospita molti dei quartier generali di grandi aziende Giapponesi. Così, stamani, dopo una indecorosa colazione al Toyoko di Ikebukuro, dove alloggiamo a sto giro, attraversiamo la città per fare questo giro in monorotaia avveniristica (quasi una giostra) sulla quale riesco a sedere in prima fila, per l'invidia di tutti quelli che mi stanno dietro, lo sento. Ho ottenuto il posto da una giovane signora che mi ha gentilmente ceduto il sedile stipandosi in quello accanto con marito e figlioletto. Il tragitto è davvero molto particolare, non c'è una gran luce e so di fare foto insignificanti, ma sono quelle situazioni in cui non riesci a smettere, per poi sono sicuro, cancellarne il 90/100. Ma tant'è che arriviamo al primo museo in programma oggi. Scienza, tecnologia e innovazione, bello sia per l'allestimento che per la mostra, con dimostrazione robot Asimo. 2 km di strada e siamo al Panasonic sorta di show room con tutti i prodotti di punta del gruppo, per altro museo Scienza e Matematica, anche questo molto per ragazzi, piccolo ma molto bello e interessante per la comprensione di concetti matematici e fisici. Poi nuovamente in monorotaia e nuovamente in prima fila torniamo a Rappongi e, dopo il consueto zuppone (stavolta Indonesiano) di noodle per pranzo, con rechiamo in sequenza al museo di arte moderna (bello il palazzo, vista solo una mostra concorso), al Design Sight (palazzo di Tadao Ando con mostra Frank o Genhry) e al Museo Santoury. Ci accontentiamo in alcuni casi di vedere solo gli edifici, in tutti si può entrare e visitare quantomeno caffetterie e book shop. Non avremmo comunque la forza, il tempo, e la voglia (e il denaro) per vedere tutte le temporanee. Infine a brandelli e sul buio andiamo ancora a curiosare in un negozio di artigianato e poi un paio di treni rientriamo in hotel a Ikebukuro. Non avendo più vogli di fare grandi fatiche decidiamo di andare a cena qui di fronte, sembra un posto carino e forse riusciremo a mangiare una bistecca? Niente da fare, non ce posto prima di due ore, nuovo rimbalzo e ripieghiamo su un indiano dall'altro lato della stazione. Buonino.... Buona Notte
<-------> Email: Nopampam@g.it

Autore del messaggio: TanxTokyu da Tokyo
lasciato il 21/10/2015 ore 0:47

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20/10/15 Kobe - Tokyo. Rientrati a Tokyo con la solita precisione shinkansen, noi cerchiamo comunque di metterci del nostro per rendere le cose un po più piccanti e quindi, ci presentiamo al desk di due Toyoko inn diversi, prima di imbroccare quello dove avevamo prenotato. Infatti nonostante la pratica di questi 20 giorni, si riesce ancora a sbagliare con indirizzi/treni/uscite di metro etc, e a volte la passi liscia altre no. Comunque poco dopo mezzodì siamo gia al lavoro, determinati a vedere più cose possibile in questi 2,5 giorni che ci restano a Tokyo. E quindi cercando di non incappare in chiusure settimanali o altri incidenti andiamo spediti in jr al museo Edo-Tokyo, molto bello. Lo visitiamo senza perdere tempo e poi, a piedi, copriamo i 3 km.Quindi riattraversiamo la città e andiamo a Shibuya a vedere il crocevia, attraversamento pedonale più trafficato del mondo? Cosi dice l.p. ed in effetti è veramente shoccante. Ad ogni semaforo da cinque direzione diverse si incrociano 5 o più fronti larghi qualche decina di metri. Attraversano a volte, è stato calcolato, nel giro di una trentina di secondi, fino a 1000 persone. Osserviamo dal primo piano di Starbucks, con 1/2 litro di caffè ciofeca starbucks. È ormai buio e decidiamo di non rientrare in hotel, e questo di poco lontano andiamo da Tokyu hands, una specie di self a Sette piani che vende carabattole di tutti i tipi (poco interessante). E ancora in treno a Shimo Kitazawa, per la zona sud, e anche qui sbagliamo scendendo dal treno all'ultimo secondo alla fermata corretta, avendo preso un rapido anziché un locale. E qui la fortuna e l'intuito ci salva il culo in estremis. Ceniamo improvvisando in un ristorante di yakitori, spiedini cotti bbq al bancone. Molto carino e buono. Rientriamo esausti e vediamo la camera del Toyoko, che è sempre impeccabile, ma se va bene, ancora più piccola delle altre... Buonanotte
<-------> Email: T@.

Autore del messaggio: TanxKobe da Kobe
lasciato il 20/10/2015 ore 22:24

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19/10/15 Kobe. Iniziamo il giro a Kobe tentando la visita dello Hyogo prefectural museum, altro edificio progettato da Tadao Ando. Oggi però è lunedì ed i musei sono tutti chiusi, un vero peccato anche perché tra l'altro ospitava anche una parte della biennale. Ci accontentiamo della vista esterna dell'edificio e lo stesso capita per il museo del terremoto disastroso di Kobe del 1995, poco lontano, che sembrava altrettanto interessante. L'inconveniente ci lascia il tempo per poter camminare fino in centro città, per visitare ancora la zona di harbourLand e i centri commercial culturali della zona. Poi in bus ci rechiamo a Shin kobe per la visita della zona di minato. Abbiamo camminato molto e decidiamo di rientrare in hotel non dopo aver cercato il ristorante dove vorremmo provare il famoso Kobe beef (carne di manzo famosa per la sua bontà). Trovato il ristorante però ci rendiamo conto che per quanto siamo consapevoli di dover metter mano al portafogli, non siamo preparati e disposti a spendere la cifra richiesta (non meno di 120€ x il set base con 150g. di bistecca e poche altre aminità di contorno, bevande e tasse escluse). Pazienza. Rientriamo e cerchiamo un ristorante di carne un po più accettabile, ma quando lo raggiungiamo veniamo rimbalzati per una cena privata e anche nel vicino promettente ristorante di carne, non avendo prenotato, non abbiamo successo. Ripieghiamo tristemente consolandoci con altro sushi al bancone, sempre divertente e soddisfacente... Abbraccio. Domattina si rientra a Tokyo per gli ultimi giorni prima di rientrare.
<-------> Email: Kobe@t.it

Autore del messaggio: TanxKobe da Kobe
lasciato il 20/10/2015 ore 22:22

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17/10/15 Naoshima. La cena di ieri sera non è stata altrettanto felice che la giornata, non era stata pianificata come la giornata, e, per stanchezza ci siamo affidati al caso e infine siamo entrati in un posto tristino. In compenso la giornata a Naoshima è stata davvero superlativa, almeno per ciò che riguarda l'arte moderna e le sue rappresentazioni. Un aspetto che mi aspettavo molto più presente in questo viaggio ma che finora non si è presentato in maniera così esplicita, se non attraverso le architetture supermoderne presenti in tutte le città. La particolarità di Naoshima è che qui è stata creata una isola Museo con intervento massivo di Tadao Ando, e le opere di altri artisti (sopratutto americani, thurrel, De Maria, etc). Noi abbiamo girato l'isola, la parte interessante almeno, a piedi. Visitando il superlativo Chicho Museum per primo. Ci sono 4 o 5 sale/performance in tutto ma davvero stupenda la sala dei Monet e il giochi con la luce di Thurrel. Anche la sala De Maria molto particolare. Un po meno spettacolare il museo Benesse, ma sempre a livelli altissimi. E nuovamente molto bella l'idea delle case antiche con interventi d'arte contemporanea dell'art house Dall'altra parte dell'isola, una su tutte la Minamidera, con intervento sempre di Turrel. Anche l'isola in se, offre paesaggi e scorci del mare interno molto pittoreschi. Camminiamo quindi per almeno 7/8 km di saliscendi, decisamente sotto la media giornaliera, mangiamo al volo un pacchetto di gallette di riso caramellato per arrivare a sera e a merenda al volo in un caffè prima di prendere l'aliscafo per la terra ferma. Poi per il pezzo in treno effettuiamo un cambio al volo da un binario all'altro senza verificare la direzione (ormai in fatto di treni ci sentiamo super scafati) e infatti la paghiamo subito. Dobbiamo scendere alla prima e aspettare il treno in senso contrario. Ci costa 50 minuti di attesa, che per gli standard giapponesi pesa come una settimana di tempo sprecato. Ma non avendo dimenticato le nostre radici, valutiamo che probabilmente avremmo accumulato questo ritardo nel solo primo spostamento e quindi... Aspettiamo. Rientro in Hotel, supergumma ricordo, e Bagno in Onsen al 10 piano e usciamo per cena. Stasera poniamo maggiore attenzione, e poi, vogliamo replicare con Sushi. Mangiare sushi, contrariamente a quanto si possa pensare, non è così consueto e quindi dobbiamo faticare un po, ma infine troviamo e va molto meglio di ieri sera. Grande Giornata e Grazie a Tim per la dritta di Naoshima. Buona notte.
<-------> Email: Kob@t.it

Autore del messaggio: io da Grugliasco da Grugliasco
lasciato il 19/10/2015 ore 14:47

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Bellissimi Finalmente vediamo qualche scatto …… Qui tutto ok. Vi leggiamo e siamo contenti che procede tutto bene. noi continuiamo a leggere…. Un abbraccio da noi tutti. Ciao !!! A.Z


http://io.grugliasco@noi.it
<-------> Email: io.grugliasco@noi.it

Autore del messaggio: Araki@ da Kobe
lasciato il 18/10/2015 ore 16:47

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17/10/15 Naoshima. La cena di ieri sera non è stata altrettanto felice che la giornata, non era stata pianificata come la giornata, e, per stanchezza ci siamo affidati al caso e infine siamo entrati in un posto tristino. In compenso la giornata a Naoshima è stata davvero superlativa, almeno per ciò che riguarda l'arte moderna e le sue rappresentazioni. Un aspetto che mi aspettavo molto più presente in questo viaggio ma che finora non si è presentato in maniera così esplicita, se non attraverso le architetture supermoderne presenti in tutte le città. La particolarità di Naoshima è che qui è stata creata una isola Museo con intervento massivo di Tadao Ando, e le opere di altri artisti (sopratutto americani, thurrel, De Maria, etc). Noi abbiamo girato l'isola, la parte interessante almeno, a piedi. Visitando il superlativo Chicho Museum per primo. Ci sono 4 o 5 sale/performance in tutto ma davvero stupenda la sala dei Monet e il giochi con la luce di Thurrel. Anche la sala De Maria molto particolare. Un po meno spettacolare il museo Benesse, ma sempre a livelli altissimi. E nuovamente molto bella l'idea delle case antiche con interventi d'arte contemporanea dell'art house Dall'altra parte dell'isola, una su tutte la Minamidera, con intervento sempre di Turrel. Anche l'isola in se, offre paesaggi e scorci del mare interno molto pittoreschi. Camminiamo quindi per almeno 7/8 km di saliscendi, decisamente sotto la media giornaliera, mangiamo al volo un pacchetto di gallette di riso caramellato per arrivare a sera e a merenda al volo in un caffè prima di prendere l'aliscafo per la terra ferma. Poi per il pezzo in treno effettuiamo un cambio al volo da un binario all'altro senza verificare la direzione (ormai in fatto di treni ci sentiamo super scafati) e infatti la paghiamo subito. Dobbiamo scendere alla prima e aspettare il treno in senso contrario. Ci costa 50 minuti di attesa, che per gli standard giapponesi pesa come una settimana di tempo sprecato. Ma non avendo dimenticato le nostre radici, valutiamo che probabilmente avremmo accumulato questo ritardo nel solo primo spostamento e quindi... Aspettiamo. Rientro in Hotel, supergumma ricordo, e Bagno in Onsen al 10 piano e usciamo per cena. Stasera poniamo maggiore attenzione, e poi, vogliamo replicare con Sushi. Mangiare sushi, contrariamente a quanto si possa pensare, non è così consueto e quindi dobbiamo faticare un po, ma infine troviamo e va molto meglio di ieri sera. Grande Giornata e Grazie a Tim per la dritta di Naoshima. Buona notte.
<-------> Email: Nobuyoshi@.

Autore del messaggio: Tadao Tandoo da Naoshima
lasciato il 18/10/2015 ore 0:14

Messaggio:
17/10/15 Naoshima. La cena di ieri sera non è stata altrettanto felice che la giornata, non era stata pianificata come la giornata, e, per stanchezza ci siamo affidati al caso e infine siamo entrati in un posto tristino. In compenso la giornata a Naoshima è stata davvero superlativa, almeno per ciò che riguarda l'arte moderna e le sue rappresentazioni. Un aspetto che mi aspettavo molto più presente in questo viaggio ma che finora non si è presentato in maniera così esplicita, se non attraverso le architetture supermoderne presenti in tutte le città. La particolarità di Naoshima è che qui è stata creata una isola Museo con intervento massivo di Tadao Ando, e le opere di altri artisti (sopratutto americani, thurrel, De Maria, etc). Noi abbiamo girato l'isola, la parte interessante almeno, a piedi. Visitando il superlativo Chicho Museum per primo. Ci sono 4 o 5 sale/performance in tutto ma davvero stupenda la sala dei Monet e il giochi con la luce di Thurrel. Anche la sala De Maria molto particolare. Un po meno spettacolare il museo Benesse, ma sempre a livelli altissimi. E nuovamente molto bella l'idea delle case antiche con interventi d'arte contemporanea dell'art house Dall'altra parte dell'isola, una su tutte la Minamidera, con intervento sempre di Turrel. Anche l'isola in se, offre paesaggi e scorci del mare interno molto pittoreschi. Camminiamo quindi per almeno 7/8 km di saliscendi, decisamente sotto la media giornaliera, mangiamo al volo un pacchetto di gallette di riso caramellato per arrivare a sera e a merenda al volo in un caffè prima di prendere l'aliscafo per la terra ferma. Poi per il pezzo in treno effettuiamo un cambio al volo da un binario all'altro senza verificare la direzione (ormai in fatto di treni ci sentiamo super scafati) e infatti la paghiamo subito. Dobbiamo scendere alla prima e aspettare il treno in senso contrario. Ci costa 50 minuti di attesa, che per gli standard giapponesi pesa come una settimana di tempo sprecato. Ma non avendo dimenticato le nostre radici, valutiamo che probabilmente avremmo accumulato questo ritardo nel solo primo spostamento e quindi... Aspettiamo. Rientro in Hotel, supergumma ricordo, e Bagno in Onsen al 10 piano e usciamo per cena. Stasera poniamo maggiore attenzione, e poi, vogliamo replicare con Sushi. Mangiare sushi, contrariamente a quanto si possa pensare, non è così consueto e quindi dobbiamo faticare un po, ma infine troviamo e va molto meglio di ieri sera. Grande Giornata e Grazie a Tim per la dritta di Naoshima. Buona notte.
<-------> Email: Tadao@ando.jp

Autore del messaggio: ScrivoABraccio da E non Rileggo
lasciato il 16/10/2015 ore 12:15

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16/10/15. Okayama: Si prende lo Shinkansen come da noi si prende il tram o poco più. Partiamo alle 9,53 ma alle 9,49 ce ne uno che sta partendo sullo stesso binario e a noi andrebbe anche bene, va nella stessa direzione e fermerebbe anche alla nostra stazione. Ma è un Nozomi, uno di quelli definiti veloci, e noi, col nostro pass, non possiamo prenderlo. E così ci dobbiamo accontentare di quello lento, che in 40 minuti percorre i 161 km che ci separano da Hokayama con fermata intermedia a Fukuyama con salita/discesa passeggeri. Per le tratte così corte non prenotiamo il posto e per la prima volta viaggiamo in piedi, sta tradotta..... Qui ad Okayama abbiamo un hotel turbo5stelle dei poveri trovato in offerta su buuching. Gia perchè questa non era una tappa prestabilita e i Toyoko dei paraggi erano tutti fully booked da tempo. Infatti è molto più bello del solito. Lasciamo i bagagli e ci avviamo a piedi verso il castello e il parco della città. Cambiamo del denaro in banca e prendiamo informazioni al tourist information per la gita di domani all'isola di Naoshima e camminiamo.... Città moderna come tutte del resto, visitiamo una galleria commerciale di alto livello e una zona di ristorantini per lunch, ma oggi facciamo pic nic, ieri sera abbiamo strafatto e a colazione normalmente ci diamo q.b.. Arriviamo al castello che come quasi tutti è una ricostruzione, ma valutiamo che il costo del biglietto non sia proporzionato e la mostra che ospita non sia oltremodo interessante. Lo sacrifichiamo quindi a favore del parco, che costa meno ed è assolutamente straordinario per cura e bellezza. I giardini, infatti, sono una vera performance in Giappone. E mi viene da pensare che forse sarebbe valsa la pena di, o varrebbe la pena, di farci un salto per la fioritura dei ciliegi. Ci penseremo. Un'altra cosa che difficilmente si può descrivere è la mancanza di rumore delle città. Credo finora di aver sentito un solo colpo di clacson, si sentono a stento viaggiare i mezzi per strada, che comunque non sono molti rispetto alle nostre città. Usano moltissimo la bicicletta e hanno bici di livello molto elevato, che a mala pena legano (ma nemmeno sempre) e quasi mai assicurando a pali o rastrelliere. Non si vedono biciclette smontate o ruderi in giro. La sensazione è che il furto totale o parziale sia una vera rarità. Comunque il giardino ci lascia senza fiato ancora una volta. Ruscelletti e laghetti hanno acque cristalline, incredibilmente non si vede una foglia galleggiare, impossibile da credere. Eppure... Poi rientro in tram e Bagno in Vasca comune (onsen) al 10 piano dell'hotel, stavolta da vero esperto non ho neanche rubato le ciabatte del mio vicino di vasca pensando che fossero a disposizione... (Come invece ho fatto la volta scorsa, strappando un verosimile vaffanculo in giapponese che ho capito solo dopo qualche minuto). Sbagliando s' impara... Dove andiamo a Cena?
<-------> Email: Quasimai@.

Autore del messaggio: Yokopoko da Hiroshima
lasciato il 16/10/2015 ore 11:43

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15/10/15 Hiroshima-Mihajima. Sveglia libera stamani, abbiamo un programma abbastanza soft x oggi, e quindi almeno inizio giornata sarà relax. Colazione in hotel e quindi fuori a prendere il n. 24 bus con destino Inceneritore di Hiroshima. Insolita come visita, ma sicuramente curiosa. Sul bus ci accorgiamo di avere una sola banconota da 5000 yen e non monetine a sufficienza per pagare il biglietto in uscita. Serve minimo cambiarlo in banconote da 1000 per il cambiamonete della macchinetta. Non è nella mia natura sentirmi in imbarazzo per una mancanza così lieve ( in quella di Lori già di più), ma qui la sola idea di mettere in crisi la perfetta macchina giapponese per un cambio monete ci fa sentire davvero fuori posto e infatti la macchina perfetta si rivela tale da risolvere il problema agilmente. Il controllore/bigliettaio/autista, ha una riserva di banconote da cambiare a passeggeri impreparati (probabilmente tutti stranieri) e come sempre prima di uscire raccoglie lui dalle nostre mani e il mezzochilo di monetine l'importo esatto da inserire nella fessura. Così si fa prima. Poi senza il minimo accenno di scazzo sul viso, anzi sempre abbozzando un sorriso ti saluta e ti ringrazia (toccandosi le palle che tu non risalga più sul suo bus?) arigato gosaimas. Scendiamo dal bus sudati... L'inceneritore è praticamente sul mare, l'idea di renderlo un posto vivibile e addirittura visitabile è molto buona e la posizione è spettacolare. L'architettura la si deve allo stesso archistar che si è occupato della ristrutturazione del Moma di New York e infatti è notevole. Tuttavia non incontriamo nessuno dall'ingresso a tutta la visita alle gallerie dalle quali si vedono gli impianti ed è un po inquietante. Poi da una porticina escono alcuni lavoratori in tuta bianca scafandro stile Fukushima dopo il disastro e veniamo introdotti in un ufficio dove ci danno un opuscoletto e capiamo quindi di non essere fuori posto. In mezzora comunque abbiamo terminato e riprendiamo il 24 per rientrare in stazione. Un'ora di viaggio, treno e traghetto e a mezzogiorno siamo sull'isola di Himajima, per la visita di uno degli highlight di questo viaggio: il Torii rosso e il tempio annesso sulla riva che con l'alta marea rimane affiorante dal mare. L'isola ha anche una cabinovia che ti porta fino quasi in cima alla collina più alta. Il resto lo fai a piedi, in cima c'è il solito tempio oltre che una vista spettacolare sul mare interno e una schiera di isolette. Facciamo a piedi tutta la discesa (535m dislivello in sandaletti) e quando arriviamo giu il Torii è raggiungibile a piedi perché c'è bassa marea, camminando sopra uno strato di alghe molliccie. Lo spettacolo è molto suggestivo, è il tramonto, ci sono molte persone ma i gruppi se ne sono già andati e il paesaggio è davvero incredibile. Inoltre la marea sta risalendo ma non abbastanza in fretta da farlo riapparire nuovamente sul pelo d'acqua. E intanto fa buio, lasciamo l'isola e rientriamo a Hiroshima. Alloggiamo molto vicino alla stazione e mentre stiamo per rientrare prima di cena diamo un'occhiata ad un ristorante di Sushi Tei poco lontano. Ci convince, si mangia al bancone col pesce in vetrina, tu ordini lui prepara e te lo serve direttamente. Mentre aspettiamo escono una coppia di ragazzi, chiediamo loro come butta e lo raccomandano, e ci mettiamo in coda. È infatti ci soddisfa, Sushi e Sashimi, Sake caldo e birra. Provo anche l'anguilla che qui va veramente molto: non particolarmente interessante. Cena buona e si a dormire. Domani si parte per Okayama.
<-------> Email: Mayoko@japan.it

Autore del messaggio: Atomik da Hiroshima
lasciato il 14/10/2015 ore 15:34

Messaggio:
14/10/15 Hiroshima. Uno dei luoghi al mondo in cui là bestialità umana ha raggiunto nel corso del secolo scorso uno dei suoi apici. Arriviamo in shinkansen e depositiamo i bagagli in ToyokoInn, vicino alla stazione. E Siamo subito in cammino verso "il luogo" più rappresentativo della città e forse del paese. È di fronte allo scheletro del rudere del palazzo che vagamente si trovava sulla verticale di Little Boy (la bomba) nel momento dello scoppio che si viene colti dalle prime emozioni che il luogo trasmette. Ci sono scolaresche in gita, centinaia di ragazzi della stessa età di quelli che persero la vita lavorando ai cantieri di smantellamento ( i giapponesi si aspettavano bombardamenti di altra natura e facevano smantellare ai ragazzi le abitazioni per creare linee tagliafuoco). E mi viene in mente tutta la narrativa e i documentari visti in tv, the day after e a tutte le volte che in video è apparso il fungo atomico. E non pensavo che comunque l'essere qui di fronte a questo rudere mi desse una emozione tale. La rappresentazione data anche al museo è abbastanza apolitica, evenemenziale (questa l'ho imparata da Burzio), e non sono neanche gli avvenimenti, i fatti, i morti e i feriti o la natura delle stesse ferite a sgomentarmi, a quelle ci ero preparato. Ciò che non avevo previsto è quello che non si vede, l'idea che in questo luogo si sia concentrato, in un momento della storia, tutto il peggio che l'uomo abbia potuto partorire nel corso della sua evoluzione. Il parco ed il museo sono appunto rappresentativi di questo evento, ciò che contengono è solo un pretesto per tirarci questo pugno in faccia e perché il dolore di questo colpo resti scolpito nelle menti di chi lo visita. Veniamo via da qui stanchi. Tentiamo Ancora una visita al museo di arte contemporanea, ma non abbiamo più energie e dobbiamo ancora organizzare qualcosa per domani Gita a Mihajima, fare un po di bucato etc. E quindi rientriamo in Hotel. Poi cena Indiana qui vicino, buona.
<-------> Email: Hiroshima@.
 
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