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Autore del messaggio: luisella da leinì
lasciato il 6/11/2012 ore 8:53

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ciao amici, ma che bel viaggio state facendo! anche noi avremmo dovuto fare un piccolo viaggio...Venezia, per il ponte dei santi ma Soksan ha avuto la bronchite e così abbiamo annullato tutto.....pazienza tanto c'era l'acqua alta! un abbraccio grande
<-------> Email: @.

Autore del messaggio: LoriTano Thansen da Thansen
lasciato il 6/11/2012 ore 2:40

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Ciao volevo solo aggiungere che comunque,nonostante il tragitto poco rilassante (noi in ogni caso non siamo stati male), il panorama era veramente bellissimo: campi terrazzati coltivati a riso, bamboo enormi (no big bamboo) canyion con il KaliGandaghi che scorre sotto......insomma ne valeva la pena. Baci
<-------> Email: loritano@it.

Autore del messaggio: Tanx da Tansen
lasciato il 6/11/2012 ore 2:26

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Arrivati a pokhara ieri mattina con piccolo aeroplano (18 persone) da Jomsom ci aspettava Bharat con l'autista dell'hotel di Pokhara. Il volo è stato molto tranquillo, non fai neanche in tempo a renderti conto xchè dura 20 min. Mi aspettavo grandi vedute delle montagne ma in realtà non si vede granchè e comunque si vola più bassi dei luoghi da dove siamo stati a vederle (si passa x esempio molto vicini al trespolo di poon hill) inoltre sono sotto l'ala e siccome le montagne sono più alte... Arrivati in hotel ci danno colazione e poi prepariamo i bagagli e si offrono di portarci al terminal dei bus locali da dove cercheremo di prendere un bus che arrivi a Tansen. Ancora sulla strada per il terminal incrociamo un bus, durante l'incrocio i due autisti si parlano e si capisce che questo bus fa al caso nostro, scendiamo di corsa, traffico bloccato, bagagli sul tetto si sale e si parte, che culo, neanche troppo pieno, troviamo posto circa a metà del bus. Ci aspetta la Siddharta highway, a detta della guida, strada spettacolare. Su g.maps è una linea retta ma se esplodi la cartina portandola ad una scala più grande ti accorgi che non c'è un rettilineo più lungo di 10m. La prima ora e mezza si viaggia abbastanza e non carichiamo molta gente, il nostro bigliettaio ad ogni villaggio scende ad ogni persona che incontra tentando di farla salire sul bus, ma fuori dai villaggi dove non c'è gente si viaggia, e naturalmente presto si iniziano a distribuire sacchetti per il vomito. Ma qualcuno non ce la fa ad arrivare in tempo e allora fermi tutti x lavare. A tratti il bus è pienissimo, ma almeno si va più piano. Due o tre soste per mangiare e altro che non si capisce, forse aspetta delle coincidenze? Impossibile da decifrare. Comunque poco prima delle 15 arriviamo al crocevia verso Tansen, ci scaricano e tutti ci indicano di salire su una jeep che percorrerà gli ultimi 5 km. Tutto sommato 6 ore circa di viaggio per 119km qui è quasi un record. Troviamo "una graziosa pernsione" cito testualmente lonely planet con cesso alla turca e meno male che abbiamo i sacchi a pelo...e ci dirigiamo subito a organizzare per dopodomani la dipartita da Tansen x Janakpur. Troviamo un microbus che parte mattino presto e ci lascerà a Narayangarh a metà giornata e da li cercheremo di prendere al volo altro bus che ci porti a destinazione, non è detto che si arrivi in serata ma vedremo. Poi cena e non oltre le 21.00 siamo già a dormire nella graziosa pensione... Namastè a tutti
<-------> Email: T@.

Autore del messaggio: ANTONIO da GRUGLIASCO
lasciato il 5/11/2012 ore 15:38

Messaggio:
Così ci sembra di vivere con voi questa bella esperienza, BACI E ABBRACCI DA TUTTI NOI


http://ANTO@LIBERO.COM
<-------> Email: ANTO@LIBERO.COM

Autore del messaggio: TanoLori da Jomsom
lasciato il 4/11/2012 ore 12:15

Messaggio:
Oggi, non sapendo che fare tutto il giorno a Jomsom, ci siamo incamminati a mattino verso Marpha che non avevamo visitato molto bene. Vista adesso, dopo aver visto molti villaggi della zona, possiamo dire che Marpha è sicuramente uno dei villaggi più belli. Arrivati, abbiamo fatto una seconda colazione con fetta di torta e caffe, tea, me. Poi, piccola scalata ai Khedi con lo sfondo inbiancato a calce sulla parete della montagna, ma intanto si è alzato il vento che inesorabile tira da fondo valle tutti i dalla tarda mattinata in avanti. Altra ora e mezza di cammino a tornare con vento in poppa e nuvole di polvere in ogni dove. Rientro a Jomsom, pranzo (indian thali) e visita ecomuseo di J..domattina partenza per Pokhara in aereo e speriamo di raggiungere Thansen in giornata. See you
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: LoriTano da Muktinarh-jomsom
lasciato il 4/11/2012 ore 12:13

Messaggio:
Settimo giorno di trekking: Muktinath - Jomsom: Abbiamo dormito non tanto bene sia io che Lori. Letto scomodo e altitudine si sono combinati per movimentare la nottata. Inoltre fa molto freddo, almeno fuori da sacco a pelo. Dato che oggi non abbiamo grandi performance da sostenere decidiamo, visto che nel pomeriggio dobbiamo spostarci a Jomsom in jeep, di fare una piccola escursione a Jhiong, uno dei villaggi sull'altro versante della valle. La passeggiata è molto piacevole e la vista, come suggerisce la guida, è molto bella. Sembra impossibile ma spostandosi anche solo di qualche km. Si rivedono Annapurna 1, Annapurna 4 e l' onnipresente Dhaulagiri che con i suoi quasi 8200 m. sembra sempre voler ricordare chi è il capo del villaggio. Arrivati a Jhiong prendiamo un te e visitiamo l'ennesimo antico gompa Buddista, e ritorniamo. Non affrontiamo grandi pendenze e le poche che ci sono le percorriamo camminando molto lentamente ma arriviamo comunque a Muktinath stanchissimi, si capisce come il passo del ThurongLa che sopra muktinath sembra vicinissimo, ma che in realtà quota circa 5400m., sia molto difficile da superare da questo versante. Pranziamo in hotel sistemiamo gli zaini e ci incamminiamo verso il raduno delle jeep. Facciamo i biglietti e poi aspettiamo che arrivi il numero di viaggiatori mancanti per completare il carico e partire. Scambiamo qualche parola con dei pellegrini Indiani di Calcutta di ritorno dal pellegrinaggio ai santuari di Mukthinat. Poco dopo posiamo con la famiglia di fronte alla loro telecamera per il filmino ricordo. Hallo my name is...I come from... Etc etc, cosa vuoi dire di fronte ad una telecamera indiana? I love chena samoza, dhaal makani, chicken tandoori. Si parte, solo che di viaggiatori ne sono arrivati alcuni in più di quelli necessari per completare il carico, siamo in 14 dentro la Jeep, con la signora indiana che continua a filmare, musica a tutto volume e uno dietro che vomita. Meno male che le oltre due ore di viaggio paventate da Bharat alla vigilia si rivelano in realtà poco più di un'ora, compresa discussione di diversi minuti per sfiorato incidente. Lori non è intervenuta, ma era chiaro che la ragione era nostra. Ceniamo con Bharat bevendo un paio di birre e anche un apple raksi (liquore di mele) più bevibile di quello di Millet (senape) provato a ghorepani. Sembra contento del tempo passato con noi e forse anche del fatto che la mancia che gli abbiamo dato è sicuramente superiore di quanto non sia il compenso pagato dall'hotel per questi giorni di lavoro. Dice di volerci venire a prendere in Aeroporto a Pokhara e vorrebbe proporci altre attività da fare una volta lì, ma noi non abbiamo intenzione di fermarci oltre a pokhara e vorremmo ripartire il mattino stesso per Thansen. Allora...next time may be. Inoltre non è affatto scontato che lui arrivi a Pokhara prima di noi o nelle condizioni di avere ancora energie per fare cose. Lui infatti sta partendo adesso, (che sarebbe la mattina dopo). Bussa adesso ore 6,45 alla nostra porta per prendersi i suoi due kg di mele che ha comprato a Marpha, famosa dice lui per la coltivazione appunto delle mele, e che si è portato sulle spalle per tutto il resto del tragitto, ma che ha fatto conservare a noi tutte le notti perchè loro dormono in stanze comuni con altri portatori e guide e forse le mele erano più al sicuro da noi, o forse non aveva spazio sufficiente. Comunque lo aspetta un viaggio massacrante e non sa se arriverà a Pokhara in serata o se dovrà trascorrere la notte fuori. A noi aspetta una giornata di ozio completo e mezza giornata almeno, dalla tarda mattinata in poi, di vento sicuro. Namastè a Tutti.
<-------> Email: Rg@.

Autore del messaggio: TanoLori da Kagbeni-muktinath
lasciato il 3/11/2012 ore 13:53

Messaggio:
Sesto giorno: da Kaghbeni a Muktinath. Partiti alle 8.05, la strada lascia la valle del kali gandaky e si diparte lateralmente risalendo subito con buona pendenza la valle del johng khola. Sarà il timore che ci incute questa tappa o il fatto di essere un pò più allenati, prendiamo subito, ognuno il nostro passo, senza farci tentare da andature fuori portata. Barat non sta tanto bene, per la tanta polvere respirata durante la tappa di ieri ha bruciore alla gola e al petto, per cui anche lui si adegua facilmente al nostro passo. Dopo alcune rampe, la pendenza si fa più regolare e camminiamo molto bene, se non fosse per le jeep che di tanto in tanto passano in velocità, incuranti del fatto di sollevare nuvole di polvere... Comunque una delle tante si ferma per guasto subito dopo avermi interrotto una pipi in corso e avermi impolverato come da prassi... Evvai!!! le maledizioni servono, mi faccio paura da solo. Non sto a ripetere quanto tutto questo avvenga comunque sempre in un contesto paesaggistico da paura. Da Marpha in poi non si vedono più le montagne alte della prima parte del trekking se non da molto lontano e sembra piuttosto di essere in una zona montuosa semi desertica, anche i colori della terra ricordano il deserto. Girato un promontorio improvvisamente si vedono neanche troppo lontani i due villaggi che precedono la nostra meta, che invece rimane nascosta da un crinale. In breve siamo a khinghar dove ci fermiamo a prendere un tea. Ripartiti, entro breve arriviamo a jarkhot dove io e Lori vogliamo visitare un Gompa antico. Barat dice che lui intanto andrebbe a cercare posto in albergo, a Muktinath manca meno di un'ora. Noi ci fermiamo a visitare il gompa e poi a consumare il nostro pranzo a Jarkhot, dopodiché ci mettiamo in marcia. Barat tende a non perderci mai di vista e a non farci mai fare un passo da soli, si sente investito di una responsabilità che non ha. Oltretutto noi lo paghiamo solo per portarci la roba, ma lui si sente anche un pò guida e quindi... Se non fosse così tenero lo avremmo già cassato ma a noi piace. Mentre stiamo raggiungendo Muktinath vediamo la sua sagoma all'ingresso del villaggio, ne ridiamo, lui vuole assolutamente trasportare per gli ultimi metri uno dei due zaini, fatti furbo, stai anche male. Arrivati, scarichiamo i bagagli, prendiamo un te e andiamo subito a visitare i templi di muktinath, e lui, naturalmente, ci accompagna.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: TanoLori da Marpha-kagbeni
lasciato il 3/11/2012 ore 13:51

Messaggio:
quinto giorno di trekking: Da Marpha a Kagbeni. Partenza 8,30 dopo colazione e chiusura zaini. Il sentiero di oggi risale il corso del kali Gandaki percorrendo a tratti la strada carrozzabile e a tratti il letto del fiume, una spianata molto larga e semi piatta che nella stazione secca è occupata dal corso del fiume solo in piccola parte. Il primo tratto di un'ora e mazza circa fino a Jomsom è tutto su strada. La tappa ha pochissimo dislivello, meno di 200 m. Kagbeni è alto poco meno di 3000 m. Jomsom è il paese più grande di questo versante del circuito dell'Annapurna, è qui che si trova l'aeroporto. Avendo potuto constatare cosa significhi viaggiare via terra e supponendo di non riuscire al ritorno a rientrare in un solo giorno di viaggio (saranno un centinaio di km) abbiamo deciso di rientrare a Pokhara in aereo se troviamo posto. La ricerca dei biglietti è abbastanza complicata, ci sono due posti per il giorno dopo quello ideale per noi, ma al limite meglio stare un giorno in più a rilassarsi da queste parti che in bus a farsi scuotere le membra per 15 ore. Il problema è che noi siamo in tre, con Barat, e lui dovrebbe rientrare con noi per contratto. Dopo varie telefonate con Pokhara si conviene di farlo rientrare il giorno prima di noi in bus e noi di acquistare i biglietti aerei. Ripartiamo e intanto si alza il vento che tutti i giorni tira da fondo valle in questa zona, fortunatamente stiamo risalendo e quindi lo abbiamo a favore. La valle si apre ancora di più e il paesaggio diventa sempre più desertico. Bellissimo. Arriviamo a Kagbeni verso le 4,30 dopo una pausa per il pranzo al villaggio due km prima. Kagbeni delimita la regione del Mustang basso da quello alto, è il posto oltre il quale non si può proseguire verso nord senza speciali permessi rilasciati nella capitale. Prima che faccia buio facciamo un giro per il paese. Vicoli tortuosi tra case di fango, diversi chorten, ruote di preghiera, e un Gompa molto antico dal cui tetto si può almeno con la vista spaziare verso l'alto Mustang. Alle 20.00 cena e non oltre le 21,00 siamo a nanna. Domani, che sarebbe oggi, visto che scrivo alle 5 del mattino del giorno dopo, ci aspetta l'ultima tappa da percorrere a piedi (sempre che si trovi un mezzo per riscendere). Si va a Muktinat a circa 3800m, che dovrebbe essere il punto più alto e anche il più interessante, almeno per quanto riguarda i Templi, di tutto il trekking. Dislivello 870m, le gambe sono ancora imballate di acido lattico dalla discesa a Tatopani ma staremo a vedere...Namastè a tutti.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: TanoLori da Tatopani-Marpha
lasciato il 3/11/2012 ore 13:48

Messaggio:
Quarto giorno: Da Tatopani a Marpha: No meal is free. Come sempre tra il dire e il fare ... Come previsto ci svegliamo con calma ma non tardi, un'occhiata a Nilgiri (montagna blu) dalla finestra della camera, facciamo colazione e un breve giro per Tatopani, porto Lori alle terme a vedere da fuori ciò che si è persa la sera scorsa. Rientriamo impacchettiamo gli zaini e ci dirigiamo alle 10,00 come programmato nella piazzola da dove partono jeep e bus verso Marpha che è la nostra meta di oggi. Barat si informa e presto capiamo che dobbiamo attendere. Dopo 1/4 d'ora circa arriva un ChickenBus e ci carica a bordo. Chiaramente c'è posto solo in fondo, ma tanto dovrebbero a detta di Barat essere 3 o 4 ore di strada, divisa in due tratte. Inizia una strada infame, il bus va ai tre all'ora ed è già troppo, prende dei salti che ci fanno sobbalzare e ricadere con delle botte tremende alla schiena. Inoltre si ferma di continuo. La strada è strettissima a precipizio sul KaliGandaky, in pratica è come se fosse un sentiero un pò più largo. Il passaggio su un ponte nelle cui vicinanze si è guastato un altro bus ci costa una fermata un pò più lunga. mentre ci rendiamo conto della manovra che dovrà fare e tentiamo di scendere per passare a piedi, l'autista decide che tocca a noi e non facciamo in tempo a scendere, si passa. Alle 12,00 circa arriviamo a Ghasa, già distrutti mangiamo un buon thali (hanno solo cibo Nepalese: ottimo), a noi danno le posate. Dobbiamo cambiare bus (ma tutte queste jeep? Alla vigilia si sentiva parlare solo di jeep, mai citato un bus, sembrava neanche ci fossero...). in tutta la prima tratta abbiamo percorso circa 13 km. ce ne aspettano altri 25. Compriamo i nuovi biglietti e individuiamo il nuovo bus, ancora più scassato del primo, mancano alcuni finestrini e quelli che ci sono non stanno chiusi, quando parte? Quando è pieno, sticazzi, scendiamo tutti tranne Lori ad aspettare un bus o un mezzo che arrivi da valle e che ci fornisca il resto dei passeggeri che ci manca per completare il carico. Nulla. Poi dopo circa mezzora di attesa arriva l'autista, mette in moto e tutti si affrettano a salire. Si parte, ma ci si ferma subito a far benzina, operazione che si svolge tutta a mano, pompaggio carburante da bidone a tanica e da tanica a serbatoio, posizionamento tanica sporca nello stesso vano in cui ci sono i nostri zaini, speriamo bene. Arriviamo alle 17.00 circa, distrutti, appunto. Una giornata che nella nostra idea doveva essere di recupero, con uno spostamento di qualche ora. Abbiamo percorso in tutto 38 km. Probabilmente il ritorno a pokhara avverrà in aereo se troviamo i biglietti. Domani passando da Jomson verificheremo.
<-------> Email: G@.

Autore del messaggio: TanoLori da Ghorepani-Tatopani
lasciato il 3/11/2012 ore 13:46

Messaggio:
Oggi 30/ottobre/2012 terzo giorno di trekking la giornata è andata così: Sveglia alle 4.00 e partenza alle 4,30 per salita a Poon Hill con le torce elettriche per vedere il sunrise sui monti. Fatichiamo da subito, dopo poco più di un'ora siamo su, 3200 e rotti metri. C'è un pianoro con una specie di trespolo da Birdwatching che da la possibilità di salire ancora di una dozzina di metri. Prendiamo un te per riscaldarci un pò mentre nel frattempo arrivano sul pianoro centinaia di persone. C'è la luna piena e non una nuvola, le montagne, che sono le stesse del tramonto di ieri sono già molto belle prima che scatti la frenesia dei fotografi al sorgere del sole. Inutile tentare di descrivere per l'ennesima volta la fascinazione dello spettacolo che ci viene offerto, va visto. Scatto qualche centinaio di foto, tutte uguali, ne selezionerò solo qualcuna, ma non riesco a smettere. È come se ogni volta che si distoglie lo sguardo quella immagine venisse cancellata dala memoria, è come se lo si vedesse sempre per la prima volta. Prima delle otto del mattino siamo ridiscesi al Lodge, abbiamo fatto colazione e preparato gli zaini ed alle 09.05 iniziamo la discesa verso Tatopani che consiste in oltre 1700m di dislivello in discesa e sommati a quelli dell'alba fanno qualcosa come 2200 in discesa e 600 in salita. Praticamente si scende in un giorno di quanto si era saliti nei due precedenti. In realtà io ho informazioni sul fatto che questa discesa è faticosissima, tantè che noi avevamo lasciato aperta la possibilità di spezzare in due parti questa tappa, ma il nostro portatore, anche dopo averci visti in azione, dice che è assolutamente fattibile e non mette in dubbio il fatto che si riesca a portare a termine in giornata. Saprà ben lui che ne ha visti di trekkers... Avevano ragione i miei amici, arriviamo a Tatopani alle 17,00, dopo, tolte le pause per pranzo o altre soste, circa 7 ore di cammino, in ginocchio tutti e tre, lui compreso. Se non fosse per la fatica è una discesa bellissima, hai sempre il Dhaulagiri sullo sfondo e nel primo tratto i due Annapurna 1 e south sulla destra. A circa 2000 metri di altitudine ricominciano le coltivazioni a terrazza di riso e senape, man mano che scendi ricompaiono banani, e arrivati a fondo valle, dove si incrocia il kali Gandaki, due bimbe vendono addirittura mandarini. Ne compriamo 3 per venti nrp, asprissimi. Da qui, che è un fondo valle a 1000 m di altitudine, il Dhaulagiri (8100) fa veramente impressione. Attraversiamo i due ponti Tibetani e siamo sulla strada polverosa. venti minuti ancora e siamo a Tatopani. Siamo arrivati sfiniti, il primo lodge che incontriamo dice che è il migliore, entriamo e fortunatamente ha una camera disponibile. Affare fatto. I turisti che sono scesi da Gorepani si riconoscono da come scendono le scale, noi siamo ancora caldi ma prestissimo assumeremo anche noi la stessa postura. A Tatopani però c'è una sorgente di acqua calda ai bordi del fiume KaliGandaky che loro chiamano " le terme" . Io non mi voglio perdere l'esperienza. Dato che Lori non ha niente da mettersi per l'occasione decide di fare la doccia e di rimanere al lodge. Barat, che non ci lascia fare nulla da soli, non ha esitazioni e mi accompagna alle terme, mi spiega cosa mi devo portare (tovaglia, roba di ricambio etc) e altro che non capisco) ,sulla via per le terme compriamo una saponetta che io suppongo serva per lavarci. Le terme sono due vasche di cemento e pietra ai bordi del fiume. Ci spogliamo e subito capisco che la saponetta non è per noi, perchè lui sta facendo il bucato, approfittando della fuoriuscita di acqua calda, della biancheria che aveva indosso, ne approfitto anchio e in mutande tra gli altro turisti che bevono birra ai bordi delle vasche manco fossero allo sheraton facciamo le belle lavanderine tra lo stupore di tutti. Adesso capisco anche perché il bucato fatto fare in hotel qualche giorno fa a Pokhara sapeva di poco pulito, è colpa del sapone, questo mi conforta. Steso il bucato, ci immergiamo nelle vasche e quasi perdo i sensi per il piacere che mi da questo bagno caldo e anche perchè dopo qualche minuto mi si abbassa la pressione e devi uscire a rischio di svenire. È ormai buio, ma anche stando bagnati fuori dalle vasche non fa fraddo. Dopo una mezza dozzina di ammolli comunque faccio la doccia e mi rivesto. Chiedo a Barat se beve birra, con discrezione, non si sa mai, mi risponde di si con una espressione che sembra dire... Cazzo di domanda è? Ci facciamo una birretta e quindi mi racconta un pò di cose sui villaggi qui intorno e di avvenimenti accaduti durante la guerra contro gli insorti Maoisti, quando è stato preso e portato via da casa dall'esercito regolare e costretto ad arruolarsi e a combattere abbandonando la moglie e i tre figli piccoli per dieci anni affinché non accadesse loro nulla di male. Barat ha 40 anni Abbiamo una comunicazione molto basica, a volte non ci capiamo ma siamo abbastanza in confidenza per superare la vergogna di richiedere se non si è capito, e alla fine ci si intende quasi sempre. Rientriamo al Lodge dove racconto a Lori di questa conversazione, poi scendiamo a cena e per le scale mostriamo il nostro stile "affaticato" che contraddistingue chi scende in una giornata da Ghorepany. Lui già ci aspetta giù e assiste anche alla nostra cena, ne assaggia anche un pò e poi arriva anche il suo momento. Ci salutiamo, domani sveglia libera, come in vacanza!!!
<-------> Email: G@.
 
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